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> Buick > Buick Skylark Coupé Hardtop 3.5 << >>
buickskylarkmarkino20150212.jpg
Anno 1962, targhe ZA in formato europeo (Markino).

Data: 13/02/2015
Commenti: 17
Visualizzazioni: 1569
Commenti
#1 | time101cv il 12/02/2015 08:42:01
www.targhenere.net/images/001/dscn0904_zps3qe1wgbn.jpg

www.targhenere.net/images/001/dscn0909_zpsg4am0c8s.jpg

www.targhenere.net/images/001/dscn0906_zpseixw2dgw.jpg
(foto "Markino" )
#2 | Themarcello il 12/02/2015 08:49:03
Bellissimo reportage di un modello a me poco conosciuto (ma credo che a breve arrivera' un'esauriente recensione Grin),inserito in un contesto urbano che invece mi e' noto...
#3 | etilico il 12/02/2015 08:56:16
La freccia laterale anteriore è quella della Giulia, o almeno le somiglia molto.
#4 | bob91180 il 12/02/2015 13:28:38
Estetica molto particolare ... e' per caso una cabriolet ?
#5 | Uno Turbo D il 12/02/2015 13:52:57
Decisamente arzigogolata come vettura...
#6 | Markino il 12/02/2015 19:29:06
Arriva la recensione, arriva Grin
Lasciatemi solo tornare a casa dopo una giornata di lavoro bella tosta...
#7 | Themarcello il 12/02/2015 19:46:40
Cominciavo a preoccuparmi dubbio
Grin
#8 | S4 il 12/02/2015 20:17:37
Arriva la recensione, arriva Grin

Risparmiaci... Pfft nghenghe
#9 | time101cv il 12/02/2015 20:35:56
Così però finisce che rubi spettatori a Carlo Conti e al suo Festival di Sanremo! Concorrenza sleale! Pfft
#10 | gabford il 12/02/2015 23:08:25
Stupenda. Si parlava proprio qualche mese fa con Markino, da qualche parte nel forum, della notevole resa estetica di questo MY della Buick.
La versione dovrebbe essere denominata Two-Door Coupe, la più venduta nella gamma delle Skylark e Special (modello strettamente affine di cui la Skylark era, l'anno precedente, l'allestimento di punta).
Credo che la livrea bicolore sia composta dalle tinte Glacier Blue e Arctic White mentre, per quanto riguarda la freccia laterale, non ritengo sia originale.
#11 | Markino il 12/02/2015 23:40:15
Eh eh, a chi dar retta ? Grin
Mi viene automatico pensare ad un bel passo degli "Scritti Corsari" di Pier Paolo Pasolini riguardo allo scrivere, ma passiamo oltre.
Al di là della mia nota predilezione per le Buick, ho una particolare passione per questo modello sin da quando, in uno dei primi raduni domenicali di Rozzano, visitati in coda alla 4a liceo (ahimé, giugno 1987), ebbi l'occasione di ammirarne uno splendido esemplare azzurro metallizzato con la sua bella targa originale MI 67, del quale conservo ancora una foto scattata dall'amico che mi seguì nell'impresa. Quella targa era indicativa del non trascurabile spazio di cui le automobili americane godevano sul nostro mercato, specie nei grossi centri urbani; l'introduzione delle taglie medio-piccole, all'inizio del decennio '60, contribuì a rinvigorire la domanda. In Italia, date le dimensioni e le cubature, le compatte restavano pur sempre appannaggio di una clientela benestante, mentre tutt'altro discorso valeva in patria.
Come ho già argomentato altre volte, le Big Three inventarono le compact per trattenere una vasta clientela potenziale che il crescendo di dimensioni, potenze ed elementi decorativi che attraversò la 2a metà degli anni '50 avrebbe progressivamente spinto verso vetture d'importazione, o comunque privato della possibilità di accedere all'acquisto di un'auto nazionale nuova. Limitandosi alla General Motors, e togliendo di mezzo il marchio Cadillac, per definizione (come la Lincoln nel Gruppo Ford) al riparo dal nuovo corso (solo nei primi anni '80 sarebbe arrivata una "piccola" Cadillac, la "Cimarron" ), tutti i brand del Gruppo furono dotati della propria compact, opportunamente graduata in funzione del marchio stesso. Alla Chevrolet Corvair con motore posteriore (1960), seguì nel 1961 il trittico Buick Special, Oldsmobile F-85 e Pontiac Tempest, e a queste, secondo un'arte tutta americana di realizzare un'infinità di varianti su un'auto che restava fondamentalmente sempre la stessa, si aggiunsero rapidamente versioni più lussuose, poi evolute in un'ulteriore gamma completa.
Così, fin dal 1961, alla Buick Special si aggiunse on top la Coupé Hardtop "Skylark" ("allodola", in italiano), che dal 1962 divenne un modello a sé stante, declinato in versione Hardtop o Convertible, ed ampliato negli anni successivi alle normali Sedan e Station Wagon. Il propulsore era inizialmente un 8V da 3,5 lt., al quale, nel 1962, si aggiunse il primo 6 cilindri - da 3,2 lt. - proposto dalla Buick dagli anni '30. La linea di queste prime serie può sembrare elaborata all'occhio abituato alle linee europee, e risultava invece, all'epoca, piuttosto pulita e semplice, un taglio netto rispetto agli eccessi che imperversavano alla fine degli anni '50. Bisogna infatti ricordare che, solo due o tre anni prima delle Buick Special/Skylark, GM produceva vetture con enormi pinne orizzontali (Chevy Impala '59), oblique (Buick '59, dove il motivo era ripreso nel frontale) o verticali (Cadillac '59), queste ultime forgiate con una piega nella quale era incastonato il famigerato doppio stop a siluro; fiancate solcate da svariate libbre di cromo (Buick '58), calandre costellate di decine di minuscoli cubetti cromati (Buick '58 e '59). Di fronte a simili follie, le compact dovevano apparire come il tripudio della purezza formale.
Le piccole Buick ottennero un crescente successo, e contribuirono al notevole incremento di vendite del marchio nel corso del decennio, ampliando una clientela che in passato era tradizionalmente composta da persone facoltose, come si conveniva ad un marchio poco discosto dalla Cadillac.
L'esemplare in foto, una Coupé Hardtop 3,5 lt. già vista di sfuggita in città e poi incrociata ad un paio di raduni lo scorso anno, è stato importato dagli Stati Uniti, ed è nelle mani di un giovane appassionato con cui ho avuto modo di scambiare una lunga chiaccherata, prima che sopraggiungesse una Chevrolet del 1936 mai vista prima dalle mie parti. La livrea celeste con padiglione bianco è strepitosa e perfetta per i miei gusti; il lampeggiatore laterale, come rilevato, proviene da una Giulietta TI o Giulia TI/Super Bollo Oro.
#12 | deltago92 il 14/05/2019 19:52:24
ho una particolare passione per questo modello sin da quando, in uno dei primi raduni domenicali di Rozzano, visitati in coda alla 4a liceo (ahimé, giugno 1987), ebbi l'occasione di ammirarne uno splendido esemplare azzurro metallizzato con la sua bella targa originale MI 67

Grin
thumbs2.imgbox.com/7e/39/NeLTSgYx_t.jpg
thumbs2.imgbox.com/25/05/vjnM9Yb7_t.jpg
#13 | Markino il 14/05/2019 20:24:20
Complimenti Agostino per aver recuperato la citazione; nel ritrovarmela di fronte, dopo ben 32 anni, alla fiera di Verona, sono rimasto di sasso.
Conservo ancora una vista di tre quarti anteriore ripresa dal mio amico e compagno di liceo Davide, che mi seguì da Genova nelle prime due visite all'appassionante "Mercato delle Speciali" di Rozzano.
#14 | prof il 14/05/2019 23:35:17
Sulle differenze tra la Buick Skylark e la Pontiac Tempest e sulla presenza sull'una o sull'altra del differenziale autobloccante si gioca il finale di un godibilissimo film con Joe Pesci. Wink
#15 | Markino il 14/05/2019 23:44:27
...grazie alla sua meravigliosa fidanzata esperta di motori; ne accennai tempo fa qui:

http://www.targhe...o_id=24839

GrinWinknghenghe
#16 | prof il 14/05/2019 23:49:09
Grande!
Pensa che, durante, il viaggio di nozze (fatto con una Mustang Covertible rossa) ho fatto volontariamente tappa a Monticello, Georgia, dove si trova il tribunale del film.
#17 | Markino il 14/05/2019 23:51:28
ShockShockShock
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