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> Mercury > Mercury Cyclone GT Fastback <<
mercurymarlon20211106.jpg
Anno 1968, targhe ZA in formato europeo (Marlon).

Data: 06/11/2021
Commenti: 6
Visualizzazioni: 639
Commenti
#1 | Sauro il 06/11/2021 14:23:24
Coi suoi cerchi originali e non pasticciati: cosa più unica che rara.
#2 | atae21 il 06/11/2021 15:08:52
Interessante fastback poco diffusa in Italia. Alternativa alle più note muscle car made in USA. Smile
#3 | gabford il 06/11/2021 23:32:22
Performante versione con motore Marauder 390 (6,4 litri per 325 CV), la GT era la "stella" della gamma Cyclone.
L'esemplare, primo rappresentante del modello in questo sito, appartiene alla terza serie, basato sulla coeva Montego, modello di classe media nella gamma Mercury.
L'avvistamento sarebbe interessante già in madrepatria (circa 6.000 esemplari prodotti in questa configurazione), figuriamoci sul nostro suolo.
#4 | bob91180 il 07/11/2021 10:26:27
Sicuramente divertente con 300cv , anche se pesa circa 17 quintali ; gommatura sottodimensionata per i canoni odierni ...
#5 | Marlon il 07/11/2021 21:40:02
Per questa foto devo ringraziare mia mamma Wink
In verità mi era già capitato di vederla ma in contesto "radunistico", dunque non adatto al sito. Però da lì arriva una foto dell'anteriore

i.postimg.cc/FK98MKWD/CYCLONE-6390cc-239kw-12-01-10-68-1.jpg
#6 | Markino il 08/11/2021 07:35:33
Avvistamento superlativo di un modello che, forse, conta qualche esemplare nei paesi scandinavi o in Svizzera, dove le americane vintage, specialmente di questa epoca e tipologia, sono molto numerose, ma che, negli altri paesi europei, è estremamente difficile incrociare.
D'altra parte, la sua attuale o potenziale utenza è, ritengo, composta da persone che, nell'universo delle americane, amano soprattutto quelle meno in auge, cioè meno "commerciali": tra essi, un amico lombardo che, un paio d'anni fa, ebbe modo di visionare proprio questo esemplare, rinunciando infine all'acquisto per la richiesta un po' elevata, e per la necessità di alcuni interventi, che richiedevano ricambi di difficile reperibilità, anche perché spesso non compatibili con la cugina Ford "Torino GT".
Montava pistoni ad alta compressione, e cambio Hurst con rapporti ravvicinati: perfetta per i 400 mt., mi riferì l'amico.
Vettura poco diffusa all'epoca negli stessi Stati Uniti: il Gruppo di Dearborn non fu mai realmente competitivo con le proprie muscle car - quelle "native", s'intende, non certo le evoluzioni della "Mustang" - con gli analoghi modelli GM e Chrysler.
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