|
Ruoteclassiche febbraio 2013
|
|
| S4 |
Scritto il 06-02-2013 16:15
|
|
Utente ![]() Messaggi: 545 Iscritto: 07.04.09 |
Ciao a tutti, mi è capitato tra le mani (al supermercato ) la rivista di cui all'oggetto, dove si trova un articolo dedicato ai 30 anni della Fiat Uno, e anche delle pagine dedicate al restauro dell'esemplare di un privato, una "45S". Mi chiedo come sia possibile che nessuno abbia suggerito al proprietario (prima del servizio fotografico) che i lampeggiatori anteriori devono essere trasparenti anziché arancio, questa superficialità su vetture costruite a milionate mi lasciano disorientato. ![]() |
|
|
|
| massimo |
Scritto il 06-02-2013 16:59
|
|
Utente avanzato ![]() Messaggi: 791 Iscritto: 02.01.09 |
Ricordati che stai parlando di Ruoteclassiche.....![]() |
|
|
|
| Yuppies86 |
Scritto il 06-02-2013 18:26
|
Neo iscritto![]() Messaggi: 40 Iscritto: 12.03.11 |
E fosse solo quello! Nel dossier presente nelle pagine successive (realizzato peraltro in modo molto superficiale) si parla della versione "Coriasco Style" dicendo che era prodotta solo sulla base della 45 S 5 porte e Turbo,cosa assolutamente falsa! Oltre a questo,nella didascalia a lato della foto viene evidenziato che la Style ha "filetti adesivi sulle fiancate" (mai previsti e non presenti in foto) e cerchi in lega tipo "Turbo",mentre si tratta di normalissimi copricerchi effetto metallo prodotti dalla Canonica e montati in quegli anni anche sulle varie personalizzazioni effettuate da Giannini e Scioneri su molti modelli Fiat coevi e successivi. Un pressapochismo davvero evidente!![]() Tra l'altro sono stati tralasciati moltissimi allestimenti e mancano riferimenti e tabelle sui dati tecnici salienti. I dossier di quattro o cinque anni fa erano tutta un'altra cosa. |
|
|
|
| Gigiuz |
Scritto il 06-02-2013 20:07
|
Neo iscritto![]() Messaggi: 132 Iscritto: 23.11.08 |
A Ruoteclassiche vanno a genio solo le vetture d'epoca dell'anno del pelo, quelle più recenti sono snobbate. |
|
|
|
| cptwillard |
Scritto il 06-02-2013 20:33
|
Neo iscritto![]() Messaggi: 54 Iscritto: 29.01.09 |
Piu' che altro mi sembra che non ci sia uniformita' su quello che viene scritto... alcune retrospettive erano molto buone (quella sulla Panda per dire), alcune piuttosto approssimative. Io posso anche capire che il target di Ruoteclassiche sia un po' diverso, ma capperi tutte le Fiat anni '80 nelle versioni S hanno le frecce bianche! E poi capirei se fosse qualche particolare difficile da trovare a essere sbagliato, ma le frecce di Uno sono ricambi che trovi ancora dai ricambisti generici! |
|
|
|
| Yuppies86 |
Scritto il 06-02-2013 20:53
|
Neo iscritto![]() Messaggi: 40 Iscritto: 12.03.11 |
Tra l'altro nel dossier c'e scritto chiaramente che le versioni "S" avevano la prerogativa delle coppette coprimozzo e delle frecce bianche. Poi l'esemplare del servizio (una 45 S) ha le frecce arancio,e questa difformità non viene minimamente accennata nell'articolo,dove invece viene enfatizzato il fatto che quella Uno sia in condizioni da concorso e che è molto difficile se non impossibile al giorno d'oggi trovare un esemplare in condizioni simili. Ma dove??? Si vede che i redattori di Ruoteclassiche non frequentano con assiduità i siti di annunci online... se lo facessero scoprirebbero molte cose. |
|
|
|
| S4 |
Scritto il 06-02-2013 20:56
|
|
Utente ![]() Messaggi: 545 Iscritto: 07.04.09 |
E poi capirei se fosse qualche particolare difficile da trovare a essere sbagliato, ma le frecce di Uno sono ricambi che trovi ancora dai ricambisti generici! È quello che ho pensato anch'io, anche perché (da ciò che raccontano) il proprietario ha dovuto anche sostituire il parabrezza che, a causa della scarsa reperibilità del ricambio, ha recuperato con difficoltà da un esemplare demolito, ma per le frecce nessun suggerimento...uno scivolone non di poco conto, invece solo compiacimenti per il meticoloso restauro. ![]() |
|
|
|
| luca77 |
Scritto il 06-02-2013 21:41
|
|
Neo iscritto ![]() Messaggi: 271 Iscritto: 25.02.08 |
massimo ha scritto: Ricordati che stai parlando di Ruoteclassiche..... ![]() A quanto pare non mi sto perdendo molto ![]() Da tempo lo prendo solo se so che c'è un servizio di un'auto che mi interessa/conosco, ed ogni volta trovo comunque delle inesattezze, non sempre proprio banali. Che peraltro non mi spiego, avendo in redazione la disponibilità dell'archivio Domus oltre a tutte le informazioni reperibili su internet e presso specialisti e restauratori vari. Mi chiedo quindi quante inesattezze ed errori possa aver assimilato negli anni leggendo articoli su vetture a me sconosciute. |
|
|
|
| IL BUE |
Scritto il 06-02-2013 22:13
|
|
Esperto ![]() Messaggi: 1784 Iscritto: 09.09.08 |
Ho smesso da una vita di comprarlo: A parte il fatto che, possedendo quattroruote d'epoca, tutto sommato lo ritengo abbastanza inutile, poi i servizi si ripetono ciclicamente ogni tot anni (tranne in casi come la Uno, ovviamente, che solo ora riscuote l'interesse della rivista), per cui se si hanno svariate annate, a parte numeri in cui si analizzano modelli inediti, è sempre la solita pappa... |
|
|
|
| massimo |
Scritto il 06-02-2013 22:15
|
|
Utente avanzato ![]() Messaggi: 791 Iscritto: 02.01.09 |
Oh, insomma, allora hanno rotto i cotillons soltanto a me, quando volevano a tutti i costi la A111 per un servizio? Solo che, se avessi voluto accettare questo "onore" avrei dovuto, secondo loro, nell'ordine: - togliere i cerchi in lega (coevi alla vettura) e rimontare le gomme sui cerchi originali - togliere il volante con corona in legno (...come sopra...) - buttare nel water un giorno lavorativo (mio, ovviamente) ci ho riflettuto per ben due-minuti-due ed ho concluso che potevo tranquillamente vivere anche senza la mia auto su RC: mi basta aprire la porta del box e mi viene un sorriso da orecchio ad orecchio ogni volta che la guardo... ![]() luca77 Mi chiedo quindi quante inesattezze ed errori possa aver assimilato negli anni leggendo articoli su vetture a me sconosciute. .....potenzialmente tanti, credimi. ![]() |
|
|
|
| luca77 |
Scritto il 06-02-2013 22:43
|
|
Neo iscritto ![]() Messaggi: 271 Iscritto: 25.02.08 |
massimo ha scritto: Solo che, se avessi voluto accettare questo "onore" avrei dovuto, secondo loro, nell'ordine: - togliere i cerchi in lega (coevi alla vettura) e rimontare le gomme sui cerchi originali - togliere il volante con corona in legno (...come sopra...) - buttare nel water un giorno lavorativo (mio, ovviamente) Nel fascicolo di gennaio hanno pubblicato una Golf G60 con i lampeggiatori anteriori bianchi anziché arancio, modifica molto diffusa, d'accordo, ma pur sempre modifica. Anche in merito alla Golf Rallye (stesso servizio) non sono certo sulla correttezza dei fari posteriori fumè. Ma dico, essendo modifiche reversibili in due minuti due, perché non farle riportare all'originalità dal momento che, da quanto riporti, amano fare la punta alla "matita"? |
|
|
|
| massimo |
Scritto il 06-02-2013 22:56
|
|
Utente avanzato ![]() Messaggi: 791 Iscritto: 02.01.09 |
Guarda, sulle modifiche/accessori d'epoca, secondo me basterebbe segnalarle in sede di pubblicazione, giusto per avvisare il lettore che l'esemplare che sta ammirando non è nato così; il discorso sulle modifiche recenti su un'auto credo dipenda da chi effettua il servizio fotografico e da chi materialmente scrive l'articolo: quasi sempre non interagiscono fra di loro ed il risultato è un articolo poco curato. A tutto ciò aggiungi gli svarioni provocati dalla pigrizia o dalla fretta di assemblare il servizio ed è fatta. |
|
|
|
| Markino |
Scritto il 07-02-2013 00:32
|
|
Utente avanzato ![]() Messaggi: 1304 Iscritto: 26.11.12 |
Massimo: a tutto ciò aggiungi gli svarioni provocati dalla pigrizia o dalla fretta di assemblare il servizio ed è fatta Ritengo che questo sia un punto essenziale, non solo trattando di Ruoteclassiche, bensì in termini di "sistema" tout court. Il gusto per il lavoro ben fatto, per l'editing ineccepibile, l'approfondimento dei fatti, la verifica delle fonti, il controllo del prodotto finito prima di mandare in stampa, per intercettare gli errori che a chiunque può capitare di commettere, è merce rara in molti ambienti, anche laddove l'immaginario collettivo dà per scontati professionalità e rigore. In realtà, nella gran parte delle aziende e degli enti si annidano dosi massicce di sciatteria, per ragioni che sarebbe troppo lungo analizzare in questa sede, e le smisurate potenzialità di uno strumento come il web, che consentirebbe quasi ogni tipo di riscontro, e quindi di rettifica ex ante, spesso non sono colte appieno, per non dire totalmente trascurate. Per parte mia sono pignolo in modo fino eccessivo, caratteristica che, seppur a prezzo di un impegno e un'attenzione certamente superiori alla media, mi risparmia tuttavia molte rogne a lavoro consegnato, proprio mentre altri stanno inseguendo le molteplici correzioni da apportare al proprio (lavorando praticamente il doppio). Leggendo moltissimi saggi e pubblicazioni specialistiche, provo quindi amarezza nel constatare quante inesattezze ed errori siano disseminati in testi anche pregevoli, per ovviare a molti dei quali sarebbero bastati antichi ferri del mestiere: precisione e scrupolosità. |
|
|
|
| gio65pi |
Scritto il 07-02-2013 16:30
|
|
Neo iscritto ![]() Messaggi: 16 Iscritto: 03.01.13 |
@Massimo a quando risale pressappoco la richiesta di Ruoteclassiche per un servizio sulla tua A111? Perchè in un numero di 7-8 anni fa ricordo che parlavano della A111 in modo denigratorio definendola una berlina inutile. La cosa mi rimase impressa perchè un'auto può essere bella o brutta, essere innovativa o meno, avere motori validi oppure no, tutto può essere discutibile di una vettura meno che della sua inutilità. Dal momento che nella vita e quindi nelle cose un errore di percorso non può mai definirsi inutile perchè può servire a migliorarsi, la cosa mi fece rabbia perchè sicuramente la A111 non riscosse il successo sperato ma mi pare che tanto inutile non sia stata visto che fece da esperimento per i futuri successi in casa Fiat (leggi 128) sia per le linee sia per la meccanica innovativa (uno su tutti la trazione anteriore che fino a quel momento era tabù nell'universo Fiat). Una testata seria che si occupa di auto non dovrebbe cadere in simili scivoloni e leggo dai vostri commenti che le cose non sono per niente cambiate. |
|
|
|
| massimo |
Scritto il 07-02-2013 19:27
|
|
Utente avanzato ![]() Messaggi: 791 Iscritto: 02.01.09 |
La richiesta dell'auto per un servizio risale circa a 3/4 anni fa e ricordo anch'io l'articolo di cui parli, mi pare fosse una sezione dedicata alle auto meno fortunate, in senso generale: la A111 non poteva sfuggire a questa definizione, probabilmente perchè chi scrisse "il pezzullo" non ne vide mai una dal vivo e, personalmente, ritengo la questione l'ennesimo "luogo comune". Probabilmente, vista con la scarsa competenza del redattore di quell'articolo, la A111 poteva effettivamente risultare una berlina inutile, invece, come ben ricordi anche tu, taluni modelli Autobianchi sono serviti come test-car per futuri fortunati modelli del gruppo Fiat: la Primula servì come laboratorio per sviluppare la 128 e la 127, successivamente la A111 (ai tempi dei test chiamata Super-Primula) servì per valutare l'utilizzo della trazione anteriore per una vettura di fascia superiore. A soddisfazione postuma, posso dire che tutti quelli che se la ricordano ne parlano un gran bene e da utente posso solo confermare questa fama: ancora oggi è molto comoda, con un ampio bagagliaio ed è sorprendentemente veloce e maneggevole; è vero, si poteva anche fare di meglio (motore bialbero e quinta marcia) e fu fatto: la Beta beneficiò totalmente dell'esperienza fatta con la A111, ma questa è un'altra storia. Tutto sommato, nonostante la vocazione sperimentale del modello, ne furono prodotte un discreto numero (quasi 58.000 esemplari) e credo che la stessa Fiat non potesse sperare di meglio. Il quadro della situazione in merito alla rivista in oggetto è stato magistralmente descritto da Markino: strano a dirsi per una rivista destinata agli appassionati, spesso pare confezionata senza passione (e si vede...) ![]() |
|
|
|
| Markino |
Scritto il 18-02-2013 20:34
|
|
Utente avanzato ![]() Messaggi: 1304 Iscritto: 26.11.12 |
Il quadro della situazione in merito alla rivista in oggetto è stato magistralmente descritto da Markino: strano a dirsi per una rivista destinata agli appassionati, spesso pare confezionata senza passione (e si vede...) Ringraziando Massimo, fornisco un esempio della sciatteria generale cui accennavo, e solo per limitarsi alla letteratura automobilistica. Mentre riordinavo del materiale, ieri mi è capitata sotto mano una delle più grandi delusioni librarie degli ultimi tempi. Circa tre anni fa il Gruppo Espresso-La Repubblica avviò la pubblicazione di un'enciclopedia delle marche automobilistiche. Registrai con entusiasmo l'iniziativa, e acquistai il primo volume a scatola chiusa. Generalmente preferisco esaminare un'opera prima di acquistarla, per non rischiare di spendere malamente il denaro (sono infatti grande utente della principale biblioteca civica, e di quella universitaria), ma, un po' per passione, un po' per la stima che ho dell'editore, quella volta non andai tanto per il sottile. Il volume conteneva la storia dei marchi che iniziano per "A"; andai subito a consultare la sezione delle Alfa Romeo, come si può già immaginare dal mio "avatar". Non credevo ai miei occhi: - la Giulietta Spider era stato un successo di immagine ma un insuccesso commerciale (il numero di produzione delle sole Spider Veloci, 2796 unità, veniva confuso con il numero di produzione di tutte le Giuliette Spider );- nel 1962 la Giulia TI sostituiva la Giulietta TI (costruita almeno fino al 1964), salvo in seguito affermare che la Giulietta fu costruita sino al 1963; - la Giulietta TI 3a serie era disponibile solo col cambio a cloche; - l'Alfetta fu immessa sul mercato nel 1975 (poteva intendersi la versione 1600, ma non era specificato);- Cento, sede della VM Motori, è in provincia di Bologna (Ferrara); - la Giulietta normale prima serie rosso corallo del Museo Storico, ritratta in una foto ad ambientazione naturale, veniva descritta nella didascalia come una TI impegnata in pista ![]() - la Giulietta SS raggiungeva una velocità massima di 180 km/h (200 km/h) - venivano citati numeri di produzione della 1900 e della Giulietta errati, e privi di riferimenti precisi alla serie e/o all'arco temporale; - la Giulia TI fu costruita sino al 1964 ;- comparivano errori vari nei box relativi alla successione dei vari tipi di Giulia. Potrei continuare...E parliamo di un argomento che conosco bene, di cui sono in grado di individuare al primo colpo eventuali errori. Non oso pensare agli strafalcioni nella trattazione dei marchi meno conosciuti. Ovvia conseguenza: rammaricato per aver speso € 12,90, non ho acquistato le uscite successive. Scrissi una mail alla redazione, segnalando per filo e per segno queste castronerie, recuperate ora dal mio archivio di posta per "offrirle" agli iscritti a Targhe Nere. Ebbero la cortesia di rispondermi: "Gentile lettore, intanto la ringrazio per il tempo che ci ha dedicato. La redazione verificherà le sue precisazioni e, laddove risulteranno esatte, le integrerà nella edizione online e in tutte le future ristampe. Un cordiale saluto". Ovvia morale: la sciatteria, oltre a risultare fastidiosa, ha anche un costo, materializzato in questo caso nel mancato ricavo per l'editore di € 12,90 moltiplicati per tutti i volumi successivi. |
|
|
|
| Amarcord |
Scritto il 12-03-2013 11:07
|
Neo iscritto![]() Messaggi: 7 Iscritto: 05.03.13 |
Ciao a tutti, sono nuovo del forum e spero perdonerete la mia intrusione ma, girovagando su alcune discussioni ho trovato questa in cui esprimendo delle considerazioni sul noto periodico, si fa riferimento ad una mia auto trattata a gennaio : la Golf G60 con i ripetitori anteriori after market. Vorrei provare a raccontare la mia esperienza senza per questo voler esprimere alcun giudizio su Ruoteclassiche (che nel bene o nel male è l'unico periodico su auto d'epoca che ormai acquisto Manovella a parte) e qualche mio pensiero sul tema dell'originalità delle auto. Partiamo dal servizio su RC: scritto alla loro redazione per proporre le ns auto (G60 e Rallye), io e il mio amico veniamo contattati dopo diversi mesi dal fotografo per organizzare il servizio fotografico; preavviso brevissimo (2-3gg) ci si organizza per sistemare gli impegni di lavoro e prendere un giorno di ferie per l'occasione (figuriamoci se mi è anche solo venuto in mente di montere le frecce arancioni...). Dopo circa un anno vengo contattato dal preparatore dell'articolo cui racconto in modo sommario alcune informazioni per telefono e gli suggerisco (ero nel pieno della mia attività di lavoro) di darmi la possibilità di inviare via mail tutte le informzaioni che mi vengono in mente ai fini del servizio. Detto fatto qualcosa ho certo dimenticato ma non ho avuto nemmeno modo di leggere anche solo una bozza dell'articolo. Anche in questo caso il giornalista aveva le ore contate per preparare l'articolo (ma come si svegliano dopo un anno ed hanno pure una dannata fretta per scarsissimo tempo residuo....). Non mi sento di dare giudizi ma da questo breve racconto si può capire come mai gli articoli possano contenere errori (ad esempio è stato scritto che le G60 sono state prodotte in decine di migliaia di esemplari; in realtà non è proprio così visto che costava un botto e non erano in tanti a potersela permettere, oltre al fatto che lo "smanettone" dell'epoca preferiva prestazioni più brutali). E ora un cenno sul concetto di originalità: Premesso che sono un maniaco dell'originalità, penso tuttavia che una modifica con un componente after market previsto e usato all'epoca non sia necessariamente un difetto. Diverso è se il componente non era previsto per quella vettura o se non è coevo. Ad esempio se guradate le foto della mia G60 credo peggio la presenza di una autoradio lettore cd con frontalino estraibile di inizio anni 2000 (infatti è stata poi sostituita con una autoradio vintage di inizio anni '90). Il mio pensiero è che un conto è montare un accessorio dell'epoca fatto per quella determinata vettura, diverso è montare il componente o accessorio di un'auto diversa o di epoca successiva. Ho anche una spider Alfa osso di seppia (le foto sono state inserite nel sito) : quando l'avevo presa aveva i sedili del 124 spider e il monoblocco di una alfetta 1800 ed un volantino sportivo stile kart. Improponibile !! Infatti oggi è come mamma Alfa l'ha fatta. Sul G60 le frecce bianche sono un mio peccato veniale, le sostituisci in un attimo con le originali, salvo dimenticarmene in occasione dell'agognato servizio.... Possiedo una Golf Rallye completamente restaurata : l'impianto di scarico dal catalizzatore in poi è un after market della Supersprint previsto all'epoca e ancora disponibile su ordinazione. Motivo ? L'impianto originale (un'opera d'arte con doppie espansioni e griglie di protezione) è ben imballato in garage perchè introvabile e voglio impedirne l'inevitabile corrosione a causa dello scarso uso dell'auto. A proposito di Rallye : confermo che quell'auto aveva di serie le luci posteriori fumè. Basta, non voglio tediare oltre. Grazie per l'attenzione e un saluto a tutti ! ![]() |
|
|
|
| luca77 |
Scritto il 12-03-2013 14:39
|
|
Neo iscritto ![]() Messaggi: 271 Iscritto: 25.02.08 |
Il mio post precedente in cui citavo le frecce bianche, non voleva essere una critica nei confronti della vettura né nei confronti dei gusti del proprietario (che peraltro condivido) ma un dubbio relativo sul modo di operare di quella stessa redazione che ad un altro appassionato imponeva di sostituire volante e ruote in nome dell'originalità. Personalmente anche io prediligo le auto originali, ma una modifica, a maggior ragione se facilmente reversibile e coeva all'età della vettura, non guasta se rientra nei gusti del proprietario e soprattutto diffusa dell'epoca. Io stesso avevo montato sulla mia 323i e21 dei cerchi ATS non previsti da BMW ma comunque dell'epoca, al pari delle maniglie cromate della serie E12 in luogo di quelle nere, semplicemente perché a me piacevano di più ![]() P.S.: sono certo di aver visto dal vivo ed anche in foto ufficiali delle Rallye coi fari posteriori "normali", i fumè sono stati introdotti successivamente? |
|
|
|
| Amarcord |
Scritto il 12-03-2013 15:18
|
Neo iscritto![]() Messaggi: 7 Iscritto: 05.03.13 |
luca77 ha scritto: Il mio post precedente in cui citavo le frecce bianche, non voleva essere una critica nei confronti della vettura né nei confronti dei gusti del proprietario (che peraltro condivido) ma un dubbio relativo sul modo di operare di quella stessa redazione che ad un altro appassionato imponeva di sostituire volante e ruote in nome dell'originalità. Personalmente anche io prediligo le auto originali, ma una modifica, a maggior ragione se facilmente reversibile e coeva all'età della vettura, non guasta se rientra nei gusti del proprietario e soprattutto diffusa dell'epoca. Io stesso avevo montato sulla mia 323i e21 dei cerchi ATS non previsti da BMW ma comunque dell'epoca, al pari delle maniglie cromate della serie E12 in luogo di quelle nere, semplicemente perché a me piacevano di più ![]() P.S.: sono certo di aver visto dal vivo ed anche in foto ufficiali delle Rallye coi fari posteriori "normali", i fumè sono stati introdotti successivamente? Ciao. Non l'ho presa assolutamente come una critica anche perchè, ripeto, la colpa è stata mia nel dimenticare di sostituirle per il servizio. D'altra parte nè il fotografo nè l'intervistatore potevano accorgersi che non erano ripetitori originali. Devo in effetti confessare, a valle dell'esperienza di questo articolo, un po' di delusione perchè ero convinto mi sarei di confrontato con persone adeguatamente documentate (se non il fotografo almeno l'intervistatore). La probabile realtà e che questi servizi sono commissionati a terzi e probabilmente i veri esperti si muovono solo per pezzi particolari o collezionisti di un certo livello; il rischio di scrivere inesattezze o di apparire superficiali cresce di conseguenza. Peraltro, come ho scritto nella mia presentazione a proposito di omologazione, capita anche ai commissari ASI di essere inesatti in sede di omologazione..... Le luci della rallye : le luci posteriori originali erano fumè. Probabilmente ti è capitato di vedere immagini anticipatorie o di vetture cui sono stati montati a posteriori i fari normali. Posso confermartelo con assoluta certezza avendone viste molte (si fa per dire) all'epoca in cui erano state commercializzate ed avendone avuta una consegnatami direttamente dal concessionario (quindi senza essere passata per altre mani). |
|
|
|
| painaz |
Scritto il 18-03-2013 17:15
|
Neo iscritto![]() Messaggi: 23 Iscritto: 17.12.08 |
Ad essere sincero pure 4R mi sta scadendo un pò. In particolare le prove su strada, sempre più sbrigative e povere di foto, mancanti delle tabelle comparative col + e il - che evidenziavano subito la prestazione migliore e quella peggiore. Compro 4R dal marzo 1982, questo mese per la prima volta non l'ho comprato. E solo una mia impressione o anche altri iniziano ad essere delusi? |
|
|
|
| time101cv |
Scritto il 18-03-2013 17:47
|
|
Esperto ![]() Messaggi: 2292 Iscritto: 16.12.08 |
Condivido le tue sensazioni relativamente a 4R. Lo compro dal lontano 1984 ma ultimamente le prove su strada son scritte con lo stile d'una rivista di gossip. Poche foto, poche comparazioni, si rimanda il tutto a tabelle zeppe di numeri, scritte in fondo alla prova, che nessuno leggerà mai Non solo, ma ogni mese, su 5 prove su strada, 4 fan riferimento a modelli con prezzi dai 30000 euro in su, ignorando che la maggior parte degli italiani comprano auto ben più economiche, complice anche la crisi. D'accordo che agli appassionati d'auto piace sognare, ma se compro la rivista è anche per sapere come vanno le auto a me più accessibili. O forse non è vero che c'è la crisi... chissà.. |
|
|
|
| S4 |
Scritto il 18-03-2013 18:26
|
|
Utente ![]() Messaggi: 545 Iscritto: 07.04.09 |
Compro 4R dal marzo 1982, questo mese per la prima volta non l'ho comprato. Ho smesso di acquistarlo all'inizio degli anni 2000, il declino era cominciato già da qualche anno. ![]() |
|
|
|
| massimo |
Scritto il 18-03-2013 20:27
|
|
Utente avanzato ![]() Messaggi: 791 Iscritto: 02.01.09 |
Ho smesso di comperarlo da quando la X1/9 è uscita dai listini: è stata la scusa per interrompere una lettura noiosissima....![]() |
|
|
|
| MarioCX |
Scritto il 04-11-2013 09:25
|
Neo iscritto![]() Messaggi: 1 Iscritto: 27.01.11 |
Markino ha scritto: Il quadro della situazione in merito alla rivista in oggetto è stato magistralmente descritto da Markino: strano a dirsi per una rivista destinata agli appassionati, spesso pare confezionata senza passione (e si vede...) Ringraziando Massimo, fornisco un esempio della sciatteria generale cui accennavo, e solo per limitarsi alla letteratura automobilistica. Mentre riordinavo del materiale, ieri mi è capitata sotto mano una delle più grandi delusioni librarie degli ultimi tempi. Circa tre anni fa il Gruppo Espresso-La Repubblica avviò la pubblicazione di un'enciclopedia delle marche automobilistiche. Registrai con entusiasmo l'iniziativa, e acquistai il primo volume a scatola chiusa. Generalmente preferisco esaminare un'opera prima di acquistarla, per non rischiare di spendere malamente il denaro (sono infatti grande utente della principale biblioteca civica, e di quella universitaria), ma, un po' per passione, un po' per la stima che ho dell'editore, quella volta non andai tanto per il sottile. Il volume conteneva la storia dei marchi che iniziano per "A"; andai subito a consultare la sezione delle Alfa Romeo, come si può già immaginare dal mio "avatar". Non credevo ai miei occhi: - la Giulietta Spider era stato un successo di immagine ma un insuccesso commerciale (il numero di produzione delle sole Spider Veloci, 2796 unità, veniva confuso con il numero di produzione di tutte le Giuliette Spider );- nel 1962 la Giulia TI sostituiva la Giulietta TI (costruita almeno fino al 1964), salvo in seguito affermare che la Giulietta fu costruita sino al 1963; - la Giulietta TI 3a serie era disponibile solo col cambio a cloche; - l'Alfetta fu immessa sul mercato nel 1975 (poteva intendersi la versione 1600, ma non era specificato);- Cento, sede della VM Motori, è in provincia di Bologna (Ferrara); - la Giulietta normale prima serie rosso corallo del Museo Storico, ritratta in una foto ad ambientazione naturale, veniva descritta nella didascalia come una TI impegnata in pista ![]() - la Giulietta SS raggiungeva una velocità massima di 180 km/h (200 km/h) - venivano citati numeri di produzione della 1900 e della Giulietta errati, e privi di riferimenti precisi alla serie e/o all'arco temporale; - la Giulia TI fu costruita sino al 1964 ;- comparivano errori vari nei box relativi alla successione dei vari tipi di Giulia. Potrei continuare...E parliamo di un argomento che conosco bene, di cui sono in grado di individuare al primo colpo eventuali errori. Non oso pensare agli strafalcioni nella trattazione dei marchi meno conosciuti. Ovvia conseguenza: rammaricato per aver speso € 12,90, non ho acquistato le uscite successive. Scrissi una mail alla redazione, segnalando per filo e per segno queste castronerie, recuperate ora dal mio archivio di posta per "offrirle" agli iscritti a Targhe Nere. Ebbero la cortesia di rispondermi: "Gentile lettore, intanto la ringrazio per il tempo che ci ha dedicato. La redazione verificherà le sue precisazioni e, laddove risulteranno esatte, le integrerà nella edizione online e in tutte le future ristampe. Un cordiale saluto". Ovvia morale: la sciatteria, oltre a risultare fastidiosa, ha anche un costo, materializzato in questo caso nel mancato ricavo per l'editore di € 12,90 moltiplicati per tutti i volumi successivi. Purtroppo ho comprato tutta l'opera e gli strafalcioni nella sezione Citroen (le auto che conosco meglio) non si contano. Ma non sono migliori altre iniziative analoghe come le monografie pubblicate qualche tempo fa dalla Gazzetta dello Sport (mi pare). Il volume Citroen, pur curato da un noto dirigente italiano a riposo del marchio, è un ginepraio di errori. |
|
|
|
| Nelson Wilbury |
Scritto il 09-12-2013 13:44
|
Neo iscritto![]() Messaggi: 9 Iscritto: 08.12.13 |
Bella anche questa discussione! Interessante! Io penso che oggi come oggi in generale la gente scrive troppo e legge troppo poco, e purtroppo evidentemente i giornalisti di Ruoteclassiche non fanno eccezione a questo bug dell'editoria evidentemente diffuso a tutti i livelli. Tra l'altro fosse difficile reperire informazioni sulla Uno... Basterebbe andare in archivio - nel LORO archivio, non di altri! - prendersi dieci numeri di Quattroruote dal Febbraio 83 in poi e leggersi un centinaio di pagine... Eh, la pigrizia e l'approssimazione sono brutte bestie. |
|
|
|
| Ciccio70SX-FireLX |
Scritto il 18-09-2014 21:34
|
|
Neo iscritto ![]() Messaggi: 147 Iscritto: 21.04.13 |
S4 ha scritto: Mi chiedo come sia possibile che nessuno abbia suggerito al proprietario (prima del servizio fotografico) che i lampeggiatori anteriori devono essere trasparenti anziché arancio, questa superficialità su vetture costruite a milionate mi lasciano disorientato. ![]() Io so rispondere a questa domanda, su un altro forum avevo chiesto al proprietario di quella Uno del perchè delle frecce arancio e la risposta fu che a lui quelle trasparenti non piacevano molto e preferiva tenerle arancio perchè erano più "vintage". Comunque l'articolo sui 30 anni della Uno è fatto male. |
|
|
|
| Astrale |
Scritto il 19-09-2014 15:01
|
|
Utente ![]() Messaggi: 306 Iscritto: 28.02.14 |
La mia esperienza con Ruoteclassiche nella realizzazione del servizio sulla mia Fiesta Xr2 (settembre 2009), non è stata poi così male:L'appuntamento è stato preso con un discreto anticipo, loro (2 fotografi e il giornalista) sono arrivati puntuali all'appuntamento e devo dire si sono dimostrati molto pazienti e disponibili visto che quel giorno avevo delle noie alla pompa benzina dell'auto con forzate pause per il raffreddamento della stessa.Il giornalista, tale Saverio Villa era, malgrado anni di esperienza nel settore, al primo incarico per la rivista RC e non conoscendo il veicolo sottoposto a prova si è basato sulla mia conoscenza generale del modello, nei giorni successivi però mi ha contattato telefonicamente per precisazioni dopo aver consultato gli archivi di 4R e la rete, infatti sul servizio vengono citati altri cenni del 1982.Secondo la mia esparienza direi che il risultato dei servizi del giornale dipendono in linea di massima dal giornalista che fa il servizio, sicuramente il capo redattore lo controllerà prima della messa in stampa. Comunque in tutti questi 20 anni che leggo RC ne ho lette anch'io di castronerie, ma pure su Auto D'epoca e Automobilismo d'epoca ecc... ce ne sono, dipende probabilmente da quale giornalista si imbrocca. Da lodare che oltre al pranzo nella giornata del servizio fotografico per me e la mia famiglia, mi hanno omaggiato di un annetto di abbonamento, il che non guasta. |
|
|
|
| Vai al forum: |




) la rivista di cui all'oggetto, dove si trova un articolo dedicato ai 30 anni della Fiat Uno, e anche delle pagine dedicate al restauro dell'esemplare di un privato, una "45S". Mi chiedo come sia possibile che nessuno abbia suggerito al proprietario (prima del servizio fotografico) che i lampeggiatori anteriori devono essere trasparenti anziché arancio, questa superficialità su vetture costruite a milionate mi lasciano disorientato. 






);