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Ridefinizione del concetto di auto storica: finalmente!
oinotna
Credo che una normativa chiara in materia sia necessaria, ma nel contempo se è giusto evitare comportamenti da "furbetti del quartierino" ritengo che sarebbe doveroso incentivare il mantenimento del patrimonio storico, e quindi magari concedendo le agevolazioni a chi è già intestatario di una vettura ad uso quotidiano.
 
Kanon X
Non capisco la logica,perche una uno ed una panda arrugginite dell 83/84 abbiano più dignità di una punto o di una clio di adesso?Sad
faccio anche notare che come logica insegna se custodisco (mi fanno custodire)una ventennale adesso serà mooolto più facile farla arrivare a 30 anni ,viceversa ......
Credo sia alquanto assurdo dire si 30 no 25 si 20 ecc ,penso che se un ragazzo nato attorno al 90 abbia dei ricordi ed una considerazione particolare per ad esempio una punto ed abbia intenzione di cercarne una ,non abbia meno dignità di chi cerca essendo nato attorno ai 70 una 127.
Il problema riguarda l'intero motorismo storico,un tempo venivano rottamate "serenamente" alfetta,DS,ecc ,auto che adesso vengono restaurate maniacalmente(auto quindi che prima erano considerate pronte per la pressa), passando di mano a cifre alte,ripeto auto che una quindicina di anni fa avevano valore e dignità collezionistica vicine allo 0,chi dice che la cosa non avvenga in futuro con le odierne ventenni?
Spero non sia l'alba di nuovi ecoincentivi.
 
blackboxes66
Una vettura arrugginita, a prescindere dall'anno di fabbricazione, non dovrebbe passare la revisione e quindi riparata o demolita.

Comunque, anche stavolta si è persa l'occasione per riformare la tassazione sull'auto nel modo più equo ed efficace, ovvero spalmando l'importo del bollo sul costo del carburante. Evasione zero, chi più circola/consuma/inquina, più paga. Troppo semplice?
 
Kanon X
Vorrei anche aggiungere che gli eventi ASI sia nazionali che regionali spesso sono possibili proprio grazie alle quote versate da iscritti, possessori di auto tra i 20 ed i 30 ,magari anche di scarso valore economico e non perfette ,ma che nei FATTI sostengono il motorismo storico italiano quanto se non più dei possessori di modelli blasonati,avendo spesso in cambio discriminazione e sufficienza.nono
 
blackboxes66
Una politica più lungimirante da parte dell'ASI e meno votata alla cassa avrebbe potuto portare ad una legislazione organica ed equa, con una soglia di storicità di 25 anni, che mi sembra un giusto compromesso. Invece si è voluto fare passare di tutto (e per tutto non intendo i modelli poco blasonati, che, al contrario, ritengo degni di tutela al pari degli altri, ma auto che di storico non hanno proprio nulla, perché evidentemente destinate ad un uso quotidiano fino ad esaurimento) con i risultati che vediamo.
A farne le spese per primi sono proprio i possessori di modelli dallo scarso valore commerciale. Oramai la frittata è fatta.
 
Transaxle73
Kanon X ha scritto:
Vorrei anche aggiungere che gli eventi ASI sia nazionali che regionali spesso sono possibili proprio grazie alle quote versate da iscritti, possessori di auto tra i 20 ed i 30 ,magari anche di scarso valore economico e non perfette ,ma che nei FATTI sostengono il motorismo storico italiano quanto se non più dei possessori di modelli blasonati,avendo spesso in cambio discriminazione e sufficienza.nono

Personalmente ritengo la mia quota versata all'ASi una forzatura, e non voglio usare altri termini, in quanto nessuna compagnia assicurativa mi avrebbe applicato la tariffa agevolata senza iscrizione ad un club federato. E questo stride fortemente con il concetto di volontaria associazione in uno Stato libero e democratico.
Qualcuno mi dovrebbe spiegare perché per la mia auto che ha 40 anni suonati, che percorre non più di 2.000/3.000 km all'anno, sono costretto a versare la gabella ad un soggetto privato (ASI), altrimenti un altro soggetto privato (compagnia di assicurazione) mi salassa con i premi assicurativi. Io ci vedo un piccolo conflitto d'interessi......un groviglio armonioso.
 
Mat75
Personalmente ritengo la mia quota versata all'ASi una forzatura, e non voglio usare altri termini, in quanto nessuna compagnia assicurativa mi avrebbe applicato la tariffa agevolata senza iscrizione ad un club federato. E questo stride fortemente con il concetto di volontaria associazione in uno Stato libero e democratico.
Qualcuno mi dovrebbe spiegare perché per la mia auto che ha 40 anni suonati, che percorre non più di 2.000/3.000 km all'anno, sono costretto a versare la gabella ad un soggetto privato (ASI), altrimenti un altro soggetto privato (compagnia di assicurazione) mi salassa con i premi assicurativi. Io ci vedo un piccolo conflitto d'interessi......un groviglio armonioso.

Perfettamente d'accordo, la mia auto ha 31 anni ed è automaticamente storica per lo stato! Perché devo pagare il club per avere l'assicurazione agevolata??
 
Kanon X
Questo è un tema diverso ,comunque non credo che l'aci ,organo che al momento sembra voler far le scarpe all'asi tratterebbe meglio gli appassionati,ansi,tutto questo pasticcio sembra una manovra politica per scavalcare l'asi...
Vedremo,la speranza è poter avere agevolazioni.dubbio
 
blackboxes66
Va detto che le assicurazioni sono soggetti privati e che la polizza agevolata non è un diritto previsto dalla legge. Pertanto sono libere di fissare le norme che ritengono più opportune, per quanto possano risultare indigeste. Assai peggio è che sia lo Stato a concedere benefici fiscali subordinatamente all'iscrizione ad un'associazione privata
 
Mat75
blackboxes66 ha scritto:
Va detto che le assicurazioni sono soggetti privati e che la polizza agevolata non è un diritto previsto dalla legge. Pertanto sono libere di fissare le norme che ritengono più opportune, per quanto possano risultare indigeste. Assai peggio è che sia lo Stato a concedere benefici fiscali subordinatamente all'iscrizione ad un'associazione privata

Lo Stato consente agevolazioni fiscali al compimento dei 30 anni di età della vettura, a prescindere dall'iscrizione al club, il bollo da tassa di possesso passa a tassa di circolazione che bisogna avere sempre a bordo della vettura sempre se quest'ultima circola altrimenti si può anche non pagarla per quanto riguarda il Lazio. Dai 20 ai 30 anni di età della vettura solo essendo questa iscritta all' ASI può godere dell'agevolazione suddetta.
 
IL BUE
Personalmente credo che una semplice Uno "Tipino" dell'89, una stessa Tipo dell'88 e così via, se tutte originali fino all'ultimo bullone e in condizioni di decenza meritano di essere preservate mantenendo loro l'esenzione, invece di condannarle alla pressa e poi dire "peccato".
 
Astrale
Se potessi dare una mia opinione a qualsiasi legislatore che non gli si offuschi la ragione sul "far cassa", manterrei i 30 anni di anzianità per diventare veicoli storici a tutto il parco circolante esistente, ma metterei una norma riguardanti quelli dai 20 ai 29 e cioè:
Vuoi tu appassionato mantenerti il tuo veicolo per farlo diventare storico? ti dò la possibilità di sospendere dalla circolazione in modo facile e solo se puoi tenerlo in luogo privato (non posteggiato su strada o parcheeggio pubblico), il veicolo con 20 anni ,mantenendo la targa e i documenti originali senza pagare la tassa sul possesso in modo da arrivare ai fatidici 30, ed avere la possibilità ad anzianità ottenuta di tornare a circolare ,previo collaudo,con la attuale tassa di circolazione.
Così facendo si riuscirebbe a portare ad una giusta maturazione la maggior parte dei veicoli poco blasonati , tipoPfftunto gt,Bravo hgt,Kadett gsi o Calibra o anche più modeste Cinquecento Sporting o vetture "Normali" senza paura del bollo! Solo così tagli fuori i falsi collezionisti, perchè se uno non è appassionato mica si tiene per dieci anni la 106 XN in garage; se invece la vuoi proprio usare, continui a pagarti il tuo bel bollo pieno pieno e l'assicurazione anche.
 
IL BUE
Non accadrà mai, e vedp un futuro poco roseo per tante vetture che non meritano lo sfascio... E personalmente misà che andrò coi mezzi ancora per parecchi anni...
Ps: Detesto il termine "collezionare" auto, per cui per principio non sono d'accordo col concetto che solo le vetture "degne"di diventare un mero giocattolo meritano l'esenzione. Lo meritano anche le vetture che vengono usate come tali, purchè, ovviamente, in condizioni di decenza e di assoluta originalità.
 
Astrale
Lo meritano anche le vetture che vengono usate come tali, purchè, ovviamente, in condizioni di decenza e di assoluta originalità.

Su questo sono pienamente d'accordo anzi, sono proprio quelle comuni che ad un certo punto hanno bisogno di maggior attenzione..
 
oinotna
Astrale ha scritto:
Se potessi dare una mia opinione a qualsiasi legislatore che non gli si offuschi la ragione sul "far cassa", manterrei i 30 anni di anzianità per diventare veicoli storici a tutto il parco circolante esistente, ma metterei una norma riguardanti quelli dai 20 ai 29 e cioè:
Vuoi tu appassionato mantenerti il tuo veicolo per farlo diventare storico? ti dò la possibilità di sospendere dalla circolazione in modo facile e solo se puoi tenerlo in luogo privato (non posteggiato su strada o parcheeggio pubblico), il veicolo con 20 anni ,mantenendo la targa e i documenti originali senza pagare la tassa sul possesso in modo da arrivare ai fatidici 30, ed avere la possibilità ad anzianità ottenuta di tornare a circolare ,previo collaudo,con la attuale tassa di circolazione.
Così facendo si riuscirebbe a portare ad una giusta maturazione la maggior parte dei veicoli poco blasonati , tipoPfftunto gt,Bravo hgt,Kadett gsi o Calibra o anche più modeste Cinquecento Sporting o vetture "Normali" senza paura del bollo! Solo così tagli fuori i falsi collezionisti, perchè se uno non è appassionato mica si tiene per dieci anni la 106 XN in garage; se invece la vuoi proprio usare, continui a pagarti il tuo bel bollo pieno pieno e l'assicurazione anche.


Sarebbe il mondo ideale....
 
audiclassic
Non sono d'accordo: tenere 10 anni una macchina in garage senza poterla usare significa rovinarla e/o dover sostenere dei costi di ripristino assurdi.

La regola applicata in Germania è semplicissima: puoi assicurare un'auto storica se dimostri di aver intestata (e assicurata) anche un'auto normale. Punto.
 
blackboxes66
E sarebbe la soluzione ideale per stroncare i furbi. Troppo semplice per essere attuata anche questa?
 
FIESTALEX
La regola applicata in Germania è semplicissima: puoi assicurare un'auto storica se dimostri di aver intestata (e assicurata) anche un'auto normale. Punto.



Anche secondo me questa sarebbe la cosa migliore, mantenendo così senza problemi anche il limite dei 20 anni.
Ma credo che una soluzione così semplice, funzionale, efficace per stroncare i furbi e soprattutto democratica in italia sia assolutamente inconcepibile che possa esistere.Sad
Questo per quello che riguarda le assicurazioni, sul discorso del bollo c'è solo una cosa da dire; essendo una delle tasse più vessatorie ed antidemocratiche andrebbe soltanto abolito, per tutti. Ma anche qui mi rendo conto che sto parlando di pura fantascienza.....
 
Astrale
La regola applicata in Germania è semplicissima: puoi assicurare un'auto storica se dimostri di aver intestata (e assicurata) anche un'auto normale. Punto.


Non vedo perchè uno dovrebbe avere per forza un auto normale intestata, ad esempio a casa mia l'auto di famiglia è intestata a mia moglie e la storica a me......
 
blackboxes66
Basta che sia nella disponibilità del nucleo (ad esempio ci sono anche i casi di auto aziendale)
 
blackboxes66
L'equivoco di fondo è che in Italia lo status di auto (o moto) storica non solo è determinato da associazioni private, ma quel che è peggio non viene trascritto né nei documenti del veicolo né nei registri della motorizzazione, come avviene in altri Paesi.
Questo comporta che:
1) dal giorno dopo il rilascio dell'attestazione di storicità al veicolo può essere apportata qualsiasi modifica, può essere sfruttato a fondo, devastato, divenire irriconoscibile, senza che il suddetto status possa essere revocato.
2) nessuno è in grado di tenere sotto controllo il numero di tali veicoli, che vengono venduti/esportati/radiati senza che le associazioni di cui sopra ne vengano a conoscenza e possano tenere aggiornati i loro registri.
Se si incominciasse a fare trascrivere la storicità nel libretto (basta una semplice etichetta rilasciata dalle agenzie abilitate a trascrivere i trapassi), si potrebbero subordinare certe modifiche alla perdita della storicità (al contempo i signori sindaci devono essere obbligati ad esentare le storiche dai divieti alla circolazione); si potrebbe controllare il mantenimento dei requisiti di originalità e di buone condizioni generali in sede di revisione, eccetera eccetera.
Di questo avrebbero dovuto farsi promotrici le associazioni che rilasciano le certificazioni valide, e pure quell'altra che dopo avere svolto per decenni il ruolo di gabelliere per conto dello Stato, si è messa dall'oggi al domani ad interessarsi di mezzi storici. Invece nulla di tutto ciò è stato fatto. ed ora eccoci qui.
Ovviamente, essendo in Italia, si è scelta la soluzione più sbrigativa e brutale per risolvere un problema, ovvero la cassa. Facciamo pagare e lasciamo tutto come sta. D'altra parte la stessa cosa si fa per problemi assai più grandi, e quindi nulla di che stupirsi.
 
peppecantarella
Ho letto i contributi sull'argomento e vorrei dire la mia, da semplice appassionato, non molto competente in materia. Correggetemi se sbaglio, ma io ricordavo che, all'inizio, le automobili storiche iscritte all'ASI e che godevano di bollo ed assicurazione ridotti, potevano uscire solo per i raduni e manifestazioni, limitatamente al tracciato prestabilito. Comunque, secondo me dovrebbe essere questo il criterio. Pagare un bollo ridotto e simbolico, un'assicurazione ridotta ma solo per uscire in occasioni di eventi. Ultimamente in Italia molte auto iscritte ASI per pagare bollo ridotto ed assicurazione ridotta, sono usate quotidianamente come una normale autovettura. Questo non è giusto. Trovo molto condivisibile, poi, il riconoscimento dello status di auto storica da parte della Motorizzazione, da riportare sulla carta di circolazione
 
Astrale
Quella di andare solo per raduni è una cosa che mi manda in bestia, perchè a me può non piacermi andare ai raduni o manifestazioni,e preferire farci un giro ogni tanto per puro piacere con la mia famiglia
 
atae21
Infatti. Adesso non esageriamo...nono Va bene limitarne l'uso rispetto a quello quotidiano ma usare la propria storica solo per raduni vuol dire vedersela deperire sotto agli occhi, immobile in garage. Un appassionato medio farà cinque raduni all'anno (non parlo di regolaristi, esposizioni, concorsi di eleganza...), magari solo i più vicini per lui. E poi? Nei mesi autunnali/invernali cosa fa? La guarda come una statua nel museo civico? No, c'è pure una via di mezzo tra i "solo raduni" e "l'uso quotidiano". Comunque dalle mie parti nessun ente ha mai limitato le vetture iscritte ASI al solo uso per recarsi ai raduni o in percorsi prestabiliti...pinocchio
 
blackboxes66
Infatti questa norma vale solo per le auto più anziane, prive dei requisiti minimi di sicurezza (ad esempio con i freni su un solo asse).
Anch'io ritengo che l'uso solo per raduni sia eccessivamente limitativo per i proprietari e dannoso per le auto.
La virtù sta nel mezzo... poi chi intende usare la sua auto tutti i giorni, padronissimo di farlo, a condizione che stipuli una normale polizza assicurativa e non chieda agevolazioni.
 
Gigiuz
Si, però aggiungendo un piccolo dettaglio, io mi faccio un'assicurazione normale e rinuncio così al fatto che in caso di incidente, l'auto mi venga pagata per il danno e non per il valore dell'auto. In questo caso, vorrei un'assicurazione pagata in base al vero valore di un'auto. Mi sembra assurdo che con un Pandino 750, possa arrivare a pagare 1200€ all'anno
 
blackboxes66
Il costo delle assicurazioni RC è commisurato al fattore di rischio e non al valore dell'auto. Si paga un premio e non una tassa.
 
peppecantarella
Grazie atae21 e blackboxes66 per il contributo al mio pensiero. In effetti potrebbe essere eccessivo limitare l'uso della propria "storica" ai raduni ed alle manfestazioni, ci sta anche l'uscita domenicale. Bisogna trovare la giusta formula.
 
francesco78
La giusta formula c'era... Un RCA per storiche costava 80€ l'anno circa e senza classe Di merito... Poi quando ci hanno cominciato a marciare sono lievitate enormente, richiedono iscrizioni e attestati vari, cominciano a chiedere la classe di rischoo e limitano l'uso a pochi conducenti...

Ora con questo giro di vite i prezzi dovrebbero tornare come prima in teoria... Ma in pratica sappiamo come andrà a finire...
 
blackboxes66
Il problema è che troppa gente ne ha approfittato ingiustamente. Le assicurazioni l'hanno capito, e quindi sono arrivate le legnate per tutti...
 
IL BUE
Il problema sta a monte: Se calassero le normali tariffe, non servirebbero questi sotterfugi (fiero di essere uno di questi ultimi senza vergogna, se avessi potuto permettermelo)
 
1600 GT
Normali tariffe che poi al netto tanto normali non sono. Non è possibile pagare per esempio 1000 euro annui per una Punto 75 del 1995 senza incendio e furto da una vita ed in 1a classe S.
Considerando che l'anno prossimo è iscrivibile perché uno non potrebbe farlo?
 
blackboxes66
Le polizze storiche prevedono limitazioni all'uso. Firmando il contratto ci si impegna a rispettare tali limitazioni. Se ciò non avviene (tipico caso l'uso quotidiano e/o lavorativo) si commette un abuso per non dire una truffa.
 
deltago92
Come sapete, la mia auto in utilizzo quotidiano è una Lancia Delta LX dell'88 che ha l'Attestato di Storicità, quindi è considerata auto storica. Nella mia regione il bollo è di 25,82 Euro per tutte le auto con almeno 30 anni e per quelle con almeno 20 anni iscritte all'Asi oppure ai registri di marca, mentre ovviamente l'assicurazione varia da una compagnia all'altra. Nel mio caso l'assicurazione mi costerebbe, se l'auto fosse "normale " , una cifra pari a 1200 Euro, con il fatto che in caso di incidente l'auto è vista come veicolo "vecchio " , quindi privo di valore. Presentando l'Attestato dell'Asi, il prezzo è sceso notevolmente ed in caso di sinistro il danno viene pagato "meglio " perchè viene dato un valore maggiore all'auto. Tutto questo senza vincoli di utilizzo (vabbè, ho dichiarato che faccio mediamente 15000 km all'anno, perchè effettivamente è così ) e con l'attestato di rischio (giustamente, se causo io il danno ad altri la tariffa cresce ) . Secondo voi, quale tariffa avrei dovuto scegliere? Ho subito scelto quella più bassa, perchè è quella più conveniente e che mi tutela meglio.
Riguardo il bollo, non mi sento di esprimere un'età fissa, però lo metterei in base al tipo di auto, perchè non mi sembra corretto che una Ferrari 308 oppure una Lamborghini Urraco oppure ancora una Lancia Stratos paghino circa 25 Euro di bollo mentre altre auto non ancora trentenni, per esempio una Delta GT o una Ritmo 100 S o una Sierra 1.6, praticamente di valore nullo rispetto a quelle sopracitate, paghino oltre 200 Euro.
Non trovo però corretto anche chi "passa storica " la sua auto per poi sfruttarla fino alla fine in economia, ma questo dipende anche dai commissari che certificano l'ottimo stato di un'auto (ho letto qualche commento sopra il caso di una Panda con i paraurti scoloriti, io non l'accetterei neanche se fosse una Giulia con i paraurti arrugginiti ) .
Detto questo, il prossimo anno pagherò di bollo circa 165 Euro e non mi lamento, però penso a quelli (per esempio gli anziani ) che usano poco la vecchia auto e vorrebbero risparmiare, per il bollo dovranno aspettare che l'auto abbia 30 anni, e se l'auto ha qualche "acciacco " forse ci pensano due volte prima di ripararla mentre prima era quasi un incentivo a tenerla (della serie "se la ripristini ora, dopo risparmi " ) . Con la differenza che, per esempio, la BMW 850 viene venduta all'estero, mentre la Ritmo 100 S finisce dal rottamaio.
Scusate se mi sono dilungato molto, so che qualcuno non sarà d'accordo (ed è giusto così ) ma mi pareva giusto esprimere il mio pensiero.
 
blackboxes66
Non c'è nulla di male a cercare di risparmiare, ci mancherebbe. La cosa fondamentale è non barare per conseguire vantaggi indebiti. Se la polizza a tariffa ridotta prevede condizioni che coincidono con l'uso che facciamo della macchina, tutto ok (io stesso ho una polizza storica). Non va bene invece dichiarare il falso, ad esempio stipulare una polizza che non prevede l'uso lavorativo e usare la macchina per fare assistenza tecnica (caso limite ma esistito).
 
cptwillard
IL BUE ha scritto:
Il problema sta a monte: Se calassero le normali tariffe, non servirebbero questi sotterfugi (fiero di essere uno di questi ultimi senza vergogna, se avessi potuto permettermelo)


Concordo in pieno! Per darvi un esempio ho un amico che ha una ditta in Slovenia: per la macchina aziendale (una Skoda Octavia TurboDiesel da un centinaio di cavalli) paga 300 euro annui di assicurazione KASKO e circa 50 euro di bollo che comprende le tasse per la revisione.

Con cifre del genere e' facile per un appassionato mantenere una macchina ventennale anche senza agevolazioni, che per inciso in Slovenia si applicano solo dopo i 30 anni.
 
staff
E il carburante a 30-40 cent in meno al litro..
 
peppecantarella
Sono perfettamente d'accordo con quanto scrive blackboxes66
 
Ciccio70SX-FireLX
blackboxes66 ha scritto:
Il problema è che troppa gente ne ha approfittato ingiustamente. Le assicurazioni l'hanno capito, e quindi sono arrivate le legnate per tutti...


Un classico, ma non solo in questo caso. Grazie ai "furbi" poi ci rimettono sempre tutti...

Comunque secondo me questa nuova normativa è sbagliata. Forse dovevano metter qualche paletto del tipo "l'auto dev essere tutta originale, in buone condizioni ecc", si sarebbe limitato il numero di auto "storiche" e beneficiavano solo gli esemplari meritevoli.

Ci sono tante auto con meno di 30 anni che meritano molto, come la Dedra Integrale ( ma anche le altre), Alfa 75, Y10, tanto per citarne alcune.
 
Astrale
Bisognerebbe avere un opinione di qualcuno dei famosi furbetti.....
Dubito che chi è iscritto a TN , quindi un appassionato sia di quella categoria
 
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