Oggetto dell'argomento: Galleria di Targhenere.net :: Nuova mazzata per i proprietari di auto storiche

Scritta da Transaxle73 il 27-09-2019 22:11
#1

Ho appena letto su Ruoteclassiche questo incredibile provvedimento punitivo per gli appassionati di auto storiche ammantato dalla solita e ipocrita retorica ambientalista.
Anche se non mi riguarda direttamente, almeno per ora, ritengo sia un pessimo segnale che sicuramente verrà imitato anche da altre Regioni.

https://ruoteclas...WuiTuNehNU

Modificata da time101cv il 27-09-2019 22:50

Scritta da vittoriale il 27-09-2019 23:30
#2

Bene... vediamo come reagiranno le associazioni che tecnicamente dovrebbero difendere il diritto all'esistenza del patrimonio motoristico storico, ASI in testa... Angry

Scritta da svalvolatogiallorosso il 28-09-2019 00:29
#3

È una vergogna, se ne parla su diversi gruppi whattsapp (non so su facebook,non sono iscritto),e poi proprio a Torino,la capitale storica per quel che concerne il motorismo italiano, oltre che sede nazionale Asi e Fiva Angry
Il tutto a pochi giorni di distanza da un altro provvedimento :quello di vietare il transito alle moto a 2 tempi voluto dal comune di Genova ,dove la Vespa,la quale notoriamente adotta da oltre 70 anni tale tecnologia, regna sovrana ,oltre che essere la sede legale Piaggio
Poi punitivo per cosa,l inquinamento? Come se fosse colpa di quelle piu o meno 100 storiche le quali,a turno,solcano le vie cittadine o i viali alberati di periferia nei tranquilli ed assolati pomeriggi domenicali
Ci auguriamo che non vi sia tentativo di emulazione da parte di altri comuni italiani, le cui amministrazioni magari quando fa loro comodo accampano diritti nella riuscita di eventi piacevoli a tema auto d'epoca

Modificata da svalvolatogiallorosso il 28-09-2019 00:48

Scritta da fiat 682 il 28-09-2019 00:33
#4

vergognoso, farà finire dal demolitore quelle usate quotidianamente o da battaglia di proprietari che non sanno il valore

Scritta da Markino il 28-09-2019 06:40
#5

Il meno che si possa dire, se le cose stanno in questi esatti termini, è che si tratta di un provvedimento frutto di un radicalismo fanatico e ottuso, pericoloso per la profonda ignoranza che lo ispira. A questo punto, perché un appassionato dovrebbe mettere una storica in garage, se poi rischia una sanzione anche solo per recarsi dal meccanico o all'autolavaggio ? E con questa musica, verranno poi rilasciati i permessi per organizzare manifestazioni e raduni ? Sarà possibile entrare o uscire dal Lingotto con le proprie ruote in occasione di Automotoretrò (se si farà ancora), o anche il proprietario di una "600" dovrà munirsi di un carrello ? Ai divieti scriteriati si accompagnano laulteriori collari burocratici che l'Italia dovrebbe solo disboscare...
Il Piemonte conserva molte automobili d'epoca e ospita tanti appassionati; se altre Regioni con analoghe peculiarità si muovono nello stesso tempo, finirà inevitabilmente che quasi tutto il patrimonio nostrano migrerà all'estero, e la giornata nazionale del veicolo storico, che si celebra domenica con tanta enfasi, potrà solo concretizzarsi in una gita nei musei...

Modificata da Markino il 28-09-2019 10:47

Scritta da prof il 28-09-2019 10:31
#6

Stiamo parlando di blocchi solo nelle giornate "critiche" dal punto di vista ambientale.
Da marzo ad ottobre e quando, in inverno, l'aria è "pulita", si può circolare.

Scritta da Frabo187 il 28-09-2019 10:42
#7

Dovranno farmi scendere dall'auto con la forza allora, io vado avanti per la mia strada.

Scritta da screanzato il 28-09-2019 11:15
#8

Infatti mi sono ripromesso di scrivere al sindaco di Genova per esprimergli il mio dissenso sui blocchi al traffico delle vespe a 2 tempi,(ne ho due).Come se l'inquinamento di Genova provenisse da qualche motore a 2 tempi in circolazione e NON da centinaia fra navi e traghetti fermi al porto.Sindaco non mi faccia ridere!

Scritta da blackboxes66 il 28-09-2019 17:56
#9

Il blocco di Torino vale 24 ore al giorno, 365 giorni l'anno inusi sabati domeniche e festivi, a prescindere dai livelli di smog e senza deroga alcuna.
Con il territorio pieno di telecamere, come già è stato fatto a Milano con Area B, c'è poco da proseguire sulla propria strada, a meno di essere in grado di pagare verbali su verbali che puntualmente saranno notificati alla propria residenza.
Ci attendono tempi veramente grami, in cui le uniche auto storiche che si potranno collezionare senza problemi saranno quelle in scala ridotta.

Modificata da blackboxes66 il 28-09-2019 19:10

Scritta da bayerische il 28-09-2019 20:38
#10

Speriamo che il nuovo corso Asi sia in grado di affrontare il problema.

Scritta da prof il 28-09-2019 21:26
#11

Mi devo correggere. Mi aveva tratto in inganno l'ordinanza del comune di Torino che parla sia delle misure permanenti sia di quelle "emergenziali".
Immaginavo che la deroga fino ad ora in vigore per le storiche si riferisse solo alle situazioni emergenziali. Invece fa capo a quelle permanenti.

Scritta da fiat 682 il 28-09-2019 23:35
#12

l' asi e le associazioni si stanno muovendo o se ne fregano altamente?

Scritta da svalvolatogiallorosso il 29-09-2019 00:32
#13

Sembra che l'allarmismo si sia attenuato


http://www.ansa.i...16b3b.html

dubbio

Modificata da time101cv il 29-09-2019 00:55

Scritta da vittoriale il 29-09-2019 03:01
#14

Boh... l'Italia è un Paese meraviglioso ma a volte si fatica a capire come ci si riesca a vivere. Un giorno si dice una cosa, il giorno dopo si fa marcia indietro. Forse è questo il nostro vero grande problema.
Ad ogni modo saluto positivamente quest'ultima notizia; del resto, mantenere le deroghe è l'unica cosa sensata da fare se non si vuole apparire una manica di scriteriati.

Modificata da vittoriale il 01-01-1970 02:00

Scritta da fiat 682 il 01-10-2019 23:38
#15

svalvolatogiallorosso ha scritto:
Sembra che l'allarmismo si sia attenuato


http://www.ansa.i...16b3b.html

dubbio

secondo me hanno capito la cavolata che han fatto Smile

Scritta da sir alec il 02-10-2019 19:24
#16

vittoriale ha scritto:
Boh... l'Italia è un Paese meraviglioso ma a volte si fatica a capire come ci si riesca a vivere. Un giorno si dice una cosa, il giorno dopo si fa marcia indietro. Forse è questo il nostro vero grande problema.
Ad ogni modo saluto positivamente quest'ultima notizia; del resto, mantenere le deroghe è l'unica cosa sensata da fare se non si vuole apparire una manica di scriteriati.


Effettivamente, la misura originaria era indifendibile anche da un punto di vista puramente e spassionatamente pragmatico.

Scritta da attom83 il 02-10-2019 23:18
#17

considerando che in Lombardia la giunta regionale di centro-destra ha sempre difeso le auto storiche asi mantenendone i privilegi anche solo dopo il compimento dei 20 anni, e che la stessa compagine politica in Piemonte ha partorito l'ipotesi di bloccarle in maniera permanente, possiamo ancora una volta dire che non ci si può fidare di nessuno e che la stupidità o la propaganda ambientale falsa e comoda è sempre attuale.
meno male che almeno hanno fatto dietrofront.

Scritta da S4 il 02-10-2019 23:27
#18

L'ordinanza, a quanto sembra, riguarda solo Torino, nelle altre province piemontesi non si parla di nessun blocco, forse certe ordinanze le decide la giunta comunale. dubbio

Modificata da S4 il 01-01-1970 02:00

Scritta da blackboxes66 il 03-10-2019 10:59
#19

Esattamente, si tratta di un provvedimento del Comune di Torino, le cui modifiche vengono introdotte a seguito di sollecitazioni della Regione

Scritta da Mc 127 il 03-10-2019 11:04
#20

Il primo dei problemi in questione è che non c'entrano nulla l'ignoranza in materia ambientale e il relativo cosiddetto fanatismo, ma, molto più semplicemente, si tratta della stessa speculazione commerciale iniziata con quelli che furono i primi (veri) incentivi rottamazione a fine anni '90. Provate a vedere come lo stesso argomento viene trattato negli altri paesi e vi renderete conto che in Italia il tutto viene implementato e reso esplosivo dalla burocratizzazione, che fa sì che anche lo Stato, ovviamente, cavalchi la stessa speculazione che mette in atto per conto terzi: tasse, sovrattasse, iper-tasse, valori calcolati sul millantato "fattore ambientale".
Il secondo dei problemi, nell'ordine, è che le associazioni di categoria (che poi non so perché le indichiamo al plurale, dato che l'ASI è un'istituzione monopolista) da anni, ormai, si sono aggregate al carrozzone, facendo del gran teatro nella difesa degli appassionati, ma poi, nella sostanza, speculando esattamente come gli altri protagonisti della faccenda. Nessuno me ne voglia, ma se ancora gli si vuol dare credito è solo perché i collezionisti facoltosi pagano su auto di valore le stesse quote che toccano agli appassionati che posseggono macchinette economicamente inconsistenti. Oggi, probabilmente, l'associazione non vive troppo bene il momento: visto che questi provvedimenti, previa documentazione, escludono le partecipazioni ad eventi e manifestazioni (e già qui non siamo chiari. Da intendersi solo patrocinate da asi? Da intendersi solo segnalate ufficialmente agli organi competenti e con l'organizzazione di un club registrato? La cosa riguarda tutti i veicoli, solo quelli iscritti asi, solo quelli iscritti a un club certificato a prescindere dall'asi? Non si sa) e quindi, tecnicamente, l'ASI non ha margine per muovere nessuna rimostranza. Come a volte qualcuno ricorda, sebbene la cosa, tanto per cambiare, non sia chiara, netta, anzi del tutto aleatoria, alla base dei benefici fiscali procurati dall'asi ci sarebbe proprio il concetto che le auto vengano utilizzate solo con questa finalità. Anche questo, nella sostanza, a tutela non di tutti, ma dei facoltosi: oggi è tardi per accorgersi che quel concetto aleatorio era alquanto discutibile.
Il terzo, ma non terzo, dei nostri problemi è la confusione. Non tanto quella mediatica, che lascia il tempo che trova: ma quella giuridica. Gli enti locali, al netto della gara di presunte virtù, non sanno veramente qual è il loro ruolo: non si capisce mai le direttive da dove partano, perché lo scaricabarile all'italiana è un prodotto dop. Questa è un'altra delle ragioni che rendono tutto più delicato: anche perché si va a sommare a tutte quelle (forse presunte) quisquilie di cui sopra, che, però, non sono solo necessarie, ma bensì indispensabili se si vuol intendere di cosa stiamo parlando. La chiarezza (ad esempio) su chi è legittimato ad organizzare e/o partecipare a un evento e in quali modalità è un dovere: che non viene assolto da chi non sta capendo cosa va a normare.
Il quarto dei problemi è che si sta palesando come ultima spiaggia quella d'intervenire solo ed esclusivamente su base giuridica e, quindi, sul presupposto di danni subiti. A mio avviso volutamente, il cerchio si è stretto attorno a coloro i quali non sono necessariamente appassionati e posseggono solo quel genere di vettura. Quindi non sono iscritti asi, non posseggono un oggetto d'arte (secondo l'ASI), ma un bene, tassato, sovrattassato e iper-tassato, che, però, gli si impone di non utilizzare. Uno scempio giuridico al quale andava posto un freno prima. Perché oggi a istituire una class action in questo senso chi dovrebbe essere, un esercito di ultraottantenni che probabilmente neppure è a conoscenza di queste amenità?
Qualcuno faceva riferimento all'utilizzo delle telecamere. Ebbene, l'area B a Milano circoscrive una particolare zona; tutt'altro discorso, soprattutto in termini legali e infatti è l'unico caso nel quale è stato attuato questo sistema. Nel resto della città, così come nelle altre città, province e regioni che applicano i blocchi del traffico, non vengono utilizzate le telecamere, che, per individuare le vetture non in regola per "fattore ambientale", dovrebbero semplicemente appoggiarsi al database già in uso per i controlli relativi a revisione e assicurazione in corso di validità: tanto in voga nell'ultimo periodo. I controlli in merito vengono demandati agli operatori di polizia locale: i quali, tra l'altro, almeno nella maggior parte dei casi, non mi risulta vengano aggiornati con una specifica preparazione. Forse anche questo dovrebbe farci capire che le azioni legali sono temute eccome, perché le casse pubbliche piangono sempre e dover far fronte a risarcimenti considerevoli non può allettare nessun ente.