Markino ha scritto:
Il quadro della situazione in merito alla rivista in oggetto è stato magistralmente descritto da Markino: strano a dirsi per una rivista destinata agli appassionati, spesso pare confezionata senza passione (e si vede...)
Ringraziando Massimo, fornisco un esempio della sciatteria generale cui accennavo, e solo per limitarsi alla letteratura automobilistica. Mentre riordinavo del materiale, ieri mi è capitata sotto mano una delle più grandi delusioni librarie degli ultimi tempi. Circa tre anni fa il Gruppo Espresso-La Repubblica avviò la pubblicazione di un'enciclopedia delle marche automobilistiche. Registrai con entusiasmo l'iniziativa, e acquistai il primo volume a scatola chiusa. Generalmente preferisco esaminare un'opera prima di acquistarla, per non rischiare di spendere malamente il denaro (sono infatti grande utente della principale biblioteca civica, e di quella universitaria), ma, un po' per passione, un po' per la stima che ho dell'editore, quella volta non andai tanto per il sottile. Il volume conteneva la storia dei marchi che iniziano per "A"; andai subito a consultare la sezione delle Alfa Romeo, come si può già immaginare dal mio "avatar". Non credevo ai miei occhi:
- la Giulietta Spider era stato un successo di immagine ma un
insuccesso commerciale (il numero di produzione delle sole Spider Veloci, 2796 unità, veniva confuso con il numero di produzione di
tutte le Giuliette Spider

);
- nel 1962 la Giulia TI
sostituiva la Giulietta TI (costruita almeno fino al 1964), salvo in seguito affermare che la Giulietta fu costruita sino al 1963;
- la Giulietta TI 3a serie era disponibile
solo col cambio a cloche;
- l'Alfetta fu immessa sul mercato nel 1975

(poteva intendersi la versione 1600, ma non era specificato);
- Cento, sede della VM Motori, è in provincia di Bologna (Ferrara);
- la Giulietta normale prima serie rosso corallo del Museo Storico, ritratta in una foto ad ambientazione naturale, veniva descritta nella didascalia come una TI impegnata in pista

- la Giulietta SS raggiungeva una velocità massima di 180 km/h (200 km/h)
- venivano citati numeri di produzione della 1900 e della Giulietta errati, e privi di riferimenti precisi alla serie e/o all'arco temporale;
- la Giulia TI fu costruita sino al 1964

;
- comparivano errori vari nei box relativi alla successione dei vari tipi di Giulia.
Potrei continuare...E parliamo di un argomento che conosco bene, di cui sono in grado di individuare al primo colpo eventuali errori. Non oso pensare agli strafalcioni nella trattazione dei marchi meno conosciuti.
Ovvia conseguenza: rammaricato per aver speso € 12,90, non ho acquistato le uscite successive. Scrissi una mail alla redazione, segnalando per filo e per segno queste castronerie, recuperate ora dal mio archivio di posta per "offrirle" agli iscritti a Targhe Nere. Ebbero la cortesia di rispondermi: "Gentile lettore, intanto la ringrazio per il tempo che ci ha dedicato. La redazione verificherà le sue precisazioni e, laddove risulteranno esatte, le integrerà nella edizione online e in tutte le future ristampe. Un cordiale saluto".
Ovvia morale: la sciatteria, oltre a risultare fastidiosa, ha anche un costo, materializzato in questo caso nel mancato ricavo per l'editore di € 12,90 moltiplicati per tutti i volumi successivi.
Purtroppo ho comprato tutta l'opera e gli strafalcioni nella sezione Citroen (le auto che conosco meglio) non si contano.
Ma non sono migliori altre iniziative analoghe come le monografie pubblicate qualche tempo fa dalla Gazzetta dello Sport (mi pare).
Il volume Citroen, pur curato da un noto dirigente italiano a riposo del marchio, è un ginepraio di errori.