Molto bella, non sono esperto di Citroen, pero' sembrerebbe un esemplare molto vecchio, quindi anche molto raro, i fanali ad occhio ed a memoria, non mi sembrerebbero originali.
E' una AZAM del 66, fu il primo modello con le portiere incernierate anteriormente ed è peculiare per i paracolpi tubolari. I fanalini posteriori sono dei modelli dagli anni 70 mutuati dall'Ami 6 berlina nella sua ultima configurazione, e quindi non sono i suoi, originariamente erano questi:
In Italia però le 2CV arrivavano con la targa avvitata direttamente sul cofano posteriore in alto a sinistra con l'illuminatarga della 500 mentre i fanalini erano generici.
In effetti il tutto dava un'aria posticcia.
Quindi la sua unica pecca sono i fanalini, visto che tutto sommato la targa francese era rettangolare.
Che sia più probabile un'importazione dalla Francia negli anni 80 o semplicemente una ritargatura italiana a seguito della quale il nuovo proprietario ha deciso di "ripulire" il cofano dall'ormai inutile portatarga quadrato?
Eccomi.
Effettivamente il modello è spettacolare, la considero la 2CV allo stato dell'arte (anche se il massimo sarebbe la cosiddetta "Export" a sei luci, finiture lussuose tipo AZAM e motore 602 cm della Ami), adoro soprattutto le cornici di tutti in meallo cromato e i paracolpi su paraurti che le danno un aria davvero leziosa e raffinata.
Tutte e due le storie di sile650 sono ugualmente probabili. Se fosse vera la prima, il proprietario avrebbe fatto una vera "drittata" possedendo una AZAM con targhe nere, cosa più unica che rara.
Fosse vera la seconda, sarebbe un peccato aver eliminato la targa quadrata messa sul baule, che bella non era davvero, ma talmente particolare da sembrare quasi un valore aggiunto alla bizarrìa della 2CV.
Ricordo inoltre che gli esemplari a targhe quadre sono davvero mosche bianche in Italia in quanto l'importazione della 2CV, che già non faceva sfracelli nel Belpaese, fù sospesa dal 1968 al 1976 in favore della Dyane.
In quel lasso di tempo qualche eseplare varcò ugualmente le Alpi grazie all'importazione parallela, e oggi le poche sopravvissute fanno la felicità dei loro proprietari (vedi la 2CV6 P.O. del 1974 comparsa su un Automobilismo d'Epoca dell'anno scorso).
Non dimentichiamo quella grigia targata Roma 35 di un signore che fa il grafico abitante ai castelli Romani che fu l'artefice del logo dell'ICCCR del 2008.
Quella è davvero mozzafiato, quasi imbarazzante, mi dispiace di non averla mai incontrata.
Nel 2000 andai vicinissimo all'acquisto di una AZAM giallo primavera targata Roma A2 con frizione centrifuga in stato d'uso dal prezzo irrisorio: tre milioni e mezzo di lire dell'epoca, davvero poca cosa, la vendeva la stessa officina ormai estinta che mi aveva già venduto la mia attuale DS.
Purtroppo non avevo la disponibilità e mi mancò l'appoggio di mio fratello non più interessato alle bicilindriche; peccato, chissà dov'è finita....
Per una AZAM cederei la Charleston senza neanche pensarci. Anche se il 435 cm3 è inferiore in tutte le situazioni all'ancora oggi valido 602.
La AZAM romana non cedo di averla mai vista neanche in foto, credo mi causerebbe qualche scompenso cardiaco.
Spero che quell'altra in vendita sia finita in mano a qualche conoscitore del modello, ma sapendo che si era in epoca di rottamazioni selvagge ho un triste presentimento...
E anche questa è una AZAM, almeno a giudicare dalla cromatura nei vetri posteriori, ma con ancora le porte anteriori "suicide".
Restaurata diventerebbe spettacolare. Quella bruttura di fanalini posteriori da carrello, ieri indispensabili per l'omologazione, oggi potrebbero senz'altro essere eliminati.
Ora che la guardo meglio, ateriormente parrebbe montare un rarissimo coprimozzo CX primissima serie.
Cavolo, 1959..... addirittura una AZL!
Leggermente aggiornata con parti più recenti, ha gli indicatori di direzione nei parafanghi e i paraurti lunghi, comunque un pezzo pregevolissimo.
Roma cova certi tesori....