Gran parte della clientela trascurò la cubatura da 1,5 litri, che permetteva prestazioni leggermente più brillanti, migliorando il rapporto peso/potenza. I consumi rimanevano praticamente gli stessi (più volte ho sentito dire addirittura più bassi!) Decisamente un altro motore, il 1600 bialbero. Con prestazioni e consumi ovviamente diversi. Da notare che sulla Prisma, la 1600 era la cilindrata al top delle versioni (se si escludono le versioni 4WD e Integrale), mentre sulla successiva Dedra, il 1600 diventava il motore "base"...
In quegli anni l'italiano medio si sentiva particolarmente vessato dalle spese di gestione dell'automobile, soprattutto quelle relative a bollo e carburante (non che oggi sia diverso, solo che se ne frega allegramente finchè la finanziaria non gli pignora la macchina causa insolvenza delle rate...), quindi al momento dell'acquisto veniva valutato ogni dettaglio, anche ovviamente legato alla cilindrata.
La Prisma non era l'unica media ad essere illogica nella scelta della cilindrata inferiore, lo stesso valeva anche per la 131 1300 vs 1600, la Regata 70 vs 85, la Giulietta 1300 vs 1600...
Il paradosso più evidente forse lo si raggiunse con le Renault 9/11, per le quali fu allestita appositamente per l'Italia la versione TCE, che univa furbamente le doti di economia della 1100 con la ricchezza di dotazioni della 1400: peccato che all'atto pratico la TCE fosse un polmone asfittico con prestazioni inferiori a quelle di una Panda 45, e ciò credo fosse al limite dell'imbarazzante per una berlina che, comunque, aveva una vocazione familiare.
Tanto più che la 1400, con i suoi 72 cv, non avrebbe dovuto incutere poi tanto timore, eppure...
Dopo la metà degli anni '80, anche come conseguenza di un crescente aumento del peso delle auto, anche l'Italia iniziò a uscire dall'incubo "motore piccolo in abito taglia forte", e infatti alcune proposte di questo tipo, ad esempio la Croma 1600, la Tipo 1100, la BX 11, la R19 1.2 furono un fiasco, tanto da essere soppresse qualche anno dopo.
La Lancia Dedra, nata nell'89, si inseriva nella scia di questo cambiamento, ed ecco spiegata la ragione della soppressione della cilindrata 1300, che pure inizialmente era stata concepita.
Occorre anche ricordare che il periodo a cavallo dei due decenni fu profondamente mortificato dal "superbollo diesel", il che fece crollare il mercato delle auto a gasolio in favore di quelle a benzina: le case ne approfittarono e, unitamente all'introduzione del catalizzatore, per ogni scaglione di cilindrata ci fu un innalzamento dei cc, da 900 a 1100, da 1100 a 1200, da 1300 a 1400, da 1600 a 1800.
Per assistere ad un altro "epocale" sdoganamento, quello delle cilindrate a benzina superiori ai due litri, bisognerà attendere gli anni '90, quando contestualmente all'abolizione della ridicola "iva pesante", le case iniziarono a proporre anche in Italia vetture medie con motori a 6 cilindri, alcune particolarmente interessanti (per prezzo e prestazioni) come la Ford Mondeo 2.5, l'Alfa Romeo 156 2.5, la Renault Laguna 3.0...
Peccato che intanto stava ri-espodendo il boom dei motori a gasolio (finalmente "liberati" dalla sovrattassa), scatenando quell'overdose da TDI che è storia dei nostri giorni, e che, commercialmente parlando, ha di fatto ucciso le motorizzazioni a benzina sulle auto di categoria medio-superiore.
Bella questa Prisma, quanto di più classico ci potesse essere all'epoca Sul discorso delle piccole cilindrate in auto "grosse", un'altro esempio era la Golf 2 col 1050cc, solo però che di quelle ne avrò viste 2 in vita mia, visto che qui giravano solo 1.3 e qualche GTD (le GTI qui sono scomparse quando avevo si e no 2-3 anni, quindi nel '94-'95)...come di Tipo 1100 ne ho viste pochissime, di BX sempre poche in genere, figurarsi il modello 11, meno che mai Croma 1600 (stesso motore della 131 a proposito) e R19 1200, mentre le ultime R9-R11 circolanti erano tutte 1100...Fiesta '89 qui sono quasi tutte 1300, pochissime le 1.1 ed addirittura fino a qualche anno fa c'era una XR2i!!!
Semplicemente perchè il numero di Golf 2 è rimasto quasi invariato negli anni nella mia zona (la qualità del modello è confermata), infatti per curiosità personale da un paio d'anni mi segno i numeri di targa delle auto interessanti che incontro per vedere sul sito del bollo che cilindrate sono, e di Golf 2 mi risultano quasi tutte delle 1300 Distinguere una 1050 da una 1300? Ma manco Superman ci riuscirebbe! In compenso distinguevo benissimo una 1.6 D da una GTD, dallo splendido fischio della turbina!
In realtà la gamma Renault comprendeva anche in Italia un modello equipaggiato con il 1400 da 60 cv tondi: era la 9 GTL con cambio a 5 marce , velocità massima di 155 km/h e consumi pressapoco equivalenti a quelli della 1100.
Oltre alle prestazioni tranquille in rapporto alla cilindrata, credo abbia giocato a sfavore di questa versione anche l'allestimento, che ripeteva quello, molto economico, della GTC, lontano anni luce dal "lusso" della TSE, che, 1400 per 1400, le veniva regolarmente preferita.
Il motore di 1397 cc con una sessantina di cavalli era disponibile anche sulla 5 Automatica (58 cv), TS e TX (63 cv) e sulla 18 TL e GTL (64 cv).
Stranamente, invece, questo step di potenza non era previsto sulla 11, che passava direttamente da 47 a 72 cv, con un vuoto certamente poco indovinato dal punto di vista commerciale: l'allestimento corrispondente al GTL era il GTS (che quindi non contraddistingueva la versione di tono sportivo come invece era per la 9), tuttavia la potenza del 1400 restava di 72 cv, come la TSE.
Ho buone ragioni di supporre che, se la 9 1400 GTL era dura da vendere, la 11 1400 GTS era del tutto invendibile, anche perchè, e questa sembra quasi una beffa dell'importatore italiano, il suo prezzo era identico a quello della "ricca e parsimoniosa" 1100 TCE!
Per Uno TurboD: a memoria ricordo di aver visto pochissime Croma 1600, anche perchè non era facile distinguerla a colpo d'occhio dalle altre versioni, tipo la CHT, che era la più diffusa...
Non aveva l'indicazione della cilindrata (solo la scritta Croma sul portellone), più facile era notare l'assenza dei poggiatesta posteriori, perchè insieme alla ancor più rara 2500 D era l'unica della gamma a non averli.
Per il resto come dici giustamente tu montava il motore ex 131, ma con 83 cv non c'era molto da divertirsi, di fatto la potenza fu tenuta volutamente bassa (la Ritmo 100 S di cv ne aveva addirittura 105...) per non interferire con la 2 litri CHT che di cavalli ne sviluppava 90.
Molto penalizzante fu la scelta di riservare alla 1600 un allestimento fin troppo dismesso, con rivestimenti poco gradevoli e la strumentazione priva (vergognosamente) del contagiri!
Curiosamente la 1600 (come la D) aveva i comandi degli alzacristalli elettrici al centro della plancia e non sui braccioli delle portiere come le altre versioni, per di più i pulsanti avevano un disegno completamente diverso!!!
La BX 11 e la Tipo 1100 erano appena più diffuse, la prima a mio avviso aveva uno spirito di grande intelligenza, perchè era la più spaziosa e confortevole 1100 sul mercato, inoltre le prestazioni non erano male in rapporto alla cilindrata. L'allestimento era essenziale, ma esprimeva un'idea di razionalità tipicamente Citroen senza penalizzare troppo l'estetica.
La Tipo 1100 era già più fiacca su strada (pur con il moderno Fire), e si vendette benino all'inizio della produzione, credo perchè raccolse la migrazione naturale da parte di chi aveva una Ritmo 60 (ed erano in tanti...).
A differenza di Croma e BX, la Tipo 1100 poteva essere vestita anche di un abito elegante, il Digit, il che contribuì non poco alla sua pur relativa diffusione, poichè protraeva quel vecchio concetto di "lusso economico" tanto caro agli italiani.
Lo stesso discorso valeva anche per la Renault 19 1.2, che accanto al basico TR proponeva anche il più completo TRE, che al pari del vecchio TCE delle 9 e 11, fu piuttosto apprezzato alla fine degli anni '80 (io ricordo più TRE che TR).
La TRE poteva essere equipaggiata di accessori fuori dal comune su vetture di questa cilindrata, quali l'interno in pelle, i retrovisori elettrici, i cerchi in lega...
Tornando alla Prisma, che fino a prova contraria è il soggetto di questa foto, bisogna dire che, se molti la scelsero 1300, la cilindrata 1600 non fu affatto trascurata, anzi! La 1500 scontò invece delle scelte commerciali poco felici: molti italiani, non volendo acquistare una 1300 (che pure aveva prestazioni dignitose) e dovendo pagar di più, scartavano la 1500 perchè aveva la stessa dotazione di accessori della 1300. Rimase comunque nella gamma perchè era l'unica che poteva essere equipaggiata col cambio automatico. Solo a fine carriera, nel 1988, il marketing Lancia decise di spingere un pò le vendite della 1500, ideando l'allestimento LX, ben più completo, che infatti ebbe successo, considerando che si trattava comunque di un modello a fine carriera.
La Dedra aveva come motorizzazione base la 1600 anche perchè, originariamente doveva affiancare e non sostituire la Prisma, ma poi sappiamo che le cose andarono ben diversamente.
Queste le velocità massime raggiunte dalle Prisma 1600:
105 cv '83-'86 178 km/h
100 cv '86-'89 182 km/h
i.e. 108 cv '86-'89 191 km/h
X time: sei sicuro che la Dedra doveva affiancare la Prisma?
Dalle mie fonti non risulta, anche perché come hai detto tu questa alla fine degli anni '80 era proprio alla frutta...
Inoltre ho letto che era prevista anche una Dedra 1400 che poi e'stata scartata credo soprattutto per motivi di immagine, visto che la vettura aveva le sue belle ambizioni di berlina di classe...
C'e' anche da dire che il 1600 i.e. da 90 cv della Dedra poco aveva da spartire, in termini di piacere di guida, con quello della Prisma, che era il più esuberante della sua categoria.
Stendiamo poi un velo pietoso sulla successiva versione catalizzata da 76 cv, talmente fiacca (velocità max 168 km/h) da risultare meno vivace del vecchio 1300 della Prisma...
Grazie a time101, per avere ricordato che la vettura in discussione è la Prisma. Però sono d'accordo con Xtime; davvero la Dedra doveva affiancare la Prisma? Sapevo, come tutti che la Prisma era a fine carriera e la sua naturale erede a 3 volumi designata era appunto la moderna Dedra. Per la 2 volumi (Delta prima serie), arrivò dopo molto tempo la Delta seconda serie (una Dedra 2 volumi, sarebbe meglio dire, visto che tranne la coda era praticamente uguale, ancora più della Prisma alla Delta prima serie) e per la categoria superiore c'era ancora la mitica Thema che non era ancora stata sostituita dalla K. Chiedo scusa e eventualmente di essere corretto, se mi sbaglio.
La Dedra fu progettata per fare concorrenza alle medie più blasonate del momento, come l'Audi 80 e la BMW Serie 3 (ricordo ancora i confronti di Quattroruote con quest'ultima) e si decise di posizionarla un pò più in alto, come segmento di mercato e come prezzo, rispetto alla Prisma.Nei mesi precedenti la presentazione della Dedra, ricordo d'aver letto molti articoli della stampa specializzata in cui si dichiarava che la Dedra avrebbe costituito l'anello di congiunzione tra la Prisma e la Thema e che non avrebbe sostituito in toto la Prisma, o almeno non lo avrebbe fatto subito, un pò come anni prima era accaduto per A112 e Y10. Lo ricordo perchè all'epoca in famiglia avevamo appena acquistato la nostra seconda Prisma .Forse è stata un'affermazione diffusa ad hoc nel timore che l'attesa per la Dedra frenasse troppo le vendite della Prisma, che intanto si cercava di rivitalizzare con l'introduzione della versione LX. O forse alla Lancia ci hanno ripensato...alla fine la Dedra fu presentata ufficialmente nel maggio 1989 e la Prisma le sopravvisse solo pochi mesi, il tempo necessario a smaltire le scorte in giacenza, come giustamente detto da S4. Di fatto quindi, la Dedra diventò l'erede della Prisma. E per chi voleva una media con motorizzazione inferiore al 1600, mamma Fiat presentò pochi mesi dopo la nuova Tempra, che aveva il 1400 come motorizzazione di base....
..Che volessero adottare la politica vista molto tempo dopo per la grande punto e la punto classic?
Certo la Dead rat era dimensionalmente e concettualmente simile alla prisma.. Ma come sappiamo anche qui l'assenza di una mano felice come quella di Giorgetto ha partorito una linea non proprio equilibratissima come la sua degenere filiazione (delta II)...
Per la 2 volumi (Delta prima serie), arrivò dopo molto tempo la Delta seconda serie (una Dedra 2 volumi, sarebbe meglio dire, visto che tranne la coda era praticamente uguale, ancora più della Prisma alla Delta prima serie)
Addirittura la Delta II pare che dovesse uscire insieme alla Dedra, ma visti i risultati nei rally della Delta I si decise di tenere in vendita quest'ultima ancora alcuni anni, fino al '93
La Dedra era più grande della Prisma, sia in larghezza che in lunghezza (in quest'ultimo caso la differenza era di circa 16 cm, che all'epoca non era poco), e andò ad assumere le dimnsioni delle concorrenti più recenti.
Ovviamente i giudizi sulla linea di un'auto sono soggettivi, ma nel 1989 la linea della Dedra raccolse pareri positivi e di fatto al pubblico piacque ed ottenne risultati commerciali lusinghieri.
La Delta del 93 invece fu ben più sfortunata: la linea non convinse quasi nessuno, soprattutto non piaceva la coda tronca, che oltretutto lasciava poco spazio al bagagliaio. E infine costava troppo.... una volta tanto la trasformazione da tre a due volumi non era venuta granchè bene e in genere accade il contrario.
Il 1.6 della Dedra era piu' fiacco del 1.6 della Prisma, perche'... non era piu' il bialbero Lampredi. Il 1.4/1.6 della Tipo/Tempra/Dedra era il pratola-serra, rivisitazione del monoalbero tipo 128 e non il ben piu' sofisticato bialbero mantenuto solo nelle cilindrate 1.8 e 2.0. Nonostante la briosita' del vecchio motore monoalbero, il bialbero e' un'altra cosa
La Delta '93 sarà anche costata troppo, però finiture interne e dotazioni ricalcavano quelle della Dedra, che era una berlina di classe: basta guardare una qualsiasi Tipo o Astra o Golf per rendersi conto della differenza...
Anche la scelta delle motorizzazioni, che partivano da 1600 cc, testimonia la volontà di porre la Delta su un gradino superiore rispetto alle concorrenti.
Concordo sull'infelice soluzione della coda tronca, tuttavia con lo spoiler (che quasi tutti sceglievano) la linea migliorava un pò...
Secondo me, oltre alla linea poco riuscita, sulla Delta pesò l'enorme eredità lasciata dalla precedente edizione, che vantava un'immagine sportiva eccezionale: tutti i tentativi di emularne il fascino, dalla rinnovata HF alla semi-coupè HPE, si rivelarono vani.
La Delta uscì di scena nel silenzio più totale nel 2000.
Anche la scelta delle motorizzazioni, che partivano da 1600 cc, testimonia la volontà di porre la Delta su un gradino superiore rispetto alle concorrenti.
L'estetica è discutibile,può piacere o no,ma secondo me l'errore più grossolano è stato quello di dotare la versione 1600 di un polmone asfittico con soli 75 Cv e consumi da petroliera. Bisognerò aspettare qualche anno per il "maquilllage" e l'introduzione dei cosidetti "Pratola Serra" bialbero con la rispettabile potenza di 101 Cv e ben 130 la versione 1.8 con il V.V.T.
La Delta '93 sarà anche costata troppo, però finiture interne e dotazioni ricalcavano quelle della Dedra, che era una berlina di classe: basta guardare una qualsiasi Tipo o Astra o Golf per rendersi conto della differenza...
Permettimi di dissentire: la finitura delle Delta e Dedra era di qualità nel complesso buona, ma non certo eccelsa, e soprattutto con l'obiettivo di stupire l'occhio. Visti i numerosi tuoi riferimenti alle trasmissioni TV (grazie perchè fa sempre piacere) ricorderai lo slogan "volevamo stupirvi con effetti speciali".. ecco gli effetti speciali erano dati dall'alcantara tutta spelacchiata dopo 30/40000 km, le spie del check control impazzite, i vetri e le chiusure centralizzate con funzionamento random, i fari posteriori con effetto albero di natale, i variatori di fase sui 1800 che facevano pena, le frizioni deboli.. da buon meccanico con passione per le (vecchie) Lancia potrei continuare. Attenzione però: le tedesche fino al 98/99 non sono immuni da difetti, e i proprietari dotati di senso pratico e obiettività non mancano, solo che si manifestavano solitamente "qualche" km / anno dopo rispetto alle nostre. Sulle attuali (SUPER OT quindi mi blocco subito) stendo un velo pietoso qualunque sia la bandiera
L'Alcantara è molto delicata di suo, diciamo che non si presta particolarmente a rivestire i sedili delle auto, per i quali l'usura è intensa...
Ma questo vale anche per le sedie, le poltrone, i divani...
E' un materiale molto bello (e i colori utilizzati dalla Lancia-Autobianchi erano davvero stupendi...), ma va trattato con molta cura.
Sull'affidabilità delle parti elettriche e meccaniche della Delta non metto becco, ciò che io intendevo sottolineare era che si presentava meglio delle sue dirette concorrenti: era l'unica a offrire un climatizzatore completamente automatico, i cerchi in lega diamantati, i retrovisori ripiegabili elettricamente, l'appoggiagomiti anteriore, i vetri atermici Solarcontrol, la vernice metallescente e altre piccole finezze che, nel complesso, ne facevano una media di classe.
Ovvio, non era affatto perfetta, ma vogliamo parlare della povertà di certe Golf o della triste austerità di Astra, ZX, Escort e compagnia bella?
Credo sia sbagliato confrontare la Delta del 1993 con auto come la Tipo, la ZX o la Escort, che in teoria appartenevano ad un segmento di mercato inferiore. Nelle intenzioni della Lancia la Delta, direttamente derivata dalla Dedra, doveva essere quello che poi anni dopo,la 147 sarebbe stata per l'Alfa: una media due volumi di fascia alta, inaugurando di fatto il segmento popolato poi dall'Audi A3. Le intenzioni erano lodevoli, la linea un pò meno, il bagagliaio era analogo a quello di una Uno e il prezzo non proprio popolare giustificava un'aspettativa elevata da parte dei clienti, che invece si trovarono a combattere con tutti i problemi citati sopra. Peccato, la Lancia all'epoca s'è lasciata sfuggire un'occasione molto ghiotta.
Non sembrerebbe in cattive condizioni, comunque molto meglio la 1600.