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Ford Sierra 1.8 Ghia 5p.

sierra1800ghiadanip84.jpg
Anno 1984. (Danip)

Data: 10/06/2011
Commenti: 19
Visualizzazioni: 2705
Commenti
#1 | Edsel il 10/06/2011 01:49:50
Molto elegante e riccamente equipaggiata!Smile
#2 | Stingray il 10/06/2011 15:43:23
una vera e propria mosca bianca Shock
#3 | dedo2000 il 10/06/2011 16:05:38
Che darei per vederne una dal vivo!Shock
#4 | bravoemotion il 10/06/2011 22:24:04
la madre della Mondeo
#5 | Danip il 10/06/2011 22:53:49
Bellissima: quando l'ho vista non ci credevo quasi, mai avrei pensato di vedere una Sierra a targhe nere.
Se avessi avuto qualche soldino sicuramente avrei lasciato un bigliettino sotto il tergiPfft
Si nota quanto la linea è ancora moderna: basti vedere la E90 Touring targata EC posteggiata davanti.
FANTASTICA
#6 | Gigiuz il 10/06/2011 23:38:30
Incredibile che possa avere le targhe nere un'auto così avanti negli anni.
#7 | dedo2000 il 11/06/2011 10:43:47
Veramente modernissima,sconcerta anche me.
#8 | Stefano Daniele il 11/06/2011 11:17:45
Una tranquilla e paciosa berlina che diventa una belva con il Cosworth
#9 | Edsel il 11/06/2011 19:52:38
Alla presentazione della Ford Sierra, avvenuta al salone di Parigi del 1982, il ruolo di punta di diamante della gamma fu assunto dalla Ghia, realizzata in collaborazione con la storica carrozzeria torinese, assorbita dalla Ford nel 1973.
La Sierra Ghia era disponibile in combinazione a tre motorizzazioni, tutte a benzina, ereditate dalla precedente Taunus:
- 1600: quattro cilindri monoalbero di 1593 cc, alimentazione a un carburatore monocorpo, potenza di 75 cv a 5300 giri/min, velocità massima pari a 165 km/h; un motore tranquillo, adatto al mercato italiano che privilegiava le cilindrate contenute per risparmiare sui costi di gestione.
- 2000: quattro cilindri monoalbero di 1993 cc, alimentazione a un carburatore doppio corpo, potenza di 105 cv a 5200 giri/min, velocità massima pari a 185 km/h; un motore non potentissimo, ma capace di prestazioni brillanti, coadiuvate dall'ottima profilatura areodinamica della carrozzeria.
- 2000 V6: sei cilindri a V monoalbero di 1998 cc, alimentazione a un carburatore doppio corpo, potenza di 90 cv a 5000 giri/min, velocità massima pari a 176 km/h; un motore creato appositamente per il mercato Italiano, che penalizzava con l'IVA al 38 % le auto a benzina con cilindrata superiore ai 2000 cc; la potenza era volutamente contenuta, per privilegiare l'elasticità e la silenziosità di marcia.
- 2300 V6: sei cilindri a V monoalbero di 2294 cc, alimentazione a un carburatore doppio corpo, potenza di 114 cv a 5300 giri/min, velocità massima di oltre 190 km/h; un motore che migliorava le doti di souplesse del 2000 V6 esprimendosi su strada con un comportamento quasi sportivo, ma misconosciuto in italia a causa delle pesanti barriere fiscali che ne impedirono la diffusione.
Esteticamente, per la Ghia era stata studiata una personalizzazione che aveva come scopo quello di distinguerla dalle versioni meno ricche della gamma, oltre a migliorare il già eccellente cx della carrozzeria, pari a 0,34.
Questi gli elementi esclusivi del corpo vettura: calandra a carenatura integrale; gruppi ottici anteriori maggiorati, con proiettori supplementari di profondità integrati, che accoppiati ai fendinebbia inseriti nel paraurti completavano un impianto di illuminazione esterna eccezionale; scudo paraurti con rostri di protezione integrati e feritoia per il raffreddamento del motore; doppi specchi retrovisori esterni con calotte verniciate nello stesso colore della carrozzeria; coppe copriruota areodinamiche integrali con tre feritoie di areazione; antenna per l'autoradio estraibile manualmente; tetto apribile in cristallo temperato a comando manuale, dotato di parasole interno scorrevole.
L'abitacolo, ampio e luminoso grazie alle generose dimensioni delle superfici vetrate, accoglieva i passeggeri in un ambiente moderno e di gusto raffinato, nonostante il livello delle finiture fosse appena discreto, soprattutto per quanto riguardava il massiccio impiego di materiali plastici di qualità corrente.
L'arredamento della Ghia si distingueva da quello della GL per i seguenti particolari: alloggiamento per quattro musicassette sulla console centrale; tunnel centrale tra i sedili anteriori attrezzato con cassetto portaguanti dotato di coperchio appoggiabraccio e accendisigari per i passeggeri posteriori; modanature in simil legno sui pannelli delle portiere; pavimento e bagagliaio rivestiti in velour doppio strato; selleria in velluto fantasia con fasce trasversali su sedute e schienali in colore contrastante.
La dotazione di base, già molto buona, era quella della GL, comprendente: servofreno; cambio a cinque marce; pneumatici 165 SR 13; proiettori allo iodio; luci di retromarcia e retronebbia; cristalli atermici azzurrati; lunotto termico; parabrezza stratificato; bagagliaio illuminato; plafoniere di cortesia per i posti posteriori; predisposizione per l'autoradio con quattro altoparlanti; sedili anteriori con schienali regolabili; sedile anteriore lato guida regolabile in altezza e nel supporto lombare dello schienale; appoggiatesta anteriori imbottiti, regolabili in altezza e in inclinazione; sedile posteriore sdoppiabile asimmetricamente (1/3 - 2/3); appoggiabraccio posteriore centrale estraibile; comandi secondari con illuminazione notturna; contachilometri giornaliero; termometro del liquido di raffreddamento; spia della riserva carburante; contagiri elettronico; quadro strumenti con illuminazione graduabile; cassetto portaoggetti con illuminazione interna e serratura di sicurezza; cinture di sicurezza anteriori automatiche; alzacristalli elettrici anteriori; sistema di climatizzazione Bi-level, con stratificazione della temperatura dell'aria tra la parte superiore e quella inferiore dell'abitacolo, circuiti separati per la ventilazione e il riscaldamento, elettroventilatore a tre velocità; cassetta del pronto soccorso; valigetta 24 ore con attrezzatura per le riparazioni di emergenza.
In aggiunta la Ghia offriva, sempre di serie: pneumatici 185/70 SR 13 (non su 1600); vano motore illuminato; specchi retrovisori esterni regolabili e riscaldabili elettricamente; tergicristalli con intermittenza temporizzabile; portellone con sbloccaggio elettrico dal posto di guida; appoggiatesta posteriori regolabili in altezza e in inclinazione; comando per il bilanciamento del suono in uscita dagli altoparlanti; econometro a due spie per il controllo del consumo di carburante; spia dell'usura pastiglie dei freni; spia del livello del liquido lavavetri; spia del livello olio motore; spia delle cinture di sicurezza non allacciate; check - panel a quattro funzioni: indicatore del corretto funzionamento delle luci esterne, segnalatore di una o più portiere rimaste aperte, segnalatore della presenza di giacchio sull'asfalto, controllo del corretto funzionamento delle spie sulla plancia; orologio analogico e digitale con funzioni di datario, cronometro e allarme - sveglia; plafoniere di cortesia supplementari nei pozzetti poggiapiedi anteriori e posteriori; faretto leggicarte orientabile; specchietto di cortesia illuminato integrato nell'aletta parasole lato passeggero; chiusura centralizzata per le cinque portiere.
Notevole anche la lista degli optional, che permetteva di scegliere tra: alzacristalli elettrici posteriori; antenna per l'autoradio estraibile elettricamente; autoradio elettronica con mangianastri; cambio automatico a tre rapporti; cinture di sicurezza posteriori automatiche; computer di bordo a quattro funzioni: calcolo della velocità media, del consumo istantaneo e medio, dell'autonomia di carburante dalla partenza; impianto lavafari a quattro ugelli; sedili anteriori riscaldabili elettricamente; tergilavalunotto; vernice metallizzata.
Sulle 2.0, 2.0 V6 e 2.3 V6 era ottenibile anche il servosterzo.
La cartella colori per la carrozzeria proponeva un'offerta di undici tinte, quattro pastello (bianco, marrone Rio, rosso cardinale, nero) e sei metallizzate (argento, grigio nembo, oro Champagne, rosso imperiale, verde giada, blu ghiaccio, blu Caspio).
Sul versante dei listini di vendita, la Sierra Ghia offriva un rapporto prezzo - equipaggiamento senza paragoni tra le concorrenti: nell'ottobre del 1982 la 1.6 costava 12.800.000 £, meno dell'Alfa Romeo Giulietta 1300-1600, della Lancia Trevi 1600, della Renault 18 GTS, ma un pò più della Fiat 131 1300-1600 Supermirafiori e dell'Opel Ascona 1.6 S; la 2.0 costava 13.100.000 £, ed era la "2 litri" più economica del mercato, seconda solo alla Fiat 131 2000 Supermirafiori; alle versioni a sei cilindri, i cui prezzi variavano dai 13.400.000 £ della 2.0 ai 15.706 della 2.3, non esistevano alternative più economiche in Italia.

Nel corso del 1984 la 2.3 V6, le cui richieste in Italia erano pari a zero, venne tolta dai listini.
Al salone di Torino del novembre dello stesso anno debuttò la Sierra 1.8, che era disponibile anche in allestimento Ghia: equipaggiata con un quattro cilindri monoalbero di 1796 cc alimentato con un carburatore doppio corpo e sviluppante 90 cv a 5300 giri/min, consentiva prestazioni decisamente più vivaci rispetto alla 1.6 (velocità massima pari a 178 km/h) a fronte di valori di consumo pressochè inalterati, grazie all'adozione di un innovativo sistema di accensione elettronica intergrale con mappa di anticipo programmata in funzione del numero di giri e dell'apertura della farfalla del carburatore.
Contemporaneamente il cambio automatico a tre rapporti fu sostituito, sempre tra gli optional, da un nuovo sistema di trasmissione denominato A4LD (Automatic 4 speed Loock up Overdrive), dotato di tre marce normali più una quarta di riposo e del blocco del convertitore in terza e in quarta per ridurre i consumi.
Era ovviamente disponibile anche sulla nuova 1.8.

Nel 1986 alla 2.0 a carburatore si affiancò la variante alimentata ad iniezione elettronica multipoint, che sviluppava 113 cv a 5500 giri/min: la velocità massima saliva a 190 km/h.
La nuova 2.0 i Ghia era disponibile anche con carrozzeria station wagon, le cui prestazioni erano lievemente inferiori a causa del profilo areodinamico meno favorevole della carrozzeria.
Su quest'ultima era disponibile, tra gli optional, un sofisticato sistema di controllo autolivellante delle sospensioni, utile in caso il bagagliaio fosse stivato con carichi pesanti.

L'anno successivo la Sierra fu sottoposta ad un restyling che diede vita alla seconda serie: contemporaneamente fu presentata la variante a tre volumi, che in poco tempo catalizzò su di sè le preferenze del pubblico, mettendo in ombra la fastback, senz'altro più originale ma forse per questo meno capita.
#10 | Pafer il 11/06/2011 21:09:47
La Sierra 2.0i S, a 5 porte, uscì nel 1985. Nell'anno seguente seguirono le altre varianti (3 porte e Ghia).
#11 | audiclassic il 12/06/2011 07:32:15
Senza dimenticare la rara e particolarissima (anche a livello estetico) XR4i che mi pare sia stata commercializzata già nel 1983 fino al 1985, in occasione del mini-restyling.
#12 | Edsel il 12/06/2011 12:31:47
Ragazzi, io ho trattato solo l'allestimento Ghia.Wink
Certo la Sierra esisteva in molte altre versioni, base, L, GL, S, XR4...
#13 | Pafer il 12/06/2011 13:27:45
Ragazzi, io ho trattato solo l'allestimento Ghia


Azz...se avessi trattato tutta la gamma ci volevano due pagine web PfftPfftPfft
#14 | Edsel il 12/06/2011 15:08:29
Infatti...Pfft
#15 | danguard76 il 12/06/2011 18:09:43
... Certo che la sinteticità non è il tuo forte Smile
#16 | Edsel il 12/06/2011 22:31:25
Se uno vuole la sintesi si legge Wikipedia...
Io ti dico tutto, ma proprio tutto...Wink
#17 | IL BUE il 13/06/2011 22:32:30
Per curiosità, recentemente ho scoperto che a definire il design della Sierra ha contribuito l'autore di futuri orrori: Patrick Le Quement...
#18 | Uno Turbo D il 15/06/2011 16:39:36
La targa nera è così anacronistica rispetto la linea della Sierra...
#19 | Danip il 04/05/2012 15:10:58
Anche di questa ho foto del muso.Wink
i45.tinypic.com/elbe3d.jpg
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