Rarità assoluta!
Le pensavo ormai tutte sparite.
Peccato solo per la botta alla porta anteriore sinistra, ma temo proprio che sia impossibile trovare un ricambio.
Un plauso alla persona che nel 1981 si è comprata nuova una Honda coupè, quando le jap erano ancora misconosciute. E se fosse ancora del primo proprietario, dopo 30 anni, un doppio plauso per la coerenza e la bontà del suo acquisto!
Al tempo le giapponesi, anche e soprattutto per colpa del contingentamento, erano dei veri e propri oggetti misteriosi, e i pochi coraggiosi neofiti dovevano scontrarsi contro la diffidenza e il sarcasmo della gente, e con una rete di assistenza e quindi reperibilità ricambi ancora carente.
Peccato che fossero già molto affidabili, per cui i ricambi servivano meno spesso.
Un mio caro amico ha una Prelude vecchia di 14 anni, coi soli tagliandi ha raggiunto da poco i 220000 km senza mai denunciare difetti o un minimo scricchiolìo.
Poco da dire, auto davvero ben fatte.
Di quest'auto, per la verità piuttosto anonima, mi ha sempre colpito la bassezza del tetto!
I fari posteriori hanno la stessa forma, ribaltata, di quelli della 128 III serie...
La Honda Prelude era una piccola coupè a tre volumi e due porte, lunga 4 m e 9 cm e larga 1 m e 64 cm, praticamente come la Ford Escort.
In Italia era disponibile con un solo motore, un 1600 da 80 cv, per una velocità massima di 162 km/h.
Particolare era la presenza, di serie, di un ampio tetto apribile in cristallo e del tergilunotto, quest'ultimo purtroppo non previsto sugli esemplari importati nel nostro paese.
L'abitacolo, con due posti posteriori di fortuna, si caratterizzava per le finiture semplici ma accurate, secondo la tradizione giapponese.
Elegante l'accordo cromatico tra il tessuto della selleria e la plastica di plancia e pannelli laterali.
Molto razionale la plancia, con i comandi disposti secondo una logica esemplare, illuminati e a portata di mano; eccellente, al solito, l'impianto di climatizzazione, completo di sistema di riciclo dell'aria interna.
Senz'altro originale la disposizione degli strumenti, con il contagiri inscritto nel tachimetro, che anticipava di 30 anni la medesima soluzione attualmente adottata dalla Fiat 500!
La dotazione di serie, piuttosto ricca per il mercato italiano, comprendeva: cambio a 5 marce, tetto apribile in vetro, fari allo iodio con assetto regolabile dal posto guida, luci di retromarcia, vetri atermici, lunotto termico, tergicristalli con temporizzatore, cerchi in lega, cofano bagagli e sportello serbatoio sbloccabili dal posto guida, volante a quattro razze, appoggiatesta anteriori regolabili, sedili anteriori reclinabili, cinture di sicurezza anteriori automatiche e posteriori statiche, console centrale con portaoggetti, accendisigari, contagiri, pannello di controllo elettronico, orologio digitale, bagagliaio illuminato.
Optional: condizionatore d'aria, cambio automatico, autoradio mangianastri, servosterzo, vernice metallizzata.
Sul mercato italiano la Prelude era venduta al prezzo di 9 milioni e 400 milalire (al febbraio '82), per intenderci quanto la Fiat Ritmo 75S o la Ford Escort 1300-1600 Ghia.
In realtà occupava un segmento, quello delle coupè compatte a tre volumi, particolare e poco affollato: le sue concorrenti dirette erano generalmente più grandi e, a parità di contenuti, più costose.
Tra le principali ricordiamo la BMW 315 (75 cv, 9.900.000 £), la Ford Taunus 1600 LS (90 cv, 8.600.000 £), la Lancia Beta Coupè 1300 (84 cv, 10.800.000 £), la Opel Manta 1300 S Berlinetta (75 cv, 9.100.000).
Non amo pubblicare foto non mie ma per questo caso mi sembra doveroso fare un'eccezione.
Ancora in splendida forma, avvistata questa sera da un amico, che ringrazio per le foto.
Ha avuto modo di parlare col proprietario, che gli ha riferito essere un'auto di famiglia da quando era nuova.
Le pensavo ormai tutte sparite.
Peccato solo per la botta alla porta anteriore sinistra, ma temo proprio che sia impossibile trovare un ricambio.