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Lancia Aurelia B20

lanciaaureliaiom20131019.jpg
Anno n.c., targhe nere del 1961 (IOM).

Data: 15/04/2017
Commenti: 9
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Commenti
#1 | time101cv il 20/10/2013 07:46:28
www.targhenere.net/images/media/b202_zps543a0508.jpg
(foto "IOM" )
#2 | Markino il 20/10/2013 11:13:07
Magnifico esemplare di Aurelia B20 6a serie, come suggerisce la presenza dei deflettori, costruita in circa 600 esemplari tra il 1957 e il 1958, anno in cui si concluse il ciclo produttivo di questa straordinaria vettura; il 1961 è certamente l'anno di una successiva reimmatricolazione.
All'epoca l'Aurelia stava perdendo l'impatto dirompente degli esordi, dato che la sua configurazione berlinetta tipo fast-back iniziava ad apparire superata per una vettura di questa categoria: le coupé sportive di razza esibivano una più moderna linea a tre volumi, come testimoniato dalle Alfa 1900 Super Sprint, o dalle Maserati 3500 GT, entrambe opera della Carrozzeria Touring (che invece reinterpretò la coda spiovente sull'altrettanto splendida Aston Martin DB4). Nondimeno, il fascino della sua bellezza, imponenza e proporzione, la costruzione accurata, e le notevoli prestazioni assicurate dal 6V di 2,5 lt., recentemente corretto per migliorarne l'elasticità di marcia, penalizzando in modesta misura le doti velocistiche, ne facevano ancora una vettura eccezionalmente attraente ed esclusiva: la 6a serie, sebbene prodotta per un anno e mezzo e a fine carriera, è una delle serie di maggior successo del modello. L'acquisto di una B20 nuova era senza dubbio indice di notevoli possibilità economiche e di gusti automobilistici raffinati, e a distanza di 55 anni tutto questo si ripropone negli stessi termini.
L'esemplare in foto è reso ancora più desiderabile dalla classica tinta blu Lancia, e dalla delicata scelta di adeguare la fanaleria posteriore al CDS adottando indicatori di direzione poco invasivi, montati sotto il paraurti. La guida è a sinistra, come su buona parte delle ultime B20, che a lungo furono prevalentemente offerte con guida a destra, in coerenza con la tradizione della Casa.
#3 | bob91180 il 20/10/2013 12:05:41
Guida sx e cambio a cloche e' la soluzione che preferisco ...
Forse i cerchi erano in origine avorio , ma a me piacciono di piu' silver come in questo esemplare impeccabile ...
#4 | gian masini il 20/10/2013 13:06:10
Esempio tipico, e a mio avviso il migliore in assoluto, della gran turismo all'italiana. E mi fermo qui per evitare pistolotti sul decadimento, l'abbandono, e il conseguente declino della nostra industria capace di offrire mezzi, con pregi e difetti ovviamente, che dopo oltre mezzo secolo mantengono il fascino delle opere d'arte. Come mi piacerebbe? Forse con guida a destra, ma con cambio a cloche e non al volante. Ogni colore escluso il bianco, interni in pelle o panno Zegna, entrambi hanno il loro profumo.
#5 | IOM il 20/10/2013 18:11:37
la carrozzeria e gli accessori esterni apparivano conservati e con una splendida patina, una vettura davvero affascinante.
ho disprezzato ad alta voce un passante che si é fermato giusto il tempo per dire: "questo é il Jaguar, bellissimo" oltre alla imperdonabile abitudine di rendere chissà perché maschili alcune vetture, tipica di determinate sottoculture mi sono sentito in dovere di difendere una tale regina dell'automobilismo: vedere non riconosciuto lo stemma Lancia e addirittura sentirlo confuso con altro mi ha fatto scattare praticamente...stile cavalleria.
#6 | gian masini il 20/10/2013 20:12:34
"l'automobile è femina" scrisse D'annunzio. Sentenziando senza possibilità d'appello il sesso del nuovo oggetto di desiderio. La parte successiva "......perché della femina ha la grazia, etc" non la ricordo bene. Bene hai fatto a risentirti per chi aveva parlato al maschile di una automobile. Per giunta di nome Aurelia.
#7 | S4 il 20/10/2013 21:48:46
"L’Automobile è femmina. Questa ha la grazia, la snellezza, la vivacità d’una seduttrice; ha, inoltre, una virtù ignota alle donne: la perfetta obbedienza. Ma, per contro, delle donne ha la disinvolta levità nel superare ogni scabrezza.”
La famosa lettera al senatore Giovanni Agnelli, credo negli anni venti, se legge Marco sicuramente si ricorderà la data esatta.
#8 | Markino il 21/10/2013 09:13:54
se legge Marco sicuramente si ricorderà la data esatta

Grazie Vincenzo; quando ho visto la tua nota stavo chiudendo la baracca per risalire a Milano, ma ricordavo l'episodio e l'antefatto. Non arrivo al giorno esatto Pfft ma il noto aneddoto dovrebbe collocarsi nel 1926, in occasione del dono da parte di Giovanni Agnelli di una 509 Spider. La questione del "genere" dell'automobile non era ancora pacifica dopo oltre 30 anni di storia motoristica, perché "automobile" nasceva come aggettivo del termine "vettura" (utilizzato per contraddistinguere carrozze ferroviarie o a cavalli) e non come sostantivo, e aveva già generato diatribe in altri paesi di lingua neolatina, come la Francia, che da tempo l'aveva risolta coniugando il neologismo al femminile.
Mi pare invece, anche ascoltando i racconti di persone anziane, che il termine "macchina", dalle origini latine, venisse invece abitualmente utilizzato fino agli anni '20 con riferimento alle motociclette, e solo in seguito sia entrato nell'uso corrente come sinonimo di veicolo a quattro ruote Smile
#9 | gabford il 21/10/2013 15:23:46
La lettera in questione era datata 18 febbraio.
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