Fiat 508 C
Anno 1938, targhe nere del 1952 (Enea).
Data: 17/11/2013
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La 508 C infatti, pur mantenendo la sigla commerciale della precedente "Balilla", l'auto che aveva dato l'abbrivio al primo vero barlume di motorizzazione diffusa in Italia, nasceva nel 1937 come vettura completamente nuova, ereditando dall'antenata (perché tale ormai sembrava a fronte di una sagoma molto più moderna) soltanto il propulsore "CS" a valvole in testa della Sport, portato a 1,1 lt. e ridotto di qualche cavallo. La carrozzeria recava un disegno - bellissimo - ricalcato sul "family feeling" avviato dalla splendida berlina "6C 1500" del 1935, e adattato l'anno seguente per la "500", impostato secondo criteri vagamente aerodinamici, che trovavano probabilmente una fonte primaria di ispirazione nell'innovativa Chrysler Airflow del 1934. Nuova anche nelle sospensioni, con quelle anteriori di tipo indipendente, la 508 C rappresenta la prima esponente di quella fortunatissima famiglia di vetture FIAT unificate da una cilindrata, appunto "1100", che ha costituito il nerbo della motorizzazione della media e poi della piccola borghesia italiana fino alla "R" del 1966. L'ampliamento della cilindrata e delle dimensioni rispetto alla Balilla, che si riflettevano in un prezzo di vendita ben superiore, intorno alle 20mila lire, fu consentito da un contesto economico relativamente più solido, al quale contribuì la stagione del massimo consenso al Regime dopo l'invasione dell'Etiopia (1935-36), sebbene tutt'intorno, tra guerra di Spagna, "Anschluss" dell'Austria, questione dei Sudeti, ecc., la situazione non fosse affatto tranquilla, e preludesse alla tragedia che sarebbe piombata sull'Europa di lì a poco.
La 508 C rivelò una robustezza e un'affidabilità straordinaria, e tali qualità, dopo le devastazioni e le requisizioni occorse durante il conflitto, che ridussero di molto il parco di 52mila esemplari circa costruiti fino al 1939, furono alla base della quasi totale estinzione delle unità superstiti nel dopoguerra, dato che la maggior parte delle vetture furono impiegate senza risparmio per lavoro, e spesso convertite in camioncino per i piccoli commerci e trasporti con cui sopravvivere nel difficile contesto di allora. Oggi, la 508 C è quindi un'apparizione ben rara e preziosa, sebbene ogni tanto constati con sorpresa l'emergere di qualche nuovo esemplare (ad un raduno di vetture prebelliche tenutosi quest'estate nell'entroterra di Savona ne erano presenti ben tre).