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Maserati Indy

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Anno 1971, targhe nere del 1980 (Alessio3373).

Data: 12/03/2025
Commenti: 12
Visualizzazioni: 2427
Commenti
#1 | Mat75 il 22/02/2014 09:07:17
Bellissima!! Ma i fanalini sono quelli della Giulia??dubbio
#2 | Transaxle73 il 22/02/2014 09:19:23
Esatto, all'epoca capitava di usare i medesimi fanali posteriori in diverse auto. Ad esempio la Lamborghini Countach montava gli stop dell'Alfetta, la De Tomaso Pantera e la Maserati Merak quelli della Berlina 2000.
#3 | Markino il 22/02/2014 10:21:26
Imponente coupé 4 posti realizzata su disegno della Carrozzeria Vignale. Francamente non mi ha mai troppo convinto. Dovendo scegliere una Maserati fine '60-primi '70, opterei senza il minimo dubbio per una fast back ben più caratterizzata e riuscita come la "Ghibli", o per l'elegantissima coupé tre volumi "Mexico".
Nel corso della sua vita commerciale, compresa tra il 1969 e il 1975, la Indy è stata offerta con propulsori di cilindrata 4,2, 4,7 e 4,9 lt. In mancanza di indicazioni sulla coda, l'esemplare postato potrebbe essere equipaggiato con la motorizzazione "inferiore".
Per quanto ho visto in giro, le unità sopravvissute sono spesso dotate di verniciatura metallizzata (es. azzurro, blu pervinca, verde scuro, argento), che rende più apprezzabile la linea massiccia e spigolosa.
Le quotazioni sono tuttora piuttosto modeste in rapporto al tipo di vettura - che era pur sempre una supercar dell'epoca, prodotta in circa un migliaio di pezzi - e al prestigio del marchio Maserati.
#4 | PrinceMax il 22/02/2014 14:47:51
Oggi si tratta di un avvistamento straordinario, per rarità e "blasone" del marchio cui appartiene questo modello: quasi incredibile vedersela tranquillamente parcheggiata per strada. Ma ad opinione personale non mi hai mai entusiasmato, forse perché in generale non ho mai digerito le auto sportive con impostazione fastback, a partire dalla Lamborghini Espada.
Fra le Maserati coeve, è indubbiamente quella che mi piace di meno. Mille volte più armoniosa ed affascinante la Ghibli, come giustamente ricordava Marco; autovettura che, tuttavia, spunta oggi quotazioni proibitive, a differenza della Indy. Wink
#5 | Markino il 22/02/2014 15:05:53
Le quotazioni delle Ghibli sono certamente superiori a quelle delle Indy, ma, spider a parte, sono tutt'altro che stratosferiche.
Eppure, osservando con attenzione qualche Ghibli in condizioni ottimali (a Padova ne veniva spesso esposto uno strepitoso esemplare azzurro metallizzato del 1971, targato PE 9, mentre ultimamente se ne nota spesso una gialla targata MO), non è affatto scontato preferirle la coeva Ferrari 365 Daytona, che alle aste internazionali viene battuta a quotazioni enormemente più elevate.
#6 | PrinceMax il 22/02/2014 15:12:22
Le quotazioni delle Ghibli sono certamente superiori a quelle delle Indy, ma, spider a parte, sono tutt'altro che stratosferiche.

Sì, effettivamente questo è vero: le quotazioni sono alte in rapporto alla Indy ma non in assoluto, grazie per averlo specificato. Smile
Hihi ogni volta che penso alla Ghibli non può che venirmi alla mente l'esilarante scena del film "Il secondo tragico Fantozzi", dove lo sventurato ragioniere viene inseguito dal "ferocissimo Ivan il Terribile 32esimo" proprio mentre è alla guida di una splendida Ghibli coupé. Grin
#7 | gabford il 22/02/2014 17:30:03
Molto bella. Credo di averne intravista una, grigio argento, proprio l'altro giorno, nel cortile di un'officina.
#8 | Total III il 22/02/2014 18:15:47
Se fosse ancora fra noi, il commendator Ferrari se la riderebbe nel vedere la differenza di quotazione con le Maserati. La verità è che per varie ragioni il tridente, seppur non esattamente sprovvisto di blasone, non gode certo del fascino del cavallino: di certo non ha giovato il ritiro dalle corse, né tantomeno la lunga e sciagurata gestione De Tomaso.
Questo permette di poter aspirare a vetture meravigliose (una per tutti: la stupenda Bora!) a prezzi umani. Il che non è neppure male, dal punto di vista di chi compra. Smile
#9 | bayerische il 22/02/2014 19:47:29
Beh De Tomaso non fu uno stinco di santo e fece anche diversi errori ma permise la sopravvivenza della Maserati e comunque generò modelli assolutamente non disprezzabili idem per Moto Guzzi.Forse più dissennata fu la breve gestione Citroen che prese Maserati con ancora il suo blasone intatto e la portò alla liquidazione in pochissimi anni
#10 | Total III il 23/02/2014 18:10:05
Di certo quello Citroen non fu un periodo felice, e in molti scordano che la stessa casa francese, in forte crisi, era passata nelle mani della Peugeot. Con la crisi petrolifera che aveva fatto crollare quasi a zero le vendite delle granturismo, la Maserati era diventato un fardello di cui liberarsi.
Ma prima che gli arabi chiudessero il rubinetto, la casa del tridente aveva dimostrato una vitalità formidabile, grazie al talento dell'ingegner Alfieri. Oltre alla già citata e superba Bora, furono lanciate la stupenda e sfortunata Khamsin, e la Merak (ricavata praticamente unendo Bora ed SM, e ne venne comunque fuori una gran macchina).
Il periodo De Tomaso fu caratterizzato invece dal continuo restyling di un unico modello, cosa che avvenne in modo quasi speculare per la Innocenti. Senza dimenticare i numerosissimi problemi di affidabilità e componentistica, assolutamente intollerabili, che afflissero le Biturbo, anche considerando che gli edonistici anni ottanta furono tutt'altro che ostili al mercato delle sportive. Fare di più era quindi lecito se non doveroso...
#11 | Strabuzov il 12/03/2025 21:24:34
Risulta radiata, era del 1971.
#12 | prof il 12/03/2025 23:32:13
Certamente esportata.
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