Pregevole esemplare di inizio serie con cruscotto incassato, da restauro piuttosto impegnativo. Chissà da quanto tempo è confinato in quell'angolo, considerato che ha probabilmente tutte e quattro le gomme a terra.
La stagione economica assai depressa, con la gran parte degli italiani alle prese con ben altre preoccupazioni che scovare auto da ripristinare, specie nella Sardegna dai molti disagi sociali, l'orientamento dei collezionisti stranieri per esemplari impeccabili, specialmente in questo ambito di vetture per comuni mortali, e la buona disponibilità di GT 1300 Junior già in condizioni decorose - anche se, nello specifico, la prima serie è molto più difficile da reperire rispetto alla versioni successive - rendono poco probabile la sopravvivenza di questo esemplare nella sua integrità. Se non sarà rimosso prima, potrebbe venire utile come donatore di organi per unità più fortunate.
All'avvistatore l'onere di tenere monitorata la situazione.
E pensare che, rimessa a nuovo nel suo bel biancospino tirato a specchio, e con cerchi e coppe d'origine, sarebbe una meraviglia...
Difficile fare valutazioni simili senza aver esaminato la meccanica, ma prendendo per buone le cifre che indichi, ed aggiungendovi l'eventuale acquisto della vettura così come si trova, l'operazione potrebbe anche essere economicamente sensata, se è vero che per esemplari perfetti della prima serie le transazioni con acquirenti stranieri - ahimé - stanno veleggiando verso i 30k €...
Scena vista non so quante volte. Un'auto bisognosa di restauro profondo, un proprietario che rifiuta ogni offerta - o chiede cifre fuori dal mondo - senza mezzi, o tempo, o voglia di rimetterla in strada, e nel frattempo la ruggine banchetta allegramente.
Considerando i prezzi incredibili di certa componentistica interna ed esterna, nonché dei vari lamierati della GT (su cui è in atto da anni una vera e propria speculazione) non è difficile raggiungere e superare i 15.000. Sarebbe bello averne le possibilità...
Certo come restauro è davvero impegnativo e non credo che ci possa essere qualcuno che è disposto a spendere oltre 15.000 euro per rimetterla come nuova.
Certo se c'avessi le possibilità economiche per ripristinarla li spenderei pure 17-18 mila euro per il restauro, ma non ne ho neanche un unghia di tutti quei soldi al momento.
Ad ogni modo è un peccato lasciare a marcire un esemplare così pregiato e di così alto valore commerciale.
Le GT, specie le scalino e le GTV ormai sono divenute costosissime.
Mi dispiace molto che la vettura sia ridotta in quello stato, come mi dispiace ancor di più apprendere che il proprietario non meriti assolutamente questa fantastica vettura, almeno a giudicare da come si comporta.
Sarebbe cosa buona e giusta non dico regalarla, ma affidarla ad un prezzo simbolico nelle mani di un appassionato che si cimenti nell'impegnativo ripristino.
La vettura non è assolutamente in vendita, la terranno lì a marcire e poi la demoliranno
Come spesso capita a belle auto finite in mano a persone "particolari": so per certo di una bellissima BMW E12, molto probabilmente a 6 cilindri, che vive lo stesso destino di questa GT Junior, non la posso nemmeno fotografare perchè è in garage e si vede solo parte del frontale quando i proprietari aprono una delle finestre del garage.
Un vero delitto, anche solo per i rari cerchi in lega: erano quelli che l'Alfa Romeo offriva come optional a pagamento per le versioni GT e Spider della 1750.
Oggi ho letto gli annunci di vendita di una rivista tedesca: per una GT Junior scalino chiedono 26.500 euro; per una 1750 GTV I serie addirittura 44.950 euro!
E' una escalation alla quale non sono estranei fattori, diciamo così, logistico-distributivi.
Si tratta spesso, infatti, di esemplari acquistati in Italia già a prezzi "esteri", ossia con quotazioni superiori a quelle più "umane" in corso sino ad alcuni anni fa, poiché i venditori marciano sull'appetibilità di queste vetture presso gli appassionati stranieri. Gli acquisti sono effettuati in buona parte da commercianti che provvedono al trasporto, al rimessaggio e alle operazioni di messa su strada in Germania, Olanda, ecc. Aggiungendo ai costi vivi la remunerazione del loro "disturbo", si arriva a prezzi simili a quelli menzionati, oramai irraggiungibili per molti appassionati italiani, spesso alle prese con problemi più seri, ma non per i molti estimatori locali, che, sotto il profilo economico e di "sistema-paese", se la passano decisamente meglio.
Un iter non dissimile credo valga anche per esemplari scambiati tra altri Stati, dato che le Alfa Romeo raccolgono un consenso che le fa muovere su scala internazionale. Tali prezzi finiscono inevitabilmente per diventare il nuovo riferimento per tutto il mercato