Anche il frontale è stato orrendamente mutilato ed aggiornato. Montanti anteriori, ma non solo quelli, divorati dalla ruggine e coperti da carta stagnola....chissà poi perché. Interni disastrati con assenza del sedile posteriore. Una nota positiva giunge dalla meccanica: il rombo ovattato ed omogeneo fa presumere che, almeno su questo versante, sia in buono stato.
Può darsi che siano della stessa persona e in attesa di un qualche posto dove preservarle per potergli finalmente fare un restauro a tutte e tre.
L'emergenza abitativa non concerne solo le periferie delle metropoli nostrane, ma anche le nostre amate vecchiette.
Se vi dico quanto vanno trovando qui a Foggia per un box di 80 mq, nessuno mi crederà, ovviamente parlo di affitto.
Comunque nessuna delle tre mi sembra in condizioni chissà che disperate.
Spiace vederla così trascurata e pasticciata; in sé sarebbe un'ottima vettura, tanto più con questa motorizzazione.
Forse perché non troppo anziana, forse perché offuscata dal fascino indubbiamente superiore del rigoglioso filone avviato con la Giulia Sprint GT di Bertone del 1963, le Alfetta GT/GTV stentano tuttora a trovare un'adeguata collocazione nell'universo degli appassionati, e vederne qualcuna alle varie manifestazioni, anche quelle più strutturate, è ancora assai raro (una lodevole eccezione è stata l'ultima edizione di Autoclassica, dove erano allineate le varie versioni succedutesi nel tempo, dalla capostipite GT 1,8 lt. sino alla 6V 2,5 lt, passando anche per una rarissima Turbodelta del '79). Nonostante tale quadro, il parco sopravvissuto sembra discretamente numeroso, anche se gli esemplari conservati con cura non sono molti, mentre una buona porzione soffre tuttora del solito destino di vettura da "sottobosco sociale" che ha penalizzato, da auto usata, gran parte delle Alfa Romeo.
(foto "Faby e Francy 4ever" )