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Fiat 508 CS Balilla Spider Sport

fiat508balillasportsvalvolato20150827.jpg
Anno 1935, targhe nere del 1965 (svalvolatogiallorosso).

Data: 27/08/2015
Commenti: 5
Visualizzazioni: 1563
Commenti
#1 | time101cv il 27/08/2015 08:34:04
www.targhenere.net/images/002/img_20150726_145331_zpsipfs1j6t.jpg

www.targhenere.net/images/002/260720152841-001_zpst9w60hzf.jpg
(foto "svalvolatogiallorosso" )
#2 | Themarcello il 27/08/2015 08:57:03
Inusuale e affascinante questo trasporto sposa...
Bellissimo l'accenno di pinna aerodinamica sul baule!
#3 | peppecantarella il 28/08/2015 07:39:08
Grande vettura ... come avranno fatto gli sposi? a meno che non fosse uno dei coniugi a guidarla ROTFL
#4 | svalvolatogiallorosso il 28/08/2015 10:41:31
In effetti e' stato proprio cosi'claps
La stessa usanza l' ho vista anche con le 2ruote
#5 | Markino il 31/08/2015 01:06:54
Per prima cosa, considerata la ritargatura in tempi non certo sospetti, quando questa vettura ancora "veniva via" con pochi soldi, ritengo si tratti di un esemplare originale. Constatazione non secondaria, vista la non trascurabile possibilità di imbattersi in un falso per quella che, oggi, è sicuramente una delle FIAT più quotate. Verisimile anche la verniciatura bicolore, rosso corsa per il corpo vettura e rosso scuro per il bordo superiore delle portiere e il cofano.
Gli ampi parafanghi tradizionali contraddistinguono la versione nota come "Coppa d'Oro", e la distinguono dalla "Mille Miglia", equipaggiata con esili parafanghi motociclistici. Questo esemplare, a me ancora sconosciuto, essendo del 1935 appartiene già alla serie con 4 marce e brillante propulsore tipo "CS" con distribuzione a valvole in testa e 36 CV, capace di trasformare la vetturetta torinese destinata alla media e piccola borghesia in un'agile e veloce (per gli standard dell'epoca) sportiva di un litro pronta per le competizioni, magari previa ulteriore elaborazione SIATA.
Cofano e coda aerodinamica sono realizzati in alluminio; la linea dovrebbe essere stata definita - nel 1933 - con la consulenza di quel genio del design che rispondeva al nome di Mario Revelli di Beaumont Smile
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