Emigrata tempo fa nel profondo sud Italia: al nord sarebbe probabilmente stata pressata da anni.
Sfoggiava l'adesivo di un club locale di auto d'epoca: un buon segno.
Fede, è quasi tutta giusta. E anche molto bella nella sua basica semplicità. Di sbagliato noto lo stemma Talbot sulla mascherina. Nel 1979 c'era ancora quel mix di targhette "Simca" sul posteriore, "Talbot" nell'angolo destro del cofano motore (che qui manca) e lo stemmino della Chrysler sulla mascherina.
Mi è sempre piaciuta molto questa compatta dell'ormai defunto da decenni marchio Simca-Talbot, che se non erro divenne auto dell'anno 1979.
Autovettura dalla linea semplice ma molto armonica e gradevole, oltre che molto pratica e spaziosa ebbe un notevole successo anche qui in Italia, al punto che nonostante sia stata vittima di ecoincentivi e rottamazioni selvagge, ce ne sono ancora in giro in quantità tutto sommato discrete.
Molto ben conservato questo esemplare bianco e sono contento che sia sopravvissuta e che abbia avuto una seconda vita in tutt'altra zona rispetto alla targa.
Bella la Simca Horizon; pare robusta ed affidabile. Ne possedeva una bianca tale e quale il pasticcere che aveva il laboratorio sotto casa di mia nonna (Targa "CO 53" del 1978).
Poveretta, almeno l'ho beccata prima che facesse questa fine "circense"..
Era in vendita da tempo, per cui presumo che sia passata di mano (sbagliata).
Aggiungo anche che la pochezza di questi soggetti è tale da non sapere nemmeno che questa è ancora marchiata Chrysler - Simca, e non Talbot.. Penso non ci sia altro da dire.
Da una parte, è stata salvata da una probabile rottamazione, il rovescio della medaglia è che probabilmente ci andrà lo stesso. Con le modifiche, gomme così larghe.. assai alto il rischio di prendere qualche legnata. Scellerata la scelta di fare una 'replica' della sunbeam lotus oppure, da quel che sembra, farla tipo da gara. Si denota quasi sempre, da parte di questi fantomatici personaggi, una mancanza di rispetto e cultura automobilistica verso l'auto d'epoca
Non mi stupisce la cosa. Hanno voluto creare un giocattolo che adesso non gli interessa più, e quindi lo vendono. Anzi, non lo venderanno mai vista la cifra e le modifiche scellerate
E' incredibile come questi soggetti siano sempre accumunati da ottime disponibilità finanziarie ed il Q.I. di un sasso.
L'unica nota positiva è che, quasi sempre, non recuperano la somma investita per i loro capolavori.
A meno che non trovino un loro simile!
Non so che senso abbia avuto una cosa del genere, ma comunque il proprietario può dormire sonni tranquilli. Già la Horizon non ha molto "appeal" come auto storica, in più conciata in quel modo penso che neanche all'estero la vogliano...
Quello che l'ha trasformata ha avuto una fortuna pazzesca a riuscire a venderla, chi l'ha comprata, al contrario, non ha fatto un gran affare, soprattutto se adesso pensa di rivenderla...
Dovrebbe essere la stessa che, lo scorso luglio, è stata orgogliosamente esposta al raduno domenicale di Piazza Affari, nel centro di Milano; la personalizzazione, sebbene per nulla in sintonia con l'indole non certo sportiva del modello, tutto sommato non mi era dispiaciuta, anche perché realizzata in modo accurato.
Come troppo spesso accade, l'entusiasmo per il "giocattolo" è stato effimero; in tali casi, a rimetterci, principalmente, sono le auto stesse vittime di manipolazione, che ben difficilmente vengono riportate allo status quo ante; questo, anzi, può essere lo step decisivo per una futura demolizione.
Come troppo spesso accade, l'entusiasmo per il "giocattolo" è stato effimero
E infatti è proprio così che viene definita nell'annuncio, c'è proprio scritto "devo mettere in vendita il mio giocattolo". Stanto a quanto scritto nell'annuncio, è per problemi fisici che non gli permettono di guidare un'auto senza servosterzo.