La mitica Safari, rara versione speciale "crepuscolare" della gloriosa coupé di Chivasso. Molto spartana, con rivestimenti in tessuto tipo jeans e con una placchetta commemorativa numerata al posto dell'orologio. Di serie i cerchi erano verniciati di nero, particolare che in un certo modo anticipava le tendenze future, ma che in tutta verità non ho mai digerito.
Circa 900 esemplari costruiti tra il 1975 e il 1976, tutti - mi pare - rifiniti in giallo Maya.
Mi ha sempre attirato, e, se dovessi valutare l'acquisto di una Fulvia Coupé, e - incredibilmente - mi imbattessi in un esemplare del genere, potrei persino dimenticare la mia netta preferenza per le "leva lunga" pre-'70.
Avvistamento di notevole livello.
L'introvabile Safari che sfoggia la sua tinta più fulgida, stupenda. In realtà fu disponibile anche in verde Cascine, blu Agnano, rosso York e Corsa, e persino nell'illogico marrone.
Presentata alla fine del 1974 al salone di Torino in livrea gialla (per ricordare le piste africane, da cui il nome) ma con allestimenti semplificati per contenere il prezzo - sempre elevato - e anche per renderla più giovanile e sportiva. In compenso c'era la possibilità di arricchire la dotazione attingendo dalla folta (per l'epoca) lista degli optional: disponibili paraurti (per accontentare Alessandro), orologio al quarzo, accensione elettronica, poggiatesta, ruote in lega... e persino la verniciatura metallizzata.
L'esemplare fotografato presenta le solite sviste a cui si aggiungono il posizionamento casuale degli adesivi e della targa anteriore; forse il proprietario non sa quanto sia rara, e con le quotazioni vicine alla più inflazionata Montecarlo.
I pochi esemplari visti in questi anni erano o rossi o gialli, tanto che credevo fossero le uniche due tinte disponibili. Mai vista dal vivo, almeno a quanto ricordi: ne venni a conoscenza grazie ad un vecchio dossier Ruoteclassiche (1996, se non ricordo male) in cui si poneva l'accento sulla abbordabile quotazione (cinque milioni delle vecchie lire, qualcosina in più per la Montecarlo che poteva arrivare a sei) ma anche sulla poca appetibilità di una versione non molto indovinata a causa dell'eccessiva spartanità dell'allestimento.
Come al solito il tempo è galantuomo. Io, comunque, confesso che all'epoca l'avrei presa volentieri.
A me la Fulvia senza paraurti piace un sacco...bella "ignorante"
Questa poi me la prenderei di corsa, versione rara e in una tinta dedicata. Ma che quotazioni possono avere attualmente queste serie speciali?
mi aggiungo alla lista di quelli a cui la Fulvia piace SENZA paraurti. In particolare le 2s (mentre le 1s hanno un fascino tutto loro anche grazie proprio alla forma a diedro e pulizia dei paraurti).
Questa poi essendo una rara Safari usciva di serie Senza per cui ancora piu logico non li abbia. Non piacciono i cerchi neri ma erano cosi. Il prezzo, se sana, è anche corretto.
Assurdo (e brutto) il posizionamento dell'adesivo Safari li in mezzo al cofano... ma ci vuole tanto a cercare le foto originali e metterlo dove deve stare?