Incredibile. Se l'adesivo ovale fosse stato applicato al centro del portellone, questo esemplare sarebbe il gemello sputato della 127 di mio nonno, posseduta fra il 1977 e il 1992.
Oltre ovviamente la targa, l'unico particolare differente è la presenza del tappino nero per l'alloggiamento del tergilunotto, non ancora previsto nel 1977.
Tuffo al cuore? Abbastanza.
Total, hai dato l'ennesima dimostrazione di come una vettura storica un tempo ordinaria e oggi di basso valore economica possa far scendere una lacrimuccia a più di qualcuno.
Identica a quella che aveva il nonno di un mio amico di infanzia, peraltro era anche dello stesso anno(targa FG 21****). Fu rottamata nel 1995 per una Fiat Punto 6 Speed grigio chiaro.
Ecco una raro cammeo della 127 di mio nonno (con immancabile portapacchi, poi sostituito da due barre portatutto provenienti dalla Ritmo di mio padre).
Primavera 1985. Io sono quello a destra....
Una valanga di ricordi. Oltretutto il vecchio mi ci accompagnava quotidianamente a scuola, prima che mia madre decidesse di prendere la patente. Quindi ricordo ancora ogni centimetro quadrato di quell'auto.....
Io invece con una simile ci ho sostenuto l'esame da privatista per la patente (1987) ,e con la stessa ricordo che qualche anno prima ci entrammo in 8 e andammo a cena a una ventina di chilometri di distanza.
A qualcuno che si presento' all'appuntamento in ritardo (io,come ero solito) tocco' il posto nel cofano : (ovviamente senza il pannello cappelliera)
Anche mio nonno ne aveva una,stesso anno in livrea blu scuro,lo accompagnavo a fare acquisti per la sua bottega di vendita/riparazione cicli. Forse complice il suo basso livello uditivo le marce venivano tirate abbondantemente oltre il regime di coppia massima in cui e' consigliato cambiare...
Da quando ho la 127 ne ho sentite decine di racconti come i vostri (e anche i miei) carichi di affetto in ricordo di episodi legati prevalentemente alla propria famiglia, alla quotidianità, alle amicizie... É uno degli aspetti piacevoli del possedere quella che é stata una delle auto più vendute in Italia.
Pensa che in famiglia, oltre a quella di mio nonno, ce n'erano altre due, entrambe della seconda serie: una 900/C rosso mattone di mio zio Augusto, sostituita nel 1986 per una fiammante Supercinque TC, e una 900/L blu notte di mio zio Mario, che diede il testimone nel 1990 ad una Uno Trend che fu demolita nel 2005 con quasi 300.000 km all'attivo e ancora perfettamente viaggiante.
In ogni caso, per un lungo periodo la 127 è stata "la" macchina per antonomasia, l'imprescindibile prima scelta di tantissimi ed un usato sicuro da comprare di seconda o terza mano: i pezzi non costavano niente, tutti ci sapevano mettere le mani.... e così fino a non molto tempo fa era impossibile incontrare essere vivente che non avesse poggiato le chiappe su un sedile (spesso rivestito di rovente skai) di una 127.
Personalmente, oltre alle tre di famiglia, ricordo di aver viaggiato su almeno altri due esemplari: la 1050 CL quattro porte del carrozziere mio vicino di casa, che prestò a mia madre per accompagnarmi a scuola quando la sua A112 rimase a secco (arrivai comunque in vergognoso ritardo) e una 900 L blu della mia insegnante di catechismo, che guidava a velocità spaventosa. Lei mi disse di aver montato il motore Abarth, ma probabilmente mi prendeva per i fondelli.
Io mi ricordo negli anni 80 nel paese di campagna dei miei genitori nel basso Piemonte quante persone (parenti e non) avevano la 127 seconda serie dalla L alla super passando per le C e CL ,il parroco aveva la special dell'81 bianca tre porte ....
Scusa Total ma 1050 CL a quattro porte!????
Io mi ricordo negli anni 80 nel paese di campagna dei miei genitori nel basso Piemonte quante persone [...] avevano la 127 seconda serie [...] , il parroco aveva la special dell'81 ....
Si parla probabilmente dell'alessandrino, e la mia esperienza - in quel Monferrato terra dei nonni materni che, salendo oltre Ovada, guarda verso Acqui - è identica; il modello, al di là delle versioni, era molto diffuso, e quasi tutti gli esemplari, curiosamente, si spartivano solo un paio di colori, rosso ossido o verde brillante; lo stesso prete del paese ne possedeva una (verde).
Posso dire sostanzialmente la stessa cosa per quanto riguarda il Monferrato casalese, le 127 seconda serie erano quasi sempre rosso ossido, lo chiamavamo "color mattone"; le altre tinte, alcune veramente belle, non erano particolarmente diffuse.
Oltre ovviamente la targa, l'unico particolare differente è la presenza del tappino nero per l'alloggiamento del tergilunotto, non ancora previsto nel 1977.
Tuffo al cuore? Abbastanza.