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Fiat 508 Balilla 4 marce

fiat508balillagabford20170813.jpg
Anno 1935, targhe nere del 1951 (gabford).

Data: 13/08/2017
Commenti: 2
Visualizzazioni: 1099
Commenti
#1 | Mc 127 il 14/08/2017 11:29:39
Gli scatti dinamici di modelli anteguerra hanno un gusto particolare: nella fattispecie, fosse stato uno sterrato, sarebbe stata una foto d'epoca in piena regola.
#2 | Markino il 16/08/2017 22:58:48
Bellissima "4 marce", direi a due portiere (data l'assenza, se non vedo male, di cerniere esterne in coda), con seducente targa a 4 cifre, ancorché ben successiva all'epoca di costruzione della vettura.
A tale proposito, e prescindendo dalla storia di questo esemplare, che potrebbe essere del tutto diversa, va detto che, per quanto possa sembrare strano, nei primi anni '50 la "508", seppur palesemente obsoleta, era ancora discretamente ricercata come vettura per uso quotidiano. Nonostante le tragiche vicissitudini del periodo 1940-'45 avessero fortemente ridotto il parco di quella che, per buona parte degli anni '30, era stata la più diffusa vettura italiana, nel dopoguerra le "Balilla" superstiti rappresentavano una soluzione economica e pratica per il trasporto privato (di persone nonché di merci, come testimoniarono le molte unità convertite a camioncino), in un contesto talmente irto di difficoltà e carente di risorse che l'imperativo di una vettura sufficientemente al passo coi tempi era lontanissimo dalla mente di gran parte degli (sparuti) automobilisti, eccezion fatta per quelli realmente facoltosi, e il possesso di una qualsiasi quattro ruote, purché marciante senza troppe incertezze, era già vissuto come un segno di riscatto o di recupero di status, dopo anni di forti e drammatici sconvolgimenti. Poi sarebbe arrivato l'impetuoso ed effimero boom economico, con tutte le sue storture, e le "Balilla", con le altre auto "vecchie", sarebbero state per lo più abbandonate da un popolo che si sentiva proiettato nella modernità, e voleva lasciarsi alle spalle anni di ristrettezze e privazioni. Più o meno negli stessi anni, un manipolo di appassionati sognatori avrebbe iniziato a raccogliere in giro per l'Italia (ed anche all'estero) il poco rimasto, ponendo le basi per il collezionismo di vetture storiche.
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