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Siata Daina Gran Sport Farina

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Anno 1952, targhe nere del 1960 (bob91180).

Data: 27/08/2017
Commenti: 9
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Commenti
#1 | time101cv il 26/08/2017 09:57:53
www.targhenere.net/images/006/siata_3_zpswtixs85p.jpg

www.targhenere.net/images/006/siata_2_zpsadyk81gr.jpg

www.targhenere.net/images/006/siata_5_zpsqnzf084v.jpg

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(foto "bob91180" )
#2 | Alfa33 il 26/08/2017 10:10:31
Molto pregiata, complimenti per l'avvistamento.
#3 | atae21 il 26/08/2017 10:11:13
Mah....a me questi spider anni 60 (questa addirittura anni 50) sembrano tutti molto simili! Frown Assoluta rarità ma non mi affascina più di tanto.
#4 | Markino il 26/08/2017 11:07:11
Esemplare meraviglioso e piuttosto noto - l'anno è il 1952 - di un modello di eccezionale valore estetico e meccanico, ottenuto partendo da una berlina borghese e dalle prestazioni modeste come la FIAT "1400": uno tra i più fulgidi esempi di fuoriserie all'italiana di cui è disseminato il decennio '50, testimonianza di un estro e di un "saper fare" artigiano, e di un gusto impareggiabile per il bello che affascinavano il mondo già allora (la "Daina", ad esempio, ebbe grande risonanza negli Stati Uniti, dove oggi ne vengono collezionate alcune), caratteri che oggi sono alla base delle quotazioni ragguardevoli ottenute da ogni esemplare battuto ad un'asta, conteso da collezionisti di ogni continente non certo senza ragione.
La SIATA lavorava tipicamente su meccanica FIAT, e dovette compiere numerosi interventi per dare un temperamento da granturismo ad un propulsore che non riusciva a spingere la "1400", pesante e non certo orientata ad una clientela con velleità sportive (anche se alcune, preparate, gareggiarono ugualmente, pure nella Mille Miglia, tra le quali una tuttora esistente, anch'essa con targa quadra MO a 5 cifre) oltre i 120-125 km/h. Questo prodigio, dietro al quale stava la grande esperienza dell'elaboratore torinese, attivo dal 1926 (SIATA è acronimo di Società Italiana Applicazioni Tecniche Auto Aviatorie), si univa ad una carrozzeria dal disegno molto armonioso e filante, con un frontale simile ad una scultura, realizzata spesso con parti in alluminio; le Spider furono ideate ed assemblate in Corso Tortona dalla Stabilimenti G. Farina (fratello maggiore di "Pinin" ) fino alla chiusura, avvenuta nel 1953, mentre Bertone mise mano alle Coupé, delle quali, almeno sino a poco tempo fa, esisteva in Italia un esemplare galattico e notissimo del 1952, blu metallizzato con padiglione bianco, targato VI 2.
Questo esemplare, rarissimo con targa quadrata, rappresenta al meglio ciò che considero nel modo più compiuto "auto d'epoca", sia per l'alto valore simbolico di cui sopra ho cercato di fornire le coordinate essenziali, evocativo di un'Italia risorta dalle macerie e dalle potenzialità straordinarie, poi miseramente dissolte (con punto di non ritorno, a mio giudizio, nel 1964, con la cessione della Divisione Elettronica della Olivetti alla General Electric da parte di uno scriteriato "Gruppo di Intervento", inclusivo della stessa FIAT), sia per la sua naturale conformità ai miei gusti estetici, molto incilini - contrariamente ai più su queste pagine - a vetture mai viste per strada Smile
#5 | Frabo187 il 26/08/2017 12:08:11
Innanzitutto ringrazio Markino per gli esaustivi commenti che spesso pubblica, se non fosse per lui molte informazioni ed aneddoti non saprei dove trovarli. Pfft
Per quanto riguarda il modello, ritengo che colore e targa le conferiscano un aspetto "sportiveggiante".
Immagino il sussulto che ha avuto Bob nel trovarsi davanti un gioiello del genere in quello che mi pare il parcheggio di un centro commerciale.
#6 | atae21 il 26/08/2017 15:35:45
Questo esemplare, rarissimo con targa quadrata, rappresenta al meglio ciò che considero nel modo più compiuto "auto d'epoca",

Praticamente la stessa enfasi che ho espresso io:

sembrano tutti molto simili! Assoluta rarità ma non mi affascina più di tanto.

Pfft Scherzi a parte, anche io ringrazio Marco per la sua conoscenza che ci mette a disposizione di questo mondo delle "vere auto d'epoca" rispetto al mio, molto meno "d'epoca" e blasonato. E meno male che c'è il cultore di queste opere artigianali così come c'è quello dell'automobile semplice, una volta diffusa, intesa come mezzo di trasporto. E' bello vedere che tutto affascina, seppur persone diverse ma in fin dei conti con la stessa "malattia". Smileevvai
#7 | Mc 127 il 26/08/2017 22:23:56
Già prima di leggere ciò che ha scritto Markino avrei commentato che, però, questa signorina qui mi piace proprio tanto, ben più rispetto alla media delle tutte uguali. Dopo aver letto il suo sempre prezioso contributo, la trovo addirittura esaltante: l'entusiasmo é contagioso (e certe meraviglie italiane sono uniche).
#8 | free_runner il 28/08/2017 03:06:47
Mi piace il look 'senza paraurti' molto pulito, e soprattutto l'abitacolo arretrato conferisce dinamismo alla linea. Immagino che nella Fiat 1400 i passeggeri posteriori si trovino nello stesso punto di chi guida questa spider.
Quindi una trasformazione profonda e credo impensabile da proporre su un telaio d'oggi, mentre i carrozzieri dell'epoca avevano molte più' possibilità di dare spazio alla loro fantasianerd
#9 | bob91180 il 29/08/2017 00:48:39
Be' queste si possono ammirare alla MM ed al GPN ... in un centro commerciale e' stato un caso irripetibile ...
Si , strepitosa anche quella blu pervinca con hard top fisso bianco che si vede spesso alla MM ...
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