Gioiello. Forse la DS più vecchia del sito, per di più con una targa originale da svenimento.
Complimenti e a chi la possiede e la cura e ad Alfa33 che ce la fa ammirare!
Scusate mi dite in cosa consiste la differenza di nome tra ID e DS? Io pensavo che le più anziane fossero sempre "ID" poi rinominate "DS" ma ho capito che non è così. Forse dipende dagli allestimenti?
Per semplificare, la ID è nata come versione "economica" della DS, con allestimenti meno ricchi e soprattutto con una parte meccanica/idraulica priva di alcuni elementi di servoassistenza (sterzo, cambio)
Quoto Cesco!
Mi ha sempre colpito la differenza d'espressione che assume il frontale a seconda che siano o meno presenti i fari tondi.
Essi donano al frontale un'espressione quasi da pesce del cartone animato, mentre la semplice adozione dei fari ampliati delle serie successive fa immediatamente somigliare lo stesso frontale al muso di uno squalo!
Questa spettacolare "monofaro" è una delle più anziane superstiti tra le poche consegnate nel nostro territorio sino ai primi anni '60, quando le vendite iniziarono a crescere grazie anche alla caduta dei dazi doganali, per poi assumere una dinamica vigorosa dalla fine del decennio, e per tutta la prima metà degli anni '70. Soprattutto all'inizio, per il nostro mercato era un'auto riservata a soggetti facoltosi: il ricco editore Giangiacomo Feltrinelli ne possedette diverse, sin dalla loro prima stagione, mentre l'esemplare in foto - che si poteva ammirare al Concorso d'eleganza della Lomellina lo scorso 28 aprile - appartenne alla famiglia novarese De Agostini, essi stessi editori.
Un'inezia, ma giustificabile, i rostri anteriori e posteriori con protezione in gomma, che non mi pare fossero previsti.
Quanto al quesito di Ata, la stirpe prese vita con la "DS", lanciata al salone di Parigi del 1955. La vettura suscitò un'enorme successo di critica e di pubblico, richiamando pure l'attenzione di uomini di cultura come il semiologo Roland Barthes, che le dedicò un breve e famoso saggio, poi raccolto nel volume "Miti d'oggi" (in Italia edito da Einaudi). La "ID", con meccanica più convenzionale come già sunteggiato da Marlon, fu lanciata già nel 1956, ma nell'immaginario collettivo non ebbe mai una sua precisa individualità, parlandosi in genere di "DS" anche nel caso delle "ID". Le due gamme conobbero poi svariate articolazioni e ricevettero via via propulsori più adeguati rispetto al vecchio 1,9 lt. di derivazione "11 B", ma la "ID" restò sempre nell'ambito dei due litri, con la notevole e pregevole eccezione della "D Super 5" del 1972 con propulsore 2,2 lt. Con la comparsa delle "faro carenato", lanciate nel 1968, la sigla "ID" finì per essere sostituita dalla semplice "D" seguita da "Spécial" o "Super", denominazioni che, magie del marketing, avevano il grosso vantaggio di suggerire comunque l'idea della "DS"; considerati i volumi di vendita di queste versioni, si direbbe che lo stratagemma ebbe successo.
pazzesca.blue nuage AC 604.
con i rari paracolpi "butoirs Sacred", accessorio d'epoca.
facendo un passo indietro, l'ammiraglia Citroen è nata come DS19, con ricca dotazione di serie (servosterzo, freni a disco, cambio semiautomatico etc). la ID19 è nata per sostituire la Traction 11, della quale sostanzialmente ereditava il motore con pochi aggiornamenti, un cambio convenzionale 4 marce manuale con pedale frizione normale, senza servosterzo etc. una versione economica insomma.
Le DS sono sempre esistite(dal 55 al 75) ed era sempre disponibile per loro il cambio semi e dal 64 in poi anche l'allestimento Pallas(piu' ricco) .
Le ID si sono evolute e sono diventate "D" (Dsuper, DSpecial, DSuper5, DLuxe) e non hanno mai avuto la possibilità di montare il cambio semi, ne' l'allestimento pallas.
Ok grazie per le vostre precise delucidazioni: ma nel caso dell'auto della foto, come si capisce al volo che si tratta di una "DS" invece di una "ID", non conoscendone le caratteristiche meccaniche e gli accessori?
...ma nel caso dell'auto della foto, come si capisce al volo che si tratta di una "DS" invece di una "ID", non conoscendone le caratteristiche meccaniche e gli accessori?
All'esterno non saprei, mi pare che all'interno sia differente la plancia
In effetti questa è una delle più anziane DS italiane sopravvissute. Sapevo sella sua esistenza ma è la prima volta che la vedo per strada.
Proprio brutti secondo me i rostri accessorio, deturpano la pulizia della linea.
I segni distintivi da una ID sono parecchi: i catadiottri post, lunghi, i cornetti freccia e gocciolatoi diversi, la guarnizione parabrezza grigia, il profilo sottoparaurti cromato e, in alcuni casi, copricerchi e colori carrozzeria. Oltre naturalmente alla leva cambio semiautomatico e dal cruscotto.
Le 2CV di fronte sono due, casa di un appassionato o officina?
Dall'altra parte della strada si vede pure una nipotina...
In verità se ne vedono 2
Credo che non siano lì per caso, il luogo dev'essere di un certo interesse "citroenistico" e mi pare di ricordare un'altra DS postata in passato parcheggiata nello stesso posto, avvolta dalla nebbia
Ne ho viste tante di DS ma questa è davvero imbattibile per me; la Targa "Nostrana" a cinque cifre sulle Citroen non mi è mai capitato di vederla; targa a parte trovo molto bello il colore e quei piccoli dettagli diversi dal solito ( come già accennato rostri e catadiotri) Super applausi al signor De Agostini e a chi ne ha aquisito il gioiello...
Questo esemplare, splendido per condizioni ed età (61 anni), ha i catadiottri col profilo cromato, già notati da Cesco. Questi furono sostituiti dall'agosto del 1959 con quelli quasi esagonali incassati, in occasione dell'allungamento del parafango posteriore.
Le ID avevano soluzioni più povere rispetto alle DS, soprattutto nella meccanica e negli interni.
Le ID erano distinte in tre allestimenti: Luxe, Confort e Normale. Sicuramente questo esemplare non può essere né una Luxe e né una Normale che non avevano le borchie cromate, lampeggiatori con cornetto colorato ed altre piccole soluzioni estetiche più pregiate. Potrebbe essere una ID Confort che era molto simile alla DS, ma lo ritengo improbabile. A parte che non so se esse siano state importate in Italia, ma non credo che la famiglia de Agostini abbia scelto la versione meno pregiata considerato che la differenza di costo non era significativa.
(foto "Alfa33" )