Altra bellissima SX impreziosita dalla sua targa nera d'origine. Da cambiare subito quellorrendo copricerchio sulla ruota anteriore, sembrerebbe di provenienza Panda, Seicento o Uno ultima serie (non riesco a distinguere bene il design).
La SX mi sembra ci fosse solo 1301, parlando ovviamente di SX prima versione. Incredibile comunque che a distanza di pochissimo ne sia uscita un'altra, tra l'altro targhe nere GE proprio come la cerca il mio amico, citato già sotto l'altra Uno SX.
Ho praticamente trovato tutto quello che cercavo, dal check panel con relativi cablaggi e sensori, al tessuto per rifare una seduta di un sedile e svariati accessori interessanti tra cui i cerchi specifici.
A distanza di un anno dal restauro la ricerca di accessori del periodo non finisce mai, ecco comparire un'autovox Shuttle abbinata ad un piccolo equalizzatore grafico per poter ottenere 4 casse invece che 2, trovata e montata anche la tasca portaoggetti prodotta dalla Cora da mettere sotto al cassetto portaoggetti.
Veramente un lavoro ben fatto!
Un restauro serio, fatto senza badare a spese, ma non per questo irrispettoso della storia e dell'originalità del modello.
Mi incuriosiscono le musicassette: cosa sono?
Anch'io ne ho ancora alcune del periodo.
Mi incuriosiscono le musicassette: cosa sono?
Anch'io ne ho ancora alcune del periodo.
Pensa che io ne ho una dei Queen che trovai più di 15 anni fa, insieme ad un mio vicino di casa di alcuni anni più piccolo, per terra a lato della strada senza custodia, e la prendemmo su. Lui voleva romperla , e cercava di convincermi inventandosi che un suo parente ne ha trovata una per terra e quando l'ha messa nel lettore e ha provato a farla partire è esplosa dentro al lettore, e l'ha dovuto buttare , ma ho insistito per tenerla io (anche se in realtà l'aveva raccolta lui ) perché mi dispiaceva che venisse rotta, poi a casa la provai su un piccolo lettore/registratore di quelli per bambini che avevo, e incredibilmente funzionava.
Addirittura il bracciolo! Ma era un accessorio aftermarket esclusivo per la Uno prima serie?
Comunque i miei più sentiti complimenti, sia per la ricerca degli accessori giusti, sia per la fatica (mentale, fisica e monetaria) per farla sembrare più nuova del nuovo.
Fosse mia metterei solo qualche "gingillo" in giro, magari un paio di adesivi, qualche portachiavi, qualche santino, ecc.
Le musicassette fortunatamente si possono trovare in ricche quantità a qualsiasi mercatino delle pulci per poche decine di centesimi.
Ottima sia fuori che dentro: la plancia mi sembra molto curata e ben realizzata, con tutte le parti aggiuntive perfettamente integrate nell'insieme, bravo Ciccio.
I supporti analogici, se non intaccati a livello strutturale o cancellati da forti campi magnetici, sono più robusti di quanto si pensi. Oggi i più tendono a considerarli sommariamente roba vecchia da buttar via senza pensarci... e se già i CD sono visti come obsoleti, figuriamoci le cassette.
Ricordo che negli anni '90, sfruttando i gusci di musicassette vergini assemblati con le viti, vi "trapiantavo" le bobine di quelle originali danneggiate (e naturalmente le ho conservate tutte)...
"Disco o cassetta, scegli Mixage!"
Mixage è stata una serie di album uscita con cadenza semestrale negli anni ottanta e che aveva al suo interno i successi del momento.
Riguardo le musicassette in generale, anche io continuo ad usarle dato che sono più comode e meno delicate dei CD, e a distanza di anni "girano" ancora molto bene; certo, alcune nascevano male (ricordo che da piccolo avevo "Le origini" di De Gregori, cassetta azzurra trasparente, ed erano più le volte che si srotolava il nastro che quelle in cui andava bene) ma solitamente non davano problemi. Alcuni album si fanno fatica a trovare in cassetta, allora spesso registro su quelle vuote dal vinile.
Un restauro serio, fatto senza badare a spese, ma non per questo irrispettoso della storia e dell'originalità del modello.
Mi incuriosiscono le musicassette: cosa sono?
È stato un restauro che ha superato di gran lunga il valore del mezzo in termini sia economici che di tempo e per fortuna che la base era buona con tutti i duomi e i fondi sani, tra acquisto del mezzo riverniciatura, ricambi e accessori ho speso sui 7000 euro, cifra assurda nel 2022 per una Uno aspirata, ad oggi ho visto che esemplari analoghi vengono proposti a cifre simili, sarei curioso di vedere però se riuscissero a venderli.
Le musicassette che fanno capolino in foto sono le 2 "mixage" edite dalla baby records nel 1986, mi piacerebbe completare tutta la raccolta che dovrebbe andare dal 1983 al 1988 se non erro.
Poi in auto ho anche "make it big" degli wham edita proprio nel 1984 e altre cassette del rondò veneziano
Addirittura il bracciolo! Ma era un accessorio aftermarket esclusivo per la Uno prima serie?
Il bracciolo è un accessorio della Metalplast, è un after market uguale per tutte le auto ad eccezione delle staffe per il montaggio che invece sono specifiche per modello.
Fosse mia metterei solo qualche "gingillo" in giro, magari un paio di adesivi, qualche portachiavi, qualche santino, ecc
Di norma anche io sono favorevole a questo genere di personalizzazioni, però questa Uno ho voluta farla come se fosse stata appena comprata nel 1984 e arricchita di optional non pacchiani del periodo.
Un restauro eccezionale, a cui toglierei solo quelle malefiche presine da cucina dietro alle ruote, una moda che non riuscirò mai a capire
Ti ringrazio! Quei paraspruzzi sono stati oggetto di critica da molti, li monto di norma sulle mie auto per una questione di praticità, proteggono paraurti e carrozzeria da sporco e sassi, dovrei montarli pure davanti.
Altri 2 simpatici dettagli: la spazzola tergicristallo di primo equipaggiamento della trico/flister che ho scoperto essere "Giugiaro design" e il pratico portaoggetti da bagagliaio chiamato "bi-box" prodotto dalla Orciari.
la spazzola tergicristallo di primo equipaggiamento della trico/flister
Questi sono dettagli inarrivabili agli occhi bovini della vulgata, l'equivalente delle antivento Carello/Trico degli anni settanta, rinnovo il mio plauso.
Il bracciolo è un accessorio della Metalplast, è un after market uguale per tutte le auto ad eccezione delle staffe per il montaggio che invece sono specifiche per modello.
Non ne ero minimamente a conoscenza, idem per il portaoggetti da bagagliaio. Grazie per le foto e le delucidazioni.
Questi sono dettagli inarrivabili agli occhi bovini della vulgata, l'equivalente delle antivento Carello/Trico
Le introvabili antivento, sto diventando matto per cercarle da mettere alla Delta.
Non ne ero minimamente a conoscenza, idem per il portaoggetti da bagagliaio
Ci sarebbe da scrivere un libro su tutti gli accessori after market prodotti per la uno, molti erano pacchianate anni '80, altri invece sono molto eleganti e pratici.
Sabato scorso è stata protagonista assieme ad altre Uno e Duna di un servizio fotografico dell'Asi per un progetto che dovrebbe concretizzarsi per fine anno.
Bella location! Non sono un fan delle auto costantemente tirate a lucido, però capisco di essere alquanto controcorrente
Fa piacere comunque vedere questo tipo di progetti, soprattutto per chi partecipa.
La Uno essendo l'auto della domenica o da raduni la tengo sempre tirata a lucido e se piove non la uso.
Per carità, non era una critica. Io non ce la potrei mai fare, mi rompo a lavarle una volta l'anno, figurati ad usarle solo per raduni e con il sole.. Ad ognuno il suo
Sono riuscito a fare l'estratto cronologico per ricostruire un po' la storia di quest'auto dato che non avevo il libretto di circolazione originale.
Questa Uno fu comprata nuova nel 1984 da una signora classe 1909 che la pagò la bellezza di 11.508.000 lire e nel 1990 la rivendette per 6.000.000 ad un signore classe 1928.
Incredibile come in 6 anni avesse quasi dimezzato il suo valore iniziale.
Se consideri che nel prezzo d'acquisto era compresa l'IVA al 18% (se ricordo bene), importo che, sostanzialmente, va subito perso, direi invece che in sei anni il valore sul mercato dell'usato si era mantenuto tonico. D'altronde, la "Uno" era molto richiesta sul "secondario" per ragioni sin troppo ovvie, anche se le "SX", già percepite "impegnative", erano certamente le meno ricercate.