atae21 il 17 ottobre 2009 23:52
Vecchiette vicine di box?!?
no: non sono vicine di box ,ripassavo semplicemente di li .
neim4 il 18 ottobre 2009 00:16
Fantascientifica!!!
danguard76 il 18 ottobre 2009 16:01
Un'auto che ha vissuto in questi anni una rivalutazione stupefacente..
sara' contentissimo il proprietario . l'auto è perfetta ,anche il colore giallo\oro dovrebbe essere originalissimo oi gli esperti daranno loro conferma ,anche sul resto .
Il colore è il "Giallo Zagato",originale e specifico per queste vettureon era previsto per gli altri modelli coevi. Anche a me sembra piuttosto in ordine,
Bella e molto particolare, anticipava di anni molte delle soluzioni che si sarebbero ritrovate nelle coupè Alfa degli anni settanta, anche se il particolare del frontale in plexiglass rimarrà per forza di cose unico (i proprietari di Junior Zagato oggi devono fare parecchia attenzione agli urti, altrimenti, vi lascio immaginare la facilità di reperimento....)
Degna di ammirazione la soluzione dei tergicristalli coperti dal cofano per aumentare l'aerodinamica, Giugiaro voleva a tutti i costi adottarla per la sua Alfetta GT ma ricevette parere negativo dalla dirigenza, forse perchè troppo avanti nel tempo come soluzione stilistica.
Era anche disponibile con motore 1600, oggi più rara e preziosa, che si riconosceva esteticamente per i paraurti anteriori più "fascianti".
Il portellone posteriore (altra particolarità) poteva essere aperto elettricamente dal posto guida per favorire un rapido ricambio dell'aria nell'angusto abitacolo. Una macchina per appassionati veri.....
"Il portellone posteriore (altra particolarità) poteva essere aperto elettricamente dal posto guida per favorire un rapido ricambio dell'aria nell'angusto abitacolo."
Soluzione che Zagato aveva già adottato per la sua Flavia.
[Era anche disponibile con motore 1600, oggi più rara e preziosa, che si riconosceva esteticamente per i paraurti anteriori più "fascianti".
La 1600 era si' piu' rara con 402 esemplari, contro i 1108 della 1300. Ma quest' ultima, vantava una linea molto piu' equilibrata, grazie allo sbalzo posteriore ridotto di cm.10. Infatti, pur adottando entrambe il pianale dello Spider,sulla 1300 veniva applicato il pianale di coda della Montreal, che risultava piu' corto. Aveva quindi, il serbatoio da 60 litri con il rifornimento sul lato destro e l'alloggiamento della ruota di scorta in posizione rialzata. Oltre al paraurti anteriore, alla carrozzeria piu' corta e, ovviamente, alla cilindrata,la 1300 adottava la pedaliera infulcrata in basso e la plancia realizzata in piu' elementi di materiale plastico morbido. Il limitato numero di produzione (le scocche venivano assemblate artigianalmente dalla carrozzeria Maggiora) spinse i vertici Alfa Romeo all' utilizzo del pianale completo dello Spider, perdendo cosi', un elemento innovativo che era lo spoiler posteriore.
santina polentinina !! eseguivano il copia\incolla con scocche della spider e montreal ,chissa che divertinento a dividere le varie scocche col seghetto . rommel x saldarle poi ? a fiamma o c'era gia' l'eletrodo .
Le saldature venivano effettuate a filo continuo e puntatrice elettrica, utilizzando maschere metalliche di riscontro. Un "taglia/copia/incolla" decisamente artigianale. Infatti, porte e cofani, venivano stampigliati all'interno con i numeri di telaio, poiche' ogni auto aveva piccole differenze dovute alla tecnologia costruttiva.
Verissimo, tipico della produzione artigianale; quando mi trovai a smontare parzialmente le mie Iso Rivolta, trovai moltissimi particolari riportanti il numero di telaio della vettura: porte, cofani, serrature e persino le griglie di sfogo aria della carrozzeria
Ieri sera ho avuto la ghiotta opportunità di vedere, una a fianco all'altra e dello stesso colore, la 1300 e la 1600.
Posso confermare che la differenza nel posteriore è assai evidente, e senza dubbio a favore della prima.
Qualche tempo fa', ebbi la fortuna di imbattermi nell'esemplare cn telaio n°1. Si presentava in condizioni disastrose, con tanto di aquila adesiva sul cofano ! Era la macchina della presentazione ufficiale del '69 e differiva dalla produzione di serie da tanti piccoli particolari, compreso il portellone "tutto vetro". Il proprietario rifiuto' la mia alettante proposta d'acquisto, semplicemente soddisfatto dalle prestazioni e dalla linea. Peccato!
Quando la vidi, in vetrina presso un autorizzato Alfa, non seppi resistere nemmeno un istante poichè modello e colore erano i miei preferiti e cosi' l'indomani me la portai a casa. L'unico proprietario, si trasferi' in provincia di Como perdendo purtroppo le targhe originali e dopo la sua morte, la vedova non ci penso' due volte per liberarsene . Era in buone condizioni ma con alcuni dettagli che non mi convincevano . La smontai fino all'ultima vite e dopo la verniciatura, rimontai il tutto previa accurata revisione . Fu difficile recuperare la documentazione dell'epoca, come pure i tanti particolari specifici che fortunatamente trovai presso un officina specializzata in restauri Zagato . Dopo un anno di lavoro nel tempo libero, ricomincio' a circolare, regalandomi un piacere che dura tutt'oggi .
Era in buone condizioni ma con alcuni dettagli che non mi convincevano . La smontai fino all'ultima vite e dopo la verniciatura, rimontai il tutto previa accurata revisione
come da buon pignolone berghamasco : mooolto Accurato , quasi troppo.