La Dauphine è un'auto che mi rimane particolarmente impressa nella memoria per via delle " poco lusinghiere" critiche che ricevette negli Stati Uniti, dopo essere stata importata.
Non so come fosse la tenuta di strada della Dauphine, ma so com'era quella della mia Clio 1.2 prima serie, ossia, agghiacciante! Mai guidato un'auto più pericolosa (nonostante non andasse una mazza....).
Quindi, pensando alla sua antenata, "buon sangue, non mente"!
Soprattutto famosa nei primi anni di produzione per prendere fuoco facilmente. La tenuta di strada era approssimativa. La versione italiana era meglio rifinita.
Mi hai battuto sul tempo, la stavo per mandare anche io
Sembrerebbe in uso quotidiano, ha anche una piccola strusciatura "da parcheggio" sul parafango posteriore destro.
Semplicemente divina in questo abbinamento cromatico, le condizioni di luce ''verso la sera'' della foto accentuano ancora di più il fascino di questo esemplare con prima targa, tra l'altro di una provincia assai tosta da beccare.
La zona rossa diffusa in tutto il paese non ci permette di uscire se non in casi particolari. Avvistare una Dauphine, per giunta della Renault, durante il mio giro in bicicletta al tramonto, in una posizione tale da poter immortalare gli ultimi bagliori del sole, è stato un bel colpo di fortuna. Chilometraggio bassissimo per un esemplare che sarà stato lucidato, ovvero rinfrescato, in tempi non recenti. Ha alcuni segni di parcheggio disinvolto che le conferiscono ancora più fascino e gli interni sono magnifici. Modello che aveva già beneficiato degli accorgimenti tesi a migliorarne la stabilità. L'epica familiare racconta che un mio prozio si ribaltò con una Dauphine in una sera piovosa, lungo una strada in discesa. Ma non doveva esserne poi così insoddisfatto visto che la sostituì con la sua presunta erede, una Renault R8 Major.
Avvistamento sensazionale sia per soggetto che per contesto, esaltato da uno scatto di anteprima di notevole impatto emotivo; meno caratterizzato, ma perfetto anche quello della vista frontale.
Proprio sul numero corrente di Ruoteclassiche, in occasione di un servizio sulle "R4" realizzate dall'Alfa Romeo a Pomigliano d'Arco, viene fornito qualche cenno della joint-venture tra le due Società, molto ambiziosa rispetto alla sua effettiva concretizzazione; la "Dauphine" italiana ottenne comunque un apprezzabile successo commerciale, anche tra gli stessi dipendenti del Portello.
Location, luminosità tenue del crepuscolo e firma a due ruote arricchiscono ulteriormente l'immagine di questa vettura, che credo di non aver mai visto dal vivo.
(foto "ARGiuliasuper" )