Se ricordo bene, non era altro che una 1300 base resa più appetibile da colorazioni e nomi tipici del periodo per incrementare le vendite... Se ricordo bene!
Francesco240D, forse potresti argomentare meglio il tuo commento.
Personalmente trovo qualunquistico commentare con sarcasmo questa che era una semplice versione speciale nata per vivacizzare le vendite - come giustamente diceva Sauro - e mantenere il modello al passo con i tempi, visto che nei primi anni 80 le cromature iniziavano ad apparire demodé.
Tra l'altro, tra tutte le nefandezze, presenti e passate, perpetrate dal management Fiat nei confronti della Lancia, questa scelta di dipingere di nero anziché lasciare cromati i profili in acciaio la trovo irrilevante.
Mettiamola così: per quanto le dicerie sulla tendenza al risparmio della Fiat abbiano più di una ragione per essere suffragate, in questo caso le ragioni del ricorso al nero opaco su questa Beta sono da ricercarsi altrove.
Quella dell'eliminazione delle cromature nelle versioni sportive o giovanili era una tendenza ormai radicata da anni, basti confrontare la Golf GTI con la ben più borghese e luccicosa GLS, o la Citroen CX GTi con le cromatissime Pallas e Prestige.
Non bisogna scordare che proprio la Fiat, in quasi contemporanea con l'immatricolazione di questa particolare versione della Beta Coupè, aveva lanciato l'Argenta: un'auto che venne criticata proprio per l'eccessiva quantità di cromature - tutto sano acciaio inox, non plastica cromata come su Ritmo Super e Regata - che contribuivano a renderla un po' ridondante, barocca, e in definitiva sorpassata.
La progressiva eliminazione delle cromature dalle auto di un certo prezzo, peraltro, non ebbe il suo primo importante impulso dalla Fiat, ma bensì dall'Alfa Romeo: nel 1977 i paraurti, le modanature laterali e le borchie nere della Giulietta erano un azzardo in anni in cui la grande quantità di cromo, oltre ad appagare l'occhio in un'auto upper class, bastava da sola a giustificare l'esborso considerevole. In molti criticarono una scelta stilistica che, più che dare un impressione di sportività conferiva un aria povera e un po' triste. Ma a giudicare dai trend della seconda metà degli anni ottanta in poi, in cui le cromature vennero praticamente eliminate dalla stragrande maggioranza delle vetture di ogni categoria, c'è da dire che - come in tante altre occasioni - gli stilisti Alfa anticiparono le tendenze di anni.
Tornando alla Beta, la Laser fu un tentativo, non pienamente riuscito ma lodevole, di mantenere la clientela giovane o giovanile che aveva assai gradito le sportive Fulvia Coupè Montecarlo e Safari. L'operazione non riuscì essenzialmente perché, pur semplificata nell'allestimento e ribassata di prezzo, costava pur sempre una cifra considerevole, alla portata di pochi benestanti.
Che, in quel periodo, preferivano generalmente investire le stesse somme su una Renault 5 Alpine o simili.
Può darsi, anzi sicuramente,la Fiat qualche belinata l'ha fatta, ma anche le altre case automobilistiche hanno sbagliato modelli,versioni e anche motori, quindi sarò patetico,ma quando si parla male di Fiat ci rimango un po' male, spesso non le si perdona mai niente,io alla Fiat "ci voglio bene".
A me quello che irrita di più è la poca oggettività delle persone nel dare giudizi. Un esempio: è un dato di fatto inconfutabile che le prime Alfasud per una serie di eventi che non sto a scrivere in questa sede arrugginissero di più, quindi è giusto quando qualcuno critica un esemplare particolarmente rugginoso per i taluni motivi, contrariamente mi irrita quando un soggetto critica un'Alfa 145, che nulla ha a che fare con la suddetta Alfasud, dicendo: strano non abbia nemmeno un filo di ruggine. E' solo un esempio, ma giudizi di questo tipo sono ovunque, e purtroppo il fatto che a leggerli siano spesso persone che hanno poca dimestichezza con il mondo automobilistico è quanto di più deleterio per l'immagine di un'auto o di un marchio.
Potremmo poi iniziare un discorso che ha a che fare con il lavoro che danno i marchi nazionali, ma è meglio evitare perché si cadrebbe irrimediabilmente in ambiti politici vietati.
Tornando in argomento, questa Beta ha una colorazione veramente gradevole, e secondo me il posteriore con le cornici nere guadagna anche parecchio, dando un senso di tridimensionalità non percepibile con le cromature.
Volevo solo dire (e do ragione ad Antonio perché effettivamente potevo argomentare meglio) che la Lancia, dopo l'acquisizione, non è stata più quella Lancia. Basti pensare alla differenza tra Fulvia e Beta oppure al gap di ben sei anni che si ebbe prima che la Flaminia venisse sostituita da un'auto di pari livello! Non dico che il tentativo di FIAT non sia stato lodevole, dico solo che la vera Lancia lo avrebbe fatto sicuramente questo tentativo, ma in modo molto più "nobile", come si addice ad un marchio che prima del 1969 poteva essere messo in parellelo con Mercedes sotto il punto di vista della qualità e delle innovazioni tecniche. Poi se parliamo della sottospecie di produzione di oggi, meglio il periodo degli anni '70-'80-'90.
Diciamo che il modo di costruire della "vecchia" Lancia non era più (purtroppo) sostenibile all'inizio dei 70 e non lo fu più anche per tutti gli altri marchi,provate a confrontare una Mercedes w109 ad una 116 e ne avrete la prova anche ai più alti livelli.
Ebbi l’occasione pochi anni fa di guidare una Beta Coupé 1300 del 1977, anzi probabilmente era chiamata solo Lancia 1300 inizialmente; se sbaglio correggetemi.
Per quanto concerne il comportamento stradale e la frenata, non mi sembrava assolutamente un’auto storica, era sempre rassicurante e facile.
Tutto ciò testimoniava una certa cura progettuale ed attenzione nella realizzazione.
Se questi confronti sono argomentazioni, è meglio che lasci perdere; paragonare un'autovettura progettata all'inizio degli anni 60 con una moderna Beta è come paragonare le patate con le melanzane. Tutti si riempiono la bocca con il 1969, con la vera Lancia e altre boiate da bar sport. Nessuno scrive che Lancia & C. di proprietà Pesenti (i Lancia avevano mollato la patata bollente già nel 1958!) aveva accumulato un debito di circa 90 miliardi (di Lire)? Che il modo di costruire era già obsoleto negli anni 50? Che i volumi di vendita non erano sufficienti a garantire margini adeguati? Che le vetture erano estremamente delicate e dalla difficile messa a punto? Che le valutazioni stentano a salire e il confronto con i coevi modelli Alfa Romeo è impari? La Beta fu la prima Lancia veramente moderna, e in quei difficili e tumultuosi anni 70, fu un ottimo prodotto. Vai a studiare sui libri e sulle riviste specializzate dell'epoca, e prova a posare il deretano prima su una Fulvia e poi su una Beta, così mi dici qual è la più confortevole e la più affidabile. La sospensione posteriore, progettata appositamente per la Beta, fu talmente innovativa e raffinata, che è arrivata persino sulla Giulietta del 2010, inoltre, è stata scopiazzata dalla Primera e dalla Mini. Nel 1972, solo Alfa Romeo e Lancia potevano vantare motori con distribuzione bialbero, i concorrenti sentivano ancora ticchettare le aste!
Tra l'altro, tra tutte le nefandezze, presenti e passate, perpetrate dal management Fiat nei confronti della Lancia
Giova ricordare che se FIAT non avesse aperto il borsellino per sponsorizzare l'attività agonistica, in pochi, nel 2021, si sarebbero ricordati della Lancia: la Fulvia vinse il mondiale, guarda caso, proprio sotto la gestione degli "avvoltoi" sabaudi, poi venne la Stratos, la 037, la Delta S4 e la Delta integrale! La Lancia vive grazie a questi modelli, non certo per le asfittiche Appia o Flaminia con motori ticchettanti a causa di una distribuzione datata più vicina a una 127! Certamente l'Aurelia è un gioiello per pochi eletti, ma tutto il resto? Perché tra una Fulvia coupé e una coeva GT Junior c'è un abisso in termini di valutazione? Forse perché la versione del 1965 nasceva castrata da un cambio a soli 4 rapporti e con una leva degna di un autobus? Eeeeeh ma le Lancia degli anni 60 sono un'altra cosa...
La progressiva eliminazione delle cromature dalle auto di un certo prezzo
Le finiture inox, in controtendenza per il periodo, furono introdotte sulla Delta e, successivamente, sulla Prisma, con tanto di pubblicità la quale evidenziava la mascherina in acciaio e lo stemma smaltato.
La sospensione posteriore, progettata appositamente per la Beta, fu talmente innovativa e raffinata, che è arrivata persino sulla Giulietta del 2010
La sospensione della Giuliettà è un B-Link, è diversa dal più raffinato ponte McPherson della precedente 147.
Se ti può consolare il ponte posteriore di ispirazione Beta vive e lotta insieme a noi sotto i pianali di Fiat 500x e Jeep Renegade/Compass.
Oramai, specie oggi, molte delle considerazioni su cosa ha fatto la Fiat negli anni'70 e 80 hanno poco motivo di esistere, soprattutto guardando cosa ha fatto poi
Da possessore di 4 Fulvia, anche ben preparate nonchè una 1600HF Lusso fine produzione 1972.... posso solo dire che un giorno avuta e guidata x km una Beta coupè 1800 1974 mi sembrava di guidare un'auto di oggi.. un confronto che non esiste in termini di confort, stabilita, tenuta di strada, impressine di sicurezza a favore di Beta come paragonare un'auto d'epoca con una assolutamente attuale.
Pur essendo entrambe le Lancia al top della loro epoca su strada e qualita (le chiamo volutamente entrambe LANCIA... smettiamola con altri luoghi comuni) assolutamente c'è un gran salto generazionale.
PS; su questo aspetto (progresso automobilistico) proprio ieri ho accompagnato un amico in una officina specializzata in auto "particolari/epoca" a recuperare la sua Delta Integrale 8v e nell'attesa ho parlato con un signore collezionista di molte auto che è arrivato con una Porsche 993 (mi ha raccontato che ha anche varie Maserati, Lancia di cui 2 Integrale, Beta e 2000, Jaguar, 2 alfa e 3 Porsche e Mb SL anni 70 e 80...)
beh.. la sua frase è stata questa "sai qual'è l'auto che ho in cui si vede quanto è progredita l'auto?
"L'alfa 2000GTV"
e io, "perche?"
Perche tutto il suo modo di andare non ha niente a che fare con un'auto "moderna".
Un assetto e su strada sempre ballerino e una frenata dove devi fare attenzione, un motore che va solo in alto e dove devi sempre avere il cambio in mano ecc. "Bella da guidare x un po'... poi non vedi l'ora di scendere".
Questo lo diceva con un aspetto che si puo vedere sia in positivo e che per certi versi vale anche x il confronto Fulvia - Beta
E questo x dire come anche le auto che spesso si esaltano come il "non plus ultra" in realtà sono qualcosa che al limite piace proprio perche non sono moderne.. ma che nell'uso comune, anche tra auto di pari epoca, sono tutt'altro che piacevoli da usare regolarmente
sai qual'è l'auto che ho in cui si vede quanto è progredita l'auto?
"L'alfa 2000GTV"
Concordo perché anche un mio amico, possessore di una splendida GTV 2000, presente in queste pagine, affermava più o meno le stesse cose. Quando gli ho fatto guidare l'Alfetta la prima cosa che mi ha detto è che viaggiare con la GTV è come viaggiare in motocicletta come comfort acustico, per non parlare dello sterzo, del molleggio e di tanti altri piccoli particolari (cambio escluso) al punto che nel complesso l'Alfetta non era poi tanto differente rispetto ad un'auto più moderna.
Tra l'altro, tra tutte le nefandezze, presenti e passate, perpetrate dal management Fiat nei confronti della Lancia
Giova ricordare che se FIAT non avesse aperto il borsellino per sponsorizzare l'attività agonistica, in pochi, nel 2021, si sarebbero ricordati della Lancia: la Fulvia vinse il mondiale, guarda caso, proprio sotto la gestione degli "avvoltoi" sabaudi, poi venne la Stratos, la 037, la Delta S4 e la Delta integrale! La Lancia vive grazie a questi modelli, non certo per le asfittiche Appia o Flaminia con motori ticchettanti a causa di una distribuzione datata più vicina a una 127! Certamente l'Aurelia è un gioiello per pochi eletti, ma tutto il resto? Perché tra una Fulvia coupé e una coeva GT Junior c'è un abisso in termini di valutazione? Forse perché la versione del 1965 nasceva castrata da un cambio a soli 4 rapporti e con una leva degna di un autobus? Eeeeeh ma le Lancia degli anni 60 sono un'altra cosa...
Concordo pienamente, molti ignorano o fingono di ignorare che molti dei modelli grazie ai quali la Lancia è ancora viva nel cuore degli appassionati nacquero proprio sotto la gestione Fiat.
Giusto per fare un nome, come non ricordare quella meravigliosa follia di infilare un V8 Ferrari nel cofano della Thema? Andava meno della i.e. turbo? Forse. Ma il prestigio e il fascino che emanava erano unici e dava lustro a tutta la gamma Lancia.
Il vero declino è cominciato quando il management, travisando totalmente quella che doveva essere l'immagine da dare alla Lancia, pensò bene di farne una specie di Rover italiana, costruendo auto prive della personalità che fino ad allora (Fiat o non Fiat) le Lancia avevano avuto.
Personalmente però, alla luce di prove varie lette e viste su Youtube, oltre a qualche aneddoto personale raccontatomi, l'operazione "Thema Ferrari" non fu il massimo: la Turbo andava meglio ed era assai meno problematica nella manutenzione. Data la follia dell'operazione, andava fatta una cosa in più, credo preventivata e poi tagliata per i costi: la trazione integrale. Allora si che veniva fuori un capolavoro: vedi l'Alfa 164 Q4
L'argomento mi sta interessando, qualcuno (antoniomid, S4 o dei lancisti), potrebbero consigliarmi perfavore qualche libro, che descriva in modo critico ciò di cui abbiamo parlato (brevemente) finora? Per quanto riguarda i modelli concepiti sotto l'orbita FIAT che hanno permesso alla Lancia di essere ricordata, più che la Thema Ferrari (che sicuramente ha fatto la sua parte) direi Delta Integrale.
andava fatta una cosa in più, credo preventivata e poi tagliata per i costi: la trazione integrale.
Esattamente! Ma a quel punto la miopia del marketing a compartimenti stagni aveva deciso che l'immagine sportiva del gruppo doveva essere esclusivo appannaggio di Alfa Romeo.
Certamente, ma la base progettuale è la stessa con tutti gli affinamenti del caso.
Ho avuto una splendida Alfa 147: penso sia stata una delle migliori trazioni anteriori sul mercato! Lo svincolo autostradale a pochi km da dove abito, è stato modificato più volte a causa del raggio di curvatura insidioso, nonostante ciò, si vedono spesso autovetture ribaltate; con la 147 si può entrare in scioltezza senza nemmeno frenare, ricordo che ogni volta aumentavo la velocità per scoprirne il limite, gran mezzo!
L'Alfa 2000 GTV
Negli ultimi anni, ho avuto il privilegio di guidare l'Alfa 1750 di un amico: ogni volta i gesti di apprezzamento degli altri automobilisti, pedoni compresi con età dai 15 agli 80 anni, si sprecano, al limite dell'imbarazzo! L'ultima volta, nientemeno, un conducente di una grossa BMW, mentre eravamo incolonnati al semaforo rosso, è sceso per complimentarsi! Quando vado in giro con la mia sommessa Fulvia coupé, difficilmente vedo cenni di apprezzamento... certamente con una Delta integrale o una Thema 8.32 sarebbe diverso, ma allora le Lancia di interesse storico quali sono?
Piccolo OT: una decina d'anni fa, a proposito di svincoli autostradali, imboccai quello della mia città a macchina praticamente fredda, era parcheggiata lì da una giornata. Iniziò a scendere una pioggerellina e io avevo molta fretta perché avevo fatto davvero tardi al lavoro e partii abbastanza velocemente. Noto che in appoggio nella rampa di ingresso il muso tende ad allargare puntando il guardrail, allora mollo il pedale del gas e la 147 inizia a chiudere in maniera decisa ma molto progressiva al punto che inizio a controsterzare per riportarla in traiettoria. Esco finalmente dalla rampa con la macchina intonsa e sulla corsia di accelerazione con l'adrenalina a 1000 e i battiti accelerati. Mi rimase impressa la naturalezza e la relativa facilità di correzione della macchina e probabilmente con un'altra vettura mi sarei spalmato sul guardrail.
Nella mia esperienza di guida oramai ventennale, la 147 è stata l'unica auto in cui, a 130 in curva, non sentivo rollio di alcun genere. Su due binari. Idem lo sterzo: mai guidato uno più preciso. Una gran macchina, degna del marchio che porta, sempre a proposito di qualunquismo sulla Fiat
Eeeehh ma le Alfiat sono delle carriole, vuoi mettere quelle di un tempo... come se si potesse fermare il progresso tecnologico!
Già che ci siamo, si potrebbero reintrodurre le cabine telefoniche a gettoni, con tanto di teleselezione!
Purtroppo molte 147 sono state sprecate con pessimo Tuning, 'assetti' parola grossa, da 50 euro, centraline e cavoli vari... a mio avviso ottima la prima serie e ancor di più la seconda/Restyling..
Personalmente però, alla luce di prove varie lette e viste su Youtube, oltre a qualche aneddoto personale raccontatomi, l'operazione "Thema Ferrari" non fu il massimo: la Turbo andava meglio ed era assai meno problematica nella manutenzione. Data la follia dell'operazione, andava fatta una cosa in più, credo preventivata e poi tagliata per i costi: la trazione integrale. Allora si che veniva fuori un capolavoro: vedi l'Alfa 164 Q4
La Thema cosiddetta "Ferrari", ossia la 8.32 fu un operazione sbagliata in effetti, dato che si produsse un'auto che faceva soltanto apparenza, si magari anche con prestazioni niente male, ma con molti problemi e comunque con prestazioni che non è che fossero chissà quanto superiori alla i.e. Turbo, parlando sempre della 8V, perchè poi se vogliamo parlare delle Turbo 2a e soprattutto 3a serie, li le prestazioni erano anche superiori, inoltre anche con maggiore affidabilità. Con la trazione integrale ci sarebbe stato altro seguito, come fu giustamente dopo sulla 164 Q4, veramente una grandissima auto.
A volte guido la 147 di mio padre, una 1.6 120 cavalli del 2007, con cerchi da 16 ed assetto ribassato ( era disponibile a richiesta); mi impressiona sempre la prontezza è la sensibilità dello sterzo e la mancanza di rollio, come già è stato scritto.
La mia Giulietta è inevitabilmente meno precisa, migliora però con il manettino in D.
Ebbi una 8.32 nei primi 90 con la quale feci parecchia strada e collezionai parecchi grattacapi oltre alle assurde sostituzioni delle cinghie distribuzione ogni 30k km, detto ciò posso assicurare che a livello di emozione e coinvolgimento nella guida la 8.32 non è neanche lontanamente avvicinabile dalla versione turbo.Fu un vero peccato che non sia stata sviluppata a dovere.
La 8.32 fu una splendida operazione di marketing realizzata su impulso dell'Ing. Ghidella, ovvero l'ultimo AD di Fiat che masticava il prodotto auto.
Le auto venivano consegnate al cliente nello storico stabilimento di Borgo San Paolo, per l'occasione reinventato come una specie di boutique del glorioso marchio.
A ciò si aggiunga che le Delta iniziavano a fare sfracelli nel mondiale rallye e la percezione del marchio si elevò molto nella seconda metà degli anni ottanta, picco purtroppo mai più sfiorato.
Industrialmente fu, al contrario, quasi un'operazione al limite del nonsense con i costi elevatissimi di manutenzione che imponeva di fare la distribuzione ogni 30.000 km obbligando a tirar giù tutto il gruppo motopropulsore per l'assenza di spazio di lavoro utile nel vano motore.
La Turbo 16v andava di più, costava infinitamente meno mantenerla, consumava ovviamente meno ed era più equilibrata per via della massa inferiore gravante sull'asse anteriore. Ma vuoi mettere l'effetto del ruggito del V8 F105 ad ogni giro di chiave con l'alettoncino posteriore che si alzava? Mancava solo Sergio Vastano con il suo imprenditore "rampante"....
A proposito del senso di "vetustà" che può indubbiamente trasmettere oggi la guida di un'Alfa 2000 GTV mi sembra però strana l'osservazione secondo cui il motore andasse solamente in alto: una delle caratteristiche migliori del bialbero due litri era forse proprio la pastosità e (nella prima versione) la prontezza già dai bassi regimi, che si trasformava in una bella grinta al salire dei giri