Ancora in condizioni rimarchevoli, e soprattutto in una tonalità rara e molto particolare, che risulterà molto gradita ad un nostro caro utente di lunga data.
Per me assai apprezzabile anche la combinazione motorizzazione-allestimento.
Rame metallizzato. Colore molto gradevole fra i miei preferiti dopo Rosso Cina,Verde Kent e medio metallizzato..qui abbinato ad una motorizzazione molto equilibrata. Di che mese è l'auto? Sicuramente una delle ultimissime deflettori consegnate visto l'imminente restyling.
Complimenti per stato di conservazione, targatura,scelta della motorizzazione e tinta Rame, colore raro che adesso non si vede quasi più sulle auto moderne
Febbraio.
La posizione disassata del tergilunotto non mi convince; a memoria, la modifica dello spostamento del perno in posizione quasi centrale risale alla primavera 1980.
Mosche bianche anche loro, fino all'inizio degli anni 2000 qui a Reggio erano abbastanza diffuse, come ricorda mio padre, poi tutte demolite...
Esemplare a dir poco spettacolare, in gradevolissima e rara tinta che da' il suo meglio sulle BMW, specie sulle New Six/E3. Pregevole anche la targa originale.
Un ipotesi che potrebbe avvalorare la teoria di un rientro dall'estero è che in provincia di Frosinone vi fu un rientro di immigrati dall'estero (soprattutto Germania) proprio in quegli anni, grazie alle tantissime assunzioni della Fiat di Piedimonte che fece accrescere di tanto l'occupazione di quelle zone, considerando anche l'indotto. Un mio amico, che abita in quelle zone, mi dice sempre che si ricorda tantissime auto in allestimenti esteri proprio con targhe del triennio '80/'82.
Esemplare eccezionale in ogni caso, la tinta è veramente rara e bella, dobbiamo trovare però una Ritmo Verde Kent, per ora mi sembra non ce ne siano censite.
Questa Ritmo mi ha fatto scendere più di qualche lacrimuccia. Auto di famiglia dal 1978, me ne sono preso cura dal 1982, anni del conseguimento della patente, al 1988, anno della sua alienazione. "60 CL" - ricordano bene Agostino e Marco -, tanto comoda e inconfondibile nella linea e nella tinta, quanto assetata e letargica: un'auto dalle non prestazioni, a cui però sono stato - e sono ancora - indissolubilmente legato. Eccola qui in tutto il suo splendore. Correva l'anno 1982.
Nella qualità di proprietario e utilizzatore di Ritmo 60 del 1978, credo di poter dire la mia basandomi su dati reali in utilizzo quotidiano che non sempre si avvicinano a quelli teorici di un utilizzo in condizioni ideali: il cambio a 4 marce mortificava i consumi tanto che ne feci installare uno a 5 marce per dare un po' di respiro ad andature autostradali. Il classico 0-100, ancora con 4 marce, veniva coperto in 18 secondi. 18! Anche volendo invocare tutte le attenuanti generiche, non mi è mai sembrato un valore accettabile.
Davvero un bell'esemplare. Peccato solo per l'allineamento approssimativo dei paraurti, che comunque rappresenta un tratto distintivo del modello anche da nuovo...
Uno dei colori più belli della Ritmo prima serie, a mio avviso. Le sue condizioni fanno capire che è sempre stata (e lo é ancora oggi), tenuta con cura.
Un altro colore molto raro sulla Ritmo è l'arancione (non conosco il nome specifico). Curioso che sul 33 giri promozionale compaiano due esemplari con i colori sgargianti ma che si riveleranno tra i meno diffusi..
Il colore mi ricorda molto il modellino in scala 1/24 della Polistil, anche se il tarlo nel cervello mi dice che era in scala 1/25 e griffato Politoys.
PS: i colori più sgargianti vengono utilizzati per mettere in risalto le forme della vettura nelle foto ufficiali, anche se poi poco richiesti; ad esempio, la prima Audi A4 Avant fu fotografata nel colore verde pisello che io personalmente non ho mai visto in giro; ultimamente, invece, è molto gettonato il colore Arancio Sunset che però si vede anche su molte auto in circolazione.
PPS: non so se è venuto ad altri in mente, ma nella foto del frontale di questa Ritmo è presente anche il camper su base Ford Transit della Famiglia Carretta (scusate l'offtopic, ma la tentazione era troppo forte per resistere)
Pensavo proprio al modellino della Mattel Mebetoys che avevo (forse ho ancora) da bambino e con la quale giocavo spesso, facendo finta (forse per via della copertina di Quattroruote) che fosse "diesel". Magnifica.
Nella prova di Quattroruote dell'epoca, l'esemplare 60 CL testato era dotato della opzionale quinta marcia e aveva dei consumi paragonabili se non peggiori delle concorrenti come Horizon e Golf. La rivista affermò che il peggioramento dei consumi della versione 1100 a quattro marce era notevole ma non fornì alcun riscontro numerico, che suppongo sarebbe stato impietoso. I proprietari dell'epoca si lamentavano parecchio. Molto meglio la 65 da 1.300 cc di cilindrata che era anche più briosa.
Conosco due fratelli di 68 e 70 anni che le hanno avute entrambe: una 60 CL uno e una 65 CL l'altro e mi hanno confermato il fatto che la 60 aveva consumi non propriamente economici e la 65, oltre ad essere più briosa, consumava uguale se non qualcosa di meno, soprattutto in autostrada ed entrambe avevano la 5a marcia(quindi anche la 60).
Conosco due fratelli di 68 e 70 anni che le hanno avute entrambe: una 60 CL uno e una 65 CL l'altro e mi hanno confermato il fatto che la 60 aveva consumi non propriamente economici e la 65, oltre ad essere più briosa, consumava uguale se non qualcosa di meno, soprattutto in autostrada ed entrambe avevano la 5a marcia(quindi anche la 60).
La 60 essendo non molto meno potente e con una coppia inferiore, consumava di più della 65, soprattutto se aveva le sole 4 marce.
Ho acquistato da poco, per la mia collezione personale, una 75 CL del 1980 in questa tinta. Curiosamente, l'auto non ha nessun accessorio a parte la motorizzazione generosa: No poggiatesta, no contagiri, no tessuto (i sedili sono in semplice sky) solo il cambio a 5 marce. Per contro, avendo guidato sia la 60 che la 65, devo dire che è veramente brillante e divertente da usare. Primo intestatario il titolare della concessionaria che l'ha venduta, appassionato di sci. L'auto infatti ha partecipato nel 1981 al "criterium Aci" di Courmayeur, come riporta l'adesivo sul lunotto.
Un esemplare italiano dall'origine con l'abbinamento "motore grosso/allestimento base" era ben difficile da piazzare, forse è per quello che il primo intestatario è stata una concessionaria (che probabilmente l'ha ricevuto d'ufficio da Fiat)
Essendo del 1980, potrebbe fare parte dei lotti di vetture in origine destinate all'estero e dirottati in Italia per sopperire alla carenza di prodotto dovuta ai lunghissimi scioperi che diedero origine alla marcia dei 40000.
L'assenza dei poggiatesta potrebbe indicare una destinazione francese, Paese in cui questo accessorio era sovente assente anche su auto di un certo livello, come le versioni più economiche della Renault 20 e della Citroën CX.
Secondo quanto scritto da Quattroruote nella prova della 75 CL, poggiatesta, cinture, contagiri, lunotto termico, tergilunotto e forse qualcos'altro erano optional imposti.
forse è per quello che il primo intestatario è stata una concessionaria
No no, non la concessionaria, proprio il padrone in persona (Sergio Innocenti di Arcidosso). Ci sta che fosse un esemplare speditogli per forza dalla casa madre, fatto sta che l'ha tenuta un annetto scarso, giusto per farci quell'evento a Courmayeur, già a fine 81 è stata rivenduta in provincia di Viterbo dove è rimasta nello stesso garage fino a che non l'ho comprata io il mese scorso.
(foto "ARGiuliasuper" )