Modello sicuramente interessante (non bellissimo...) rovinato nella seconda serie da uno dei tanti, disastrosi, restyling Renault.
In versione 17 (177 in Italia) era anche discretamente prestazionale.
Diciamo che da inizio anni '70 a fine anni '80 la Renault è stata un costruttore molto dinamico, sfornando ottime e belle autovetture.
Questo esemplare circola molto poco su strada: ha l'assicurazione scaduta e l'ultima revisione risale al 2015. Passa gran parte del suo tempo in stato di "ibernazione", dentro il garage davanti cui era parcheggiata.
Direi che è pari al nuovo, anche se il fermo non è mai una bella cosa, questo esemplare potrebbe fare contento qualche appassionato che ne cerca una nuova di pacca. Peccato che la Renault abbia smesso di produrre le Coupé: questa era molto bella e interessante, la successiva Fuego (inspiegabilmente prodotta per pochissimi anni) altrettanto se non piú, e anche la Laguna Coupé non era malissimo, anzi mi ha sempre affascinato molto.
la successiva Fuego (inspiegabilmente prodotta per pochissimi anni)
5 anni e mezzo circa, non proprio pochissimi (tralasciando la più lunga, ma modesta, produzione argentina); in ogni caso, la circostanza è facilmente spiegabile con lo scarso orientamento - a livello europeo - verso le Coupé per famiglia negli anni '80, già delineatosi dalla 2a metà del precedente decennio, sebbene Renault sia stata indubbiamente coraggiosa ad andare controcorrente, con un risultato commerciale comunque apprezzabile.
A me graditissime le Coupé "15" e "17"/"177", che ai tempi, le più economiche "15" in particolare, si incrociavano con una certa facilità.
Esemplare ancora ben preservato e lodevolmente esente da pasticci.
Da appassionato del marchio posso dire che non è uno dei miei modelli preferiti ma è sicuramente estremamente affascinante, poi in questa versione relativamente base e con un colore acceso (avrei preferito l'arancione, però), ancora di più.
Un plauso a chi la tiene così bene, anche se un utilizzo un po' più frequente non sarebbe male, alle auto (e in particolare alle Renault storiche ) non fa molto bene lo stare ferme per lunghi periodi.
Avvistamento incredibile. Non mi piaceva al tempo e non mi piace adesso ma vederne una in giro e in questo stato d'uso è un'ottima notizia.
A vederla così vicino alla saracinesca sembra che dica "aprite, presto, che fuori piove!!!"
Che meraviglia. Versione d'accesso della gamma 15/17, che in Italia catalizzò la maggioranza degli ordini per questo modello, dati i costi di gestione pari a quella di una normale berlina uniti ad una versatilità d'uso inusuale per una piccola coupé: un concetto che venne recepito di lì a poco anche in Italia (Alfasud Sprint, 128 3p. e, per i danarosi, Lancia Beta HPE) e di cui la Regie fu pioniera.
Molti i contenuti stilistici interessanti - soprattutto nella più ricca e originale "17" - fra cui la tormentata plancia con le palpebre degli strumenti pronte a ghigliottinarti gioiosamente le falangi in caso di incidente: modificate dapprima nelle versioni per il mercato oltreoceano, vennero eliminate in occasione del restyling con l'adozione di una plancia imbottita dall'aspetto un po' tedesco e, di conseguenza, noiosa.
A giudicare dal discreto numero di esemplari rinvenuti su Targhenere o in vendita nei soliti siti, si può comunque concludere che la "15" innanzitutto trovò i suoi estimatori, e che in secondo luogo era una vettura robusta in perfetta tradizione Renault del tempo.
Quanto alla linea, personalmente l'ho sempre trovata attraente, soprattutto grazie al geniale paraurti anteriore a cornice, anch'esso eliminato in occasione del restyling normalizzante di metà carriera. Ma onestamente la distribuzione dei volumi non era delle più felici a causa del motore longitudinale montato a sbalzo, cosa comune ad altri modelli con altrettante conseguenze estetiche, vedi R12 ed R20/30.
Targatura assai tardiva, sospetta importazione dall'estero. Se venisse dalla Francia dovrebbe montare i fanali posteriori con retromarcia arancione (come da codice in vigore fino alla metà degli anni '70). Ma potrebbero benissimo essere stato sostituiti.
Forse ispirato ai loop bumper in voga oltreoceano tra fine anni '60 e primi anni '70, specialmente nel Gruppo Chrysler.
Assai probabile. Gli studi sui crash delle case americane a quel tempo facevano scuola anche sotto il punto di vista stilistico, ma non furono mai del tutto digeriti dagli "esteti" clienti europei.
Anche la Fiat prese brevemente a modello il concetto, ma a parte i massicci scudi della prima Ritmo e un concept che poi divenne la FSO "Polonez" la cosa non prese mai effettivamente piede.
(foto "GiovanniSpalla" )