Molto ben conservata, completa di tutti i dettagli, e persino con il delicato paraurti posteriore perfettamente "in bolla"; finitura grigio tor di valle, compassata ma comunque di mio gusto, direi abbinata al classico e pregiato panno Lancia, qui beige.
E' identica a quella che acquistai per 1,5 milioni di Lire da un anziano collaudatore Lancia, quando ero al primo anno di Università (1989), e, pur desiderando un'auto particolare, disponevo di finanze risicatissime; anche la mia era in ottimo stato, e con appena 39.757 km.
Sicuramente Marco non le avrai fatto fare una brutta fine, speriamo sia ancora viva. Le Lancia post-FIAT erano signorili a modo loro, certamente meno di queste, ma i tempi erano cambiati e bisognava rinnovare. Poi specie sotto il punto di vista tecnico erano molto meglio, come ben saprai: una Beta è assai piú comoda di una Fulvia, specie al posteriore. Credo che S4 volesse dire una cosa del genere, ma comunque è un discorso che è stato fatto già tante altre volte. Da notare l' "antennone" anni '70 che di solito si "legava" al gocciolatoio per evitare di romperlo.
Sulla Lancia gestita da FIAT. Io sono dell'idea che senza l'acquisizione sarebbe morta da almeno 45 anni, così come Ferrari e Alfa Romeo, poi questa è una mia opinione, sia chiaro.
Mi spiace che le mie opinioni vengano male interpretate.
Comunque no problem ...rimango delle mie idee.
E poi parlavo di signorilità, delle lancia del passato.basta vedere le differenze costruttive fra una Fulvia coupé 1.2 e la Fulvia 3non le elenco altrimenti qualcuno poi grida al sacrilegio...
I miei sono commenti non chiacchiere da bar,come sovente leggo purtroppo anche su questo bel sito.
Pazienza,e vi auguro un bel futuro.
Il mio contributo lo ho dato volentieri.
Il bar sport,si congeda
Cambiare idea o vedere un concetto con altri occhi (e qui ho servito una figura retorica per Marco! ) penso faccia parte dell'evoluzione di una persona, soprattutto quando non è più ragazzetti.
Ti ricordo che nel 1958, un tale Carlo Pesenti, acquistò la patata bollente del pacchetto azionario Lancia dai Lancia, perdonami il gioco di parole, Fabbrica già agonizzante e travolta da debiti verso i fornitori; quindi se vogliamo essere precisi, questa Fulvia appartiene ancora all'era Pesenti, il quale tra ottobre e novembre 1969, cedette per una Lira ad azione il pacchetto azionario a FIAT S.p.A., e anche un debito di circa 90 miliardi (di Lire). Lancia & C. S.p.A. conservò la sua indipendenza fino al 1978, quando venne incorporata nella nascente FIAT Auto S.p.A. Grazie a FIAT S.p.A. furono salvati migliaia di posti di lavoro, ci furono nuovi investimenti, tra cui il modernissimo stabilimento di Verrone dove venivano costruiti i cambi e le trasmissioni per la Fulvia e la nuova Beta. Poi un brutto giorno arrivò Stellantis...
Concordo, per valutare correttamente approfonditamente ed obbiettivamente il prodotto di una azienda fondamentale è l'analisi delle sue vicende industriali e finanziarie, aggiungiamo pure che quel periodo storico portò cosi tanti stravolgimenti che nessuno potè più produrre come faceva in precedenza neanche Mercedes Bmw o Jaguar tanto per citare nomi prestigiosi.
Buongiorno.so bene questi fatti,posso citare una inrvista su di un quattroruote, nella quale Panigadi,durante una vacanza estiva nella mia cittadina apriva il libro su alcune cose non volute in casa Lancia....freni mai potenziati sulle Aurelia,lappia seconda serie lanciata in fretta per rimediare alla prima serie con pecche evidenti ecc.
Ma io intendevo che avevano una loro aristocratica signorilità, tutto qui.
Poi sul fatto di mamma Fiat,tanto di cappello,e Vi confesso che stravedo ,per una serie di cose per la Trevi e la Gamma.
Augurandovi buona giornata, vado al lavoro,cercando per la terza volta di non cadere,per scrivere.
Non sono giorni arrivati per caso e accidente della sorte, come per la disgraziata a cui è piombata addosso una persiana dalla facciata di un edificio; sono stati preparati da una lunga serie di gravi errori strategici e di prodotto, costati l'autonomia alla più importante e tra le più solide aziende del Paese, svariati punti di PIL (cioé di ricchezza nazionale) e decine di migliaia di posti di lavoro diretti o indiretti.
Volkswagen, Ford, Mercedes-Benz o BMW, per dire, sono ancora vive e vegete, e ben più forti di allora.