All'epoca pare fosse decisamente diffusa come auto, la nonna di mio cugino ne ebbe una appena patentata a metà anni '60, che poi finì in mano al padre (bisnonno di mio cugino) e ha vissuto sino a metà anni '90 per poi essere sostituita da una Uno seconda serie usata e utilizzata sino alla morte del bisnonno avvenuta nel 2008.
Splendida questa in foto, anche la targa PI11 non è da poco visto che rappresenta, letteralmente, tre linee.
Fu una delle vetture d'importazione di maggior successo sin dalla 2a metà degli anni '60.
Consenso meritato, grazie all'ottimo rapporto contenuti/prezzo, tipico di tutte le vetture SIMCA, alle doti di robustezza complessiva, e alla notevole praticità delle quattro portiere.
Pezzo veramente interessante, innanzitutto perché si tratta di una prima serie coi fanalini posteriori tondi e il cruscotto piccolo (il restyling sarebbe arrivato di lì a poco), in secondo luogo perché si tratta di una GLS, allestimento apicale per il tempo, ovviamente escludendo le rare e costose versioni sportive allestite dall'Abarth.
Intelligentemente, Fiat e Simca evitarono il rischio di cannibalizzazione fra la "850" e la "1000", che come tutti sanno erano progetti strettamente imparentati. La Simca evitò di importare in Italia la Sim'4 con allestimento spartano e motore 800 cm3, posizionando così la "1000" ad un livello effettivamente superiore rispetto alla parente italiana.
Grazie ai motori più potenti, alle quattro porte e al grado di finitura molto piacevole, la piccola Simca riuscì così a conquistare una vasta fetta di quel pubblico che voleva qualcosa di più rispetto alla semplice - e un po' tristanzuola - 850.
Un'altra cosa che giovò alle vendite della francese era il poter disporre, diversamente da quanto succedeva con l'italiana, di una gamma di versioni e motorizzazioni notevole per il tempo: gli allestimenti "L" ed "LS" montavano il motore da un litro, ma già il "GLS" come l'esemplare in foto montava il più vigoroso 1.1 cm3 capace di far superare i 135 km/h alla piccola quattro porte. Col primo restyling arrivò infine la raffinata Special, che montava un 1.3 cm3 capace di prestazioni sportive e di un ulteriore passo avanti nelle finiture, che comprendevano un contagiri (montato sul tunnel, davanti alla leva del cambio!), fari supplementari allo iodio e volante sportivo con corona in legno.
Il dinamismo della Simca, nel frattempo entrata in orbita Chrysler, fece correre ai ripari la Fiat "costringendola" a creare una versione migliorata della 850, la "Special", il cui successo finì per rendere trascurabili le vendite del modello di base, un po' come successe con la 500 in occasione del lancio del modello Lusso.
Fra i punti di forza della GLS (Grand Luxe Super) in foto, i sedili molto imbottiti e rivestiti di ottimo skai capitonnè i cui schienali anteriori si potevano reclinare fino ad ottenere una base praticamente orizzontale.
Il vasto impiego di cromature, la bella plancia imbottita e le brillanti prestazioni contribuivano in pieno a farle ottenere il ruolo di utilitaria familiare "nobilitata".
...un contagiri (montato sul tunnel, davanti alla leva del cambio!)
Che assurdità!
Nella guida sportiva, il contagiri è LO strumento che deve essere costantemente in vista.
Se deve essere relegato in una posizione inaccessibile all'occhio, o quasi, tanto vale farne a meno.
La prima automobile posseduta da mio nonno. Bellissimo avvistamento di una vettura già molto rara e che in configurazione apicale è quasi impossibile da incrociare in Italia. Prodotta nell’anno della flessione delle vendite prima del restyling del 1969 è una macchina di culto per me e pochi altri ma ignorata dal mercato. Eppure, era costruita molto bene. Dai miei ricordi di bambino emerge il ricercato disegno dei ripetitori laterali di direzione (con un incavo al centro), diversi dal solito bottone tondo o rettangolare delle altre vetture e il senso di solidità del cruscotto, ruvido e compatto, che sembrava essere stato scavato nella roccia.
(foto "Frabo187" )