Rarissimo e quasi introvabile floppone della Regie Nazionale che, come noto, dopo aver rifiutato il progetto che diede origine alla Mehari tentò per oltre tre lustri di ostacolarne il successo copiandone la formula.
Ovviamente né la prima "4 Rodeo" né la successiva "6 Rodeo", troppo sgraziate e quasi "militaresche", riuscirono a minimamente scalfire le vendite del cammellino Citroen. Così all'inizio degli anni '80 si pensò di correggere la rotta concependo un modello che intercettasse il gusto giovanile approfittando dell'anzianità della Mehari con una carrozzeria più rifinita, moderna e robusta.
Costruita sulla base della Renault 4 GTL (ma identificata come Renault 5 per mera strategia commerciale) da cui riprendeva il telaio a piattaforma, il motore 1108 parco nei consumi quanto nei cavalli e l'inesorabile leva del cambio "manico d'ombrello", la nuova Rodeo era sì robusta (notevoli gli scudi paraurti e il roll bar messi a punto dalla Teilhol), era pure giovanile e indubbiamente moderna.
Peccato che fosse anche discretamente brutta, soprattutto all'anteriore, piuttosto impersonale. Il resto lo fece il prezzo, inverecondamente salato: oltre 10 milioni di lire, ben quattro in più della inossidabile Mehari.
Inevitabile la fine della produzione appena tre anni dopo l'inserimento nei listini.
Esemplare ottimo, arancione come quasi tutti gli esemplari prodotti. Le plastiche sono state ridipinte un po' troppo lucide.
Rari i cerchi in lega, più antichi del resto dell'auto.
Rimossa dalla memoria, posto che questo genere di automobili è assai lontano dalla mia "weltanschauung", diciamo così.
La disamina di Total, al solito ottima, è quanto mai opportuna per colmare nei sommi capi la mia totale carenza di conoscenze in merito.
Fastidiosa per l'occhio, ma tutto sommato coerente con lo spirito sbarazzino e vacanziero della "Rodeo", la selva di adesivi in coda.
Ce ne sono altre censite sul sito, io la conoscevo da prima e devo ammettere che mi è sempre sembrata poco riuscita ma inconfondibilmente anni '80. Le portiere erano smontabili e venivano fornite di serie delle catene/cordine da appendere. Era disponibile in due versioni: "4 Saisons" e "Plein air" (l'ultima era senza le porte dalla fabbrica e il montante centrale era lievemente modificato). La parentela con la R4 la tradiva soprattutto all'interno, dove il quadro era pressoché identico, così come la leva del cambio e i comandi aerazione.
Per 30 secondi buoni, ero convinto fosse una versione della Panda, finché non ho letto il nome
Io ne ho impiegati più di 30 per capire cosa stessi guardando...
Immagino non sia disponibile una fotografia del frontale, sarei stato curioso
Mi pare di comprendere dalle righe di Total che questa, a differenza della Méhari, non abbia la carrozzeria in ABS... o sbaglio?
I fanali posteriori sembrano essere quelli del Ducato
Comunque sia ottimo avvistamento estivo!
Qualcuna dal vivo l'ho vista in passato ma soprattutto restano indelebili nella mia mente le fotografie delle varie "prove su strada" dell'epoca, sulle riviste che letteralmente divoravo nella lettura: "Quattroruote" e "Gente motori" in primis, nonchè "Auto Capital" per restare agli anni 80. Soprattutto GM le dedicò una lunga prova dettagliata, con tanto di copertina di un numero estivo. Proprio di questo colore e con targa Roma, come tutte le Renault immatricolate dalla filiale italiana.
Beh avete già detto quasi tutto, io posso solo aggiungere una piccola curiosità sulle tinte, ce n’erano solo cinque a listino, questo arancio, due tonalità di verde, un beige molto chiaro e un marroncino, se non erro il beige chiaro dovrebbe essere quello più raro in assoluto.
Comunque da appassionato delle auto del marchio della losanga non posso far altro che apprezzarla, sarà meno bella del Mehari ma l’impressione che sia più massiccia me la fa piacere di più della concorrente.
Ne ricordo un paio alle fiere di auto d’epoca, viste di sfuggita perché il mio interesse, in quel tipo di evento, è attirato da altri modelli. Poi, una sera di primavera, ne ho vista una in strada, parcheggiata in doppia fila, nella animata movida del centro di una città del sud. Aveva un frontale a quattro fari, così bene integrati nel fascione anteriore da sembrare una soluzione originale. L’ho inviata ma le foto erano molto scure e non credo che siano pubblicabili. La cosa che mi ha stupito è che nel via vai di giovani e meno giovani nessuno (a parte me!) le si avvicinava per guardarla. L’idea che ci siam fatti per giustificare questo strano comportamento dei passanti è che avendo il tetto in tela marrone chiuso, veniva considerata come uno strano furgone per le consegne.
Ne incrociai una beige chiaro anni fa, in pieno centro nel periodo natalizio era una presenza straniante.
Trovo un po' stucchevoli le critiche all'estetica col senno di poi, primo perchè è un mezzo con una vocazione specifica e non certo alla raffinatezza della linea, secondo perchè lo sfoggio di plastiche su linee squadrate ai suoi tempi era voluto
Ovviamente né la prima "4 Rodeo" né la successiva "6 Rodeo", troppo sgraziate e quasi "militaresche", riuscirono a minimamente scalfire le vendite del cammellino Citroen. Così all'inizio degli anni '80 si pensò di correggere la rotta concependo un modello che intercettasse il gusto giovanile approfittando dell'anzianità della Mehari con una carrozzeria più rifinita, moderna e robusta.
Costruita sulla base della Renault 4 GTL (ma identificata come Renault 5 per mera strategia commerciale) da cui riprendeva il telaio a piattaforma, il motore 1108 parco nei consumi quanto nei cavalli e l'inesorabile leva del cambio "manico d'ombrello", la nuova Rodeo era sì robusta (notevoli gli scudi paraurti e il roll bar messi a punto dalla Teilhol), era pure giovanile e indubbiamente moderna.
Peccato che fosse anche discretamente brutta, soprattutto all'anteriore, piuttosto impersonale. Il resto lo fece il prezzo, inverecondamente salato: oltre 10 milioni di lire, ben quattro in più della inossidabile Mehari.
Inevitabile la fine della produzione appena tre anni dopo l'inserimento nei listini.
Esemplare ottimo, arancione come quasi tutti gli esemplari prodotti. Le plastiche sono state ridipinte un po' troppo lucide.
Rari i cerchi in lega, più antichi del resto dell'auto.