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Mercedes 190 SL R121

mercedes190slfrabo20240921.jpg
Anno 1959, targhe alfanumeriche del 1999 (Frabo187).

Data: 22/09/2024
Commenti: 18
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Commenti
#1 | time101cv il 22/09/2024 01:24:02
www.targhenere.net/gallery2/wp-content/uploads/2024/09/mercedes190slfrabo20240921.jpg
(foto "Frabo187" )
#2 | atae21 il 23/09/2024 20:38:56
1362 visioni senza lasciare un misero commento.... dubbio
#3 | time101cv il 23/09/2024 23:47:42
Ne scrivo uno io: l'ennesima spider straniera con targhe alfanumeriche. Ormai questa categoria di storiche sta diventando la più gettonata sulle nostre strade.
Non me ne vogliano gli appassionati, tanto di cappello di fronte ad esemplari impeccabili come questo, ma sento la mancanza di tante auto comuni letteralmente scomparse dalle nostre strade.
#4 | Uno Turbo D il 24/09/2024 01:00:32
Mi risulta difficile non quotare il commento di Time in toto: è senz'altro un pezzo pregiato di indubbia bellezza, ma le storiche che mi colpiscono di più sono quelle ricordate, nella maggior parte dei casi, da persone non giovanissime, o certi modelli prodotti in pochi pezzi, o come esemplari unici, noti solo agli appassionati più incalliti.
#5 | Luka96 il 24/09/2024 01:27:29
Mi unisco al coro. Nonostante, tra i tanti modelli di spider importati a raffica, questo sia uno di quelli più gradevoli, trovo comunque noioso vedere che si importano sempre le stesse auto, ormai di certi modelli ne circolano quasi di più adesso che all'epoca, mentre tante auto popolari o comunque non di lusso, o che non "fanno figo" non se le fila nessuno e si stanno estinguendo. Per molti, le auto storiche sono solo le varie spider o sportive, e quei pochissimi modelli iconici come 500 o 2CV, le altre sono solo auto vecchie e "da vecchio" che anche se spariscono è lo stesso. Peccato che siano queste le auto che davvero popolavano le strade del secolo scorso e che hanno servito fedelmente i loro proprietari nella vita quotidiana, non erano certo piene di 190 SL o di Porsche 356, Triumph e MG le strade dell'epoca.
#6 | atae21 il 24/09/2024 12:54:11
Pienamente d'accordo con i vostri discorsi. Io di certo non mi sento in colpa di contribuire ad importare auto "tutte uguali".... visto il mio curriculum passato. Grin Però faccio anche una considerazione: chi compra un'auto del genere è per forza benestante e da tale può avere 100.000 euro (o di più) a disposizione per un suo sfizio, un suo piacere...in questo caso un'auto storica. Può essere che per lui, in passato, era questo il suo sogno, coronato finalmente con gli anni. Se uno ha tanti soldi per una storica perché dovrebbe prendersi una Ritmo 60 (piene le strade all'epoca ma non certo desiderio di un facoltoso industriale...)? Poi è vero che io con 100.000 euro comprerei almeno 25 auto meno blasonate invece di una sola da sogno ma non è certo il mio modo di pensare quello che fa testo.
#7 | prof il 24/09/2024 13:06:58
Ti stavo leggendo con interesse e mi trovavo anche abbastanza d'accordo col tuo pensiero... fino a qui:

...perché dovrebbe prendersi una Ritmo 60...

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ROTFL
#8 | deltago92 il 24/09/2024 13:11:39
Con 100.000 Euro a disposizione io mi prenderei una ben più rara e blasonata 131 Volumetrico e mi avanzerebbe anche qualche soldino Grin
#9 | Luka96 il 24/09/2024 13:50:24
Io, dato che le auto economiche come la mia Kadett le potrei prendere ugualmente, con quella cifra ne approfitterei e prenderei una 130 Coupe e una Golf GTI mk1 prima versione, che sono decisamente più impegnative come prezzi, e con quello che avanza prendo un garage dove metterle.
#10 | Frabo187 il 24/09/2024 14:23:05
Non posso che accodarmi allo stesso pensiero di chi mi ha preceduto.
Aggiungo che per me questi sono avvistamenti da "spirito di servizio", non ho certo esultato nè avuto sussulti per un'auto (ed uno stile di vita benestante) che non sento per nulla miei. Poi queste sono auto che la gente tira fuori 2 volte l'anno per fare 10 km, per carità.. E' un modo di concepire l'auto depoca che detesto.
Diverse emozioni ad esempio mi susciterebbe un'auto ben più comune, magari ancora in servizio con un/una proprietario/a di lungo corso. Quelle per me sono le auto che meritano.

100.000 euro (o di più)


Con quella cifra ci si può comprare un bel capannone dove mettere le auto Wink
#11 | PrinceMax il 24/09/2024 14:44:11
Francamente, mi sento di dire unicamente che il mondo è bello proprio perché è vario.
Ovviamente, da appassionato di auto umili, mi piacerebbe che questa varietà si estendesse anche al mondo delle auto d'epoca, con una conseguente persistenza maggiore di vetture che invece sono andate inesorabilmente perdute o dimenticate dai più. In quest'ottica, per chi sia un grande appassionato di storia dell'automobile, è naturale dopo un po' averne a noia delle solite vetture onnipresenti, come Porsche, Mercedes-Benz d'annata (touché, dato che ne posseggo una Pfft ), Maggioloni, 2CV, 500, MG, Triumph e chi più ne ha più ne metta.
Tuttavia, come diceva Davide, non mi sento di condannare chi ha parecchie sostanze economiche e decide di "coronare" un sogno regalandosi un'auto che idealizzava, magari, da decenni... naturalmente io, come molti di voi, effettuerei delle scelte differenti, ma il bello del mondo è proprio la soggettività di pensiero. Smile
#12 | prof il 24/09/2024 16:53:22
Discussione molto interessante a cui provo a dare il mio contributo.
Non è la prima volta che questo argomento viene dibattuto su queste pagine e, in un certo senso, è anche abbastanza lecito aspettarselo: la missione di questa community è "il piacere di veder circolare ancora oggi [...] il piu' grande numero possibile di auto d'annata per evocare piacevoli ricordi per chi queste auto le ha vissute e nuove emozioni per chi queste auto le ha intraviste solo in foto su qualche rivista".
E questi "ricordi" ed "emozioni" sono naturalmente ispirati da "tutte le vecchie auto (d'epoca, classiche, storiche ma anche semplici "muli" da uso quotidiano)", siano esse "ancora circolanti, ma anche semiabbandonate [...], auto in perfetto stato omologate asi cosi' come altre ridotte ad un ammasso di ruggine".

E' chiaro, quindi, che in questi lidi trovino adeguato spazio le auto più disparate e che non siano appannaggio esclusivo (come invece, purtroppo, accade in altri consessi legati al mondo del motorismo storico, virtuali e non, evidentemente ispirati a principi diversi) dei modelli più prestigiosi, rari e preziosi del panorama del motorismo storico nazionale.

Detto tutto questo, è pacifico e, in un certo senso, scontato che non tutte le auto a cui Targhe Nere apre le proprie porte siano egualmente apprezzate da tutti gli utenti: è una banalissima questione di gusti personali, più volte giustamente rimarcata negli interventi precedenti. Per cui potranno riscuotere in pari misura convinti apprezzamenti e feroci (sebbene educate) critiche auto prestigiose ed auto umili, modelli perfettamente restaurati o conservati e altri più o meno trascurati (il concetto di "giusta" patina è, da queste parti, quanto mai soggettivo), vetture dal taglio marcatamente sportivo o eleganti berline e via dicendo.

L'unico punto dal quale, però, mi piacerebbe sgomberare il campo è l'equivoco sul focus del lecito giudizio di ciascuno di noi: mi è sembrato, almeno a volte, che quella certa, malcelata, avversione alle vetture più "modaiole" nel mondo dell'auto d'epoca (potrei produrmi in un elenco piuttosto lungo ma quelle riportate in corsivo nel messaggio di PrinceMax esprimono il concetto in modo più che esaustivo) sia rivelatrice di un'intolleranza, non tanto nei confronti delle auto in sé, ma del modo di intendere il motorismo storico da parte di quella fetta di appassionati (o presunti tali) che quel genere di auto privilegiano.

Se vogliamo essere obiettivi (e, lo voglio sottolineare, nessuno ci obbliga ad esserlo), dovremmo essere in grado di distinguere i due diversi piani su cui questa discussione si concretizza e, per essere chiaro e non tirare in ballo altre persone senza che ciò sia stato richiesto, faccio un esempio che riguarda me stesso.

A me piace moltissimo la Lancia Delta Integrale "Evoluzione", il cosiddetto Deltone. Lo preferisco nettamente alle versioni della Delta che l'hanno preceduta, per la sua estrema caratterizzazione estetica, che la rende immediatamente riconoscibile ma che non è fine a sé stessa. Sono perfettamente cosciente, nonostante la mia volontaria assenza dal mondo dei social network (scelta della quale mi compiaccio ogni giorno di più), che l'auto è oggetto da parte degli appassionati di una venerazione smisurata che sconfina spesso in eccessi "talebani". Questo non modifica di una virgola il mio apprezzamento per l'auto in sé: a me piace molto il Deltone, semplicemente non mi piacciono gli eccessi di certi suoi appassionati.
#13 | mx5dan il 24/09/2024 17:31:46
A tutte le interessanti considerazioni precedenti (condivisibili o meno) ne aggiungerei una di carattere prettamente "venale".
Sappiamo bene che negli ultimi anni le auto storiche sono diventate oggetto di investimento e spesso di speculazione, a differenti livelli: mi viene quindi da pensare che possa essere abbastanza ovvio che chi nutre una passione non troppo forte verso le auto, ma ha possibilità economiche e voglia diversificare i propri investimenti, si rivolga verso un certo ventaglio di modelli quali quelli citati nei precedenti post. Sa che godono di un certo status, sa che sono rivendibili in un mercato internazionale più ampio del solo mercato italiano e presumibilmente manterranno alte quotazioni o si rivaluteranno. Quindi acquista le "solite" Porsche, Mercedes, spider inglesi di un certo costo, o anche le Deltone. Chi lo ha fatto poi 15 o 20 anni fa ci ha visto molto lungo.
Detto ciò, una 190 come quella qui fotografata è splendida e nel mio capannone ideale di 30-40 mezzi (che sarebbe molto variegato e composto anche da modelli "reietti" per la maggior parte degli appassionati o presunti tali) ce la infilerei di corsa.
#14 | Luka96 il 24/09/2024 19:35:10
In quest'ottica, per chi sia un grande appassionato di storia dell'automobile, è naturale dopo un po' averne a noia delle solite vetture onnipresenti, come Porsche, Mercedes-Benz d'annata (touché, dato che ne posseggo una Pfft ), Maggioloni, 2CV, 500, MG, Triumph e chi più ne ha più ne metta.

In realtà le 500, le 2CV e i Maggioloni non mi stanno antipatiche, principalmente perché sono per la maggioranza italiane da sempre, con targhe d'epoca, ce n'erano tante anche all'epoca e quindi rappresentano davvero il parco circolante dell'Italia del Novecento. Se ne sono sopravvissute così tante ben venga. Poi che sia più felice di vedere auto meno comuni, quello senza dubbio.
Quello che mi da noia sono i modelli inflazionati che sono importati a raffica e buona parte di quelle che girano sono arrivate nella penisola in anni recenti, già gli esemplari di quegli stessi modelli, che sono da sempre italiani o importati decenni addietro, li vedo molto più di buon occhio.
#15 | ARGiuliasuper il 25/09/2024 19:58:43
Quella che è stata ottimamente fotografata è un capolavoro a 4 ruote, un perfetto esempio di stile e di meccanica. Raggiungere i 190 kmh ed avere un’accelerazione da 0 a 100 kmh in meno di 10 secondi nel 1955 (l’anno dell’ inizio della commercializzazione) non è cosa da poco. Sospensioni, cambio e fluidità di marcia sono degni del marchio blasonato. Ho avuto modo di vederne di recente tre esemplari rischiando l’arresto pur di vederli da vicino (troppo vicino): l’interno è lussuosissimo, con pelle di colore chiaro che rende luminosissimo l’ampio e spazioso abitacolo.
Su strada va meglio della coeva e più costosa ed esclusiva MB 300 SL che, sebbene abbia un motore più potente, non ha la stessa tenuta di strada delle 190 SL, dotata di un retrotreno moderno e raffinato che ne rende piacevole la guida anche oggi. Alla fine degli anni ‘50 la 190 SL costava il 30% in più della Aurelia B24 spider e questo può dare l’idea del lusso che promana da ogni bullone della tedesca.

Se sulla qualità e sulla bellezza della vettura non può esserci discussione, penso che qualunque sia il motivo per il quale un signore, più o meno facoltoso, decida di andare a comprare una Mercedes (e dico Mercedes!) all’estero, la sua decisione è degna di rispetto assoluto, a maggior ragione da parte di chi, come noi, ama le auto e, in particolare, quelle d’epoca. Sono degne di rispetto ed attenzione sia le meno blasonate Fiat 500 R e sia le Ferrari più ambite, le Trabant e le Aston Martin. E se c’è qualcuno che decide di portare a casa una vettura bella, esotica, costosissima e poco diffusa, per me non va schernito o criticato ma elogiato ed insignito dell’ambito premio dell’iscrizione a TN senza fare domanda. Sicuramente, questo esemplare arricchisce il patrimonio motoristico circolante sul suolo italiano (sempre che non si tratti di una reimmatricolazione per targa smarrita). Ogni giorno, un bambino avrà la possibilità di vedere una 190 SL in più e magari di avvicinarsi al mondo dell’auto d’epoca perché colpito dalle cromature, dalle linee curve, dai fari tondi, dai grossi rostri dei parafanghi e dai vetri dei finestrini senza cornice. Della targa credo che gli importi il giusto e forse una Fiat 128 potrà suscitare in lui le stesse emozioni ma la cosa la vedo meno probabile. Almeno al bambino che c’è in me, nemmeno troppo nascosto, non è accaduto.

Nel nostro imbarazzante e anacronistico romanticismo (ma il romanticismo attiene all’irrazionale componente che impera nella nostra mente, almeno quando vediamo un’auto d’epoca) dobbiamo fare i conti con il mercato e con la natura dell’essere umano. A parte noi iscritti e simpatizzanti al sito che siamo una razza a parte, alla decima Giulia Super che vede, l’uomo medio si annoia. Vuole diversificare, vuole vedere cose nuove, stimolare la propria curiosità e il suo naturale interesse per conoscere cose mai viste prima, che non vede da tempo o che non ricorda perché l’età avanza (questa è una nota autobiografica). È assolutamente normale che gli stranieri vengano a comprare le nostre Alfa Romeo d’epoca e che noi andiamo a comprare le Mercedes e le Porsche in America: sono gli effetti della globalizzazione, della estensione del mercato ad ogni più recondito anfratto del pianeta.
Ricevo spesso offerte d’acquisto da parte dei miei amici olandesi a cui, astutamente, ho inviato molte foto della mia Giulia. Sono offerte generose, cospicue, ben superiori a quanto potrei ricavare da perfidi e malvagi connazionali. Le tengo per i momenti difficili: quelli prima o poi arrivano. Ma crediamo sul serio che i nordici (peraltro mercanti nati come i nederlandesi) siano stupidi ad offrirmi quelle cifre? Non credo. Pensate all’effetto di una Giulia sui ponti dei canali di Amsterdam e confrontatelo con lo sguardo pigro con cui essa viene accolta nelle strade di Testaccio (dove ne sono passate più di 10). I miei astuti amici troverebbero facilmente un amatore che gli offrirebbe di più per esotismo, per passione, perché la può vedere, toccare e non si fida di comprare online. Credetemi: se portate una 190 SL ad un raduno, raccoglie più attenzioni di una Fiat 500 L. E l’amatore che è disposto a spendere per portarsela a casa prima o poi esce fuori con una offerta fuori mercato.
Sono più le auto italiane che escono delle straniere che entrano nel suolo italico? Non ho dati per dirlo e non ho tempo per cercarli. So solo che nel nostro sito ci sono più di 2100 vetture con targhe europee. Alcune sono ritargature di auto immatricolate italiane ma il resto sono importazioni di vetture poco frequenti sul suolo italiano. Se le cercate le trovate: sono quelle dove c’è almeno un commento dove viene stigmatizzata (per usare un eufemismo) la scelta di acquistarle.
Chiudo dicendo che nella città meridionale in cui sono cresciuto ne ricordo almeno una che scorrazzava per le strade già trafficate negli anni ‘70: nera, come quella avvistata. Era di un amico dello zio con cui vivevo che aveva una Giulia Spider. Ricordo le loro accese discussioni per affermare la superiorità della propria vettura tra lazzi, burle, celie (insomma le prese in giro) seguita da feroci prove di tenuta di strada nelle curve in costiera amalfitana e test di accelerazione rabbiosi. Anche allora si discuteva su quale auto fosse migliore tra le due e anche allora l’accusa per chi non comprava italiano era di voler fare una inutile e volgare ostentazione.
#16 | bayerische il 25/09/2024 20:30:10
Senza entrare nel merito della discussione per amor di precisione indico le prestazioni reali della 190 sl, vel max 171km/h ,0-100 14.1 sec, 400m 18 sec.
#17 | blackboxes66 il 25/09/2024 20:58:21
Una diatriba che affonda le radici nei tempi della querula polemica pro italiane o pro straniere che teneva banco sulle riviste di settore negli anni 70 e 80...
Mi chiedo che cosa spinge brave persone a sentirsi in dovere di tentare di imporre ad altri qualcosa che piace a loro...
#18 | time101cv il 04/11/2024 13:47:54
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(foto "Markino" )
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