Comoda e spaziosa 2+2 con prestazioni notevolissime , ma con costi di esercizio proibitivi
Esemplare che sfoggia ancora prima quadrotta , probabilmente tramandato da nonno , a nipote , chissà ...
Per questo scatto devo ringraziare Francesco,che me lo ha gentilmente inviato.
Tempo addietro avevo incrociato questo esemplare ad un evento dedicato a Bertone,ecco la foto scattate allora.
Auto indimenticabile, semplicemente geniale anche solo come concezione.
Per certi versi, scusate la bestemmia, la preferisco anche alla Miura.
Certo che eravamo proprio bravi.
Questa foto di anteprima ce l'ho nel mio tablet da parecchio tempo ma non mi ricordo chi me la fece avere. L'ho conservata perchè la Espada è la mia GT italiana preferita e questa, con targa comasca, sarebbe la realizzazione di un sogno per me. Bellissima in tutto. Se proprio devo fare il difficile, mezzo punto in più alla prima serie con i fari posteriori della 124 Sport al posto di questi della Alfa 1750 berlina. Ma sono dettagli....
A metà degli anni '80 ho avuto il primo e unico incontro molto ravvicinato con una Espada. Amore a prima vista. L'intera porzione posteriore è talmente innovativa, personale e fuori da ogni schema che non può non piacere e meravigliare. Anche più della Miura (a quanto pare non sono il solo). Sulle Lamborghini odierne, per me si può solo stendere un pietosissimo velo. Ma anche una colata di cemento andrebbe bene.
Penso che possa essere interessante e rappresentativo di un'epoca questo parere espresso dal grande pilota Gigi Villoresi, che ricopio da una rara pubblicazione dell'ACI risalente al 1969 in mio possesso (purtroppo assai rovinata), intitolata "Le auto di oggi", nella quale moltissime automobili italiane e straniere di serie venivano sottoposte al giudizio di Taruffi, Thellung, Vaccarella, Villoresi e Williams.
"Ecco una vettura che si distingue nettamente da tutte le altre sia per la meccanica di alta classe, sia per la carrozzeria autenticamente d’avanguardia. Nello stile della Espada, Bertone ha indicato molte soluzioni che appartengono al futuro dell’automobile. Di sportivo ha soprattutto le prestazioni velocistiche, le accelerazioni brucianti, ma nello stesso tempo offre ai viaggiatori tutto il comfort piacevole e riposante di una moderna vettura da turismo. Nel suo possente motore a 12 cilindri colpisce non solamente la forza ma anche la morbidezza e la silenziosità. Raramente mi è accaduto di poter viaggiare a duecento all’ora in autostrada, magari anche con un finestrino aperto, e di poter tranquillamente conversare con il mio vicino. Altra sorpresa l’ho avuta andando alla mia casa sopra San Pellegrino: l’ultimo tratto di strada è ripido, sconnesso, tortuoso, quasi una mulattiera, tanto che quasi tutte le macchine si fermano ove finisce l’asfalto. Ebbene con la Lamborghini sono salito fin su in seconda, placido e sicuro, senza avvertire buche, senza imbarazzo di curve a gomito. Cioè non è la classica vettura di lusso sportiva con cui si viaggia solo sulle belle strade comode, ma è la macchina solida e potente che non teme ostacoli di terreno o di ambiente".
io azzarderei addirittura dream car di serie..
Ai tempi, una commistione di stile, innovazione e classe, irraggiungibili dagli altri, soprattutto fuori dall' Italia.
l’ultimo tratto di strada è ripido, sconnesso, tortuoso, quasi una mulattiera, tanto che quasi tutte le macchine si fermano ove finisce l’asfalto. Ebbene con la Lamborghini sono salito fin su in seconda, placido e sicuro, senza avvertire buche, senza imbarazzo di curve a gomito.
Mi chiedo come se la caverebbe, sullo stesso percorso, una moderna Urus.