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Lancia Aprilia

lanciaaprilia1600gt20250428.jpg
Anno 1949 (1600 GT).

Data: 28/04/2025
Commenti: 15
Visualizzazioni: 5435
Commenti
#1 | Christianland il 28/04/2025 13:27:11
Bellissimo il fatto che abbia ancora la sua prima targa, che impreziosisce ancora di più un esemplare già straordinario ed iconico di suo.
#2 | Sauro il 28/04/2025 13:29:41
Visibilità posteriore, saltami addosso Smile
#3 | Markino il 28/04/2025 13:35:39
Sbalorditivo esemplare di fine serie - quindi, dotato di propulsore 1.5 - con prima targa, rifinito in elegante tonalità bronzo metallizzato, pezzo oggi di notevole livello per collezionisti raffinati, o per "regolaristi" (ma non credo sia questo il caso).
Nel magro parco circolante di fine ani '40, quando le automobili erano faccenda soltanto per soggetti abbienti, o beni strumentali per chi doveva svolgere i propri traffici, le sofisticate "Aprilia", nonostante la produzione non certo "di massa", si incrociavano facilmente per le strade dei centri urbani; fotografie e pellicole cinematografiche ne forniscono ampia traccia.
#4 | 1600 GT il 28/04/2025 14:49:03
Foto di mio fratello che ringrazio.
#5 | prof il 28/04/2025 15:10:17
Visibilità posteriore, saltami addosso

Purtroppo la ricerca di efficienza aerodinamica comportava dei compromessi che allora non si potevano aggirare.
#6 | bob91180 il 28/04/2025 16:13:27
Avvistamento incredibile , parcheggiata di forza fra auto attuali !
#7 | mariano il 28/04/2025 16:54:28
Stupenda, tra le auto attuali fa l'effetto di quei palazzi storici che resistono tra le costruzioni modernissime. Un plus non da poco la prima targa capitolina, anche se dobbiamo dire che sul sito ce ne sono svariate di Aprilia con targhe originali, segno che probabilmente cambiavano raramente proprietario durante la propria carriera.
#8 | Alfa33 il 28/04/2025 19:19:22
Spettacolare, oltretutto con la targa romana che aggiunge fascino ulteriore.
#9 | Piero il 29/04/2025 09:39:32
Il profilo a goccia è certamente il più aerodinamico possibile, ma quanto volume potenzialmente utile si è dovuto sprecare!
#10 | fabio911 il 29/04/2025 09:58:07
Beh a guerra da poco finita... Niente di meglio di un'auto che sembra la carlinga di un aereo Cool
#11 | prof il 29/04/2025 10:54:12
Il profilo a goccia è certamente il più aerodinamico possibile, ma quanto volume potenzialmente utile si è dovuto sprecare!

Gli studi preliminari di Bertoni per la DS che prevedevano la parte posteriore più affusolata (in ossequio ai principi dell'aerodinamica) risultavano in una lunghezza della vettura di circa sei metri!

Beh a guerra da poco finita...

In realtà l'Aprilia è stata lanciata prima della guerra.
Comunque l'ispirazione aeronautica è evidente.
#12 | aureliab20 il 29/04/2025 12:11:18
Anche la Lancia Ardea 1 serie 6 volt del 1939 ha la stessa linea con i 2 vetri posteriori separati che dal 1949 diventeranno in unico pezzo. Ricordo che una linea analoga prima della guerra l'aveva anche la Tatra che però aveva il motore posteriore.
#13 | Markino il 29/04/2025 14:53:17
quanto volume potenzialmente utile si è dovuto sprecare!

A questa affermazione si può ribattere non solo studiando uno spaccato tecnico dell' "Aprilia", che mostra uno sfruttamento per quanto possibile ottimale degli spazi - lo schienale del divano posteriore è più arretrato rispetto alla battuta della portiera. e oltre inizia subito il vano bagagli, certamente non immenso - od osservandone la fiancata in rettilineo, anziché da questa prospettiva in foto - che porta a percepire una sagoma più inclinata e sfuggente di quanto non sia in realtà - ma facendo anche appello a considerazioni di ordine storico-economico sul contesto italiano dell'epoca, la cui validità può prescindere dalla disamina tecnica della vettura.
Lo "spreco" di volumi, e quindi di lamiere - argomento che ho già toccato brevemente qualche tempo fa in occasione di altro avvistamento - poteva essere normale in nazioni, come la Francia e soprattutto la Gran Bretagna, che vantavano un'abbondante disponibilità di materie prime, o comunque una forte capacità produttiva in ambito siderurgico, ed un ricco mercato interno, nonché una cultura formale che rifletteva in sagome ridondanti il "peso" del proprio Paese - di lì a poco messo a durissima prova dal secondo conflitto, e, in seguito, dal processo di decolonizzazione - ma non certo in Italia, per ragioni del tutto opposte. Povera di materie prime, e con una produzione di acciaio accodata, e a distanza, alle nazioni europee di più lunga tradizione industriale, l'Italia annoverava progettisti che, col tempo, avevano inevitabilmente dovuto sviluppare l'abilità di ottimizzare e ridurre dimensioni, volumi, materiali, componenti e cilindrate, tanto più con l'affievolirsi della fondamentale valvola di sfogo dell'export, determinata dalla rivalutazione della lira perseguita dal Regime a partire dal 1926 - chiaramente in danno dell'industria esportatrice - e il conseguente ripiego su vetture più compatte in un mercato interno penalizzato dalla scarsa capacità di assorbimento. Il miracolo compiuto da Dante Giacosa con la progettazione della minuscola FIAT "500" del 1936, autentico tributo alla dignità dell'automobile, è prova lampante di questa dinamica, ma lo sono anche la 6C 1500 della stessa FIAT (per qualche anno addirittura l' "ammiraglia" del marchio), o proprio la Lancia "Aprilia", sua diretta concorrente, le cui modeste cubature pagavano oltretutto il pegno ad una fase di autarchia dove la sobrietà era d'obbligo, senza peraltro comprometterne le doti dinamiche, risultate anzi molto buone, soprattutto per quest'ultima, con il significativo contributo delle sagome aerodinamiche all'origine di questa discussione (sebbene un po' meno efficienti di quanto possano apparire).
Nessuno spreco - o inutile sacrificio - quindi, ma un oculato dosaggio che presuppone una grande inventiva e capacità tecnica nell'assecondare virtuosamente imprescindibili "vincoli esterni".
#14 | Strabuzov il 05/10/2025 17:11:48
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#15 | sir alec il 18/02/2026 19:45:04
Pur avendone viste diverse (sempre all'interno di manifestazioni, ahimè), la linea dell'Aprilia, che sicuramente doveva spiccare anche all'epoca, continua a incuriosirmi e ad affascinarmi. Ringrazio Markino, sempre puntuale e preciso nei suoi commenti che inquadrano il contesto di nascita di questa creazione della Lancia.
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