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Rolls-Royce Silver Cloud II

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Anno 1961, targhe europee del 2004 (GiovanniSpalla).

Data: 20/06/2025
Commenti: 6
Visualizzazioni: 1718
Commenti
#1 | time101cv il 20/06/2025 08:19:28
www.targhenere.net/gallery2/wp-content/uploads/2025/06/rolls_royce_silvercloud_ckw3.jpg

www.targhenere.net/gallery2/wp-content/uploads/2025/06/rolls_royce_silvercloud_ckw1.jpg
(foto "GiovanniSpalla" )
#2 | vivi61 il 20/06/2025 09:00:55
Bellissima auto,però a me fa emozionare di più la 127 azzurra o il gt junior verde....il bello di questo forum è proprio il confrontarsi con i gusti più disparati degli appassionati di auto anzianotte
#3 | bob91180 il 20/06/2025 10:41:41
Ebbè , caspita , comunque gran bella signora questa , per di più , con comoda e pregiata guida sx ...
#4 | Markino il 20/06/2025 11:28:21
Forme maestose e ridondanti (si noti la foggia dei rostri ai paraurti, per dirne una), accentuate dal grande sbalzo posteriore, che sottolineano la straordinaria opulenza dello Spirit of Ecstasy, in realtà appannaggio, in Patria, anche dell'alta borghesia, tanto che non era difficile incrociare qualche esemplare per le strade di Londra, nel traffico o parcheggiato alla stregua di una qualsiasi vettura.
Interni dominati da pelle e legno pregiato, e meccanica poderosa - 6,2 lt. V8 sulla serie II della "Silver Cloud" - con enorme coppia e sonorità pressoché azzerata sono altre caratteristiche d'eccellenza di questa indiscussa icona del motorismo britannico.
Lodevole aver mantenuto la livrea originaria, in luogo dell'odiosa riverniciatura in bianco frigorifero spesso adottata dalle società di noleggio; per eventuali cerimonie, non vedo nulla di inappropriato in questa doppia colorazione molto tipica.
"127" e "GT" citati da Viviano sono ambiti lontanissimi e non "confrontabili" con la Casa di Crewe: quel che può dare la Rolls non giungerà mai dalle due italiane, e lo stesso vale al contrario.
#5 | alequattro75 il 20/06/2025 14:07:59
tanto che non era difficile incrociare qualche esemplare per le strade di Londra

Confermo! Soggiornai una settimana a Londra nel lontano 1999. E rimasi letteralmente basito dalla quantità di Jaguar, Bentley, Rolls e persino Aston Martin anni '80 che circolavano nel traffico londinese. Molte anche parcheggiate all'aperto nelle ore notturne. Tanto per dire, la Jaguar xj40, era diffusa, se non di più, come da noi una Thema o Kappa del periodo.
#6 | Markino il 20/06/2025 15:06:46
Negli anni '50 e '60, quando la "Silver Cloud" era prodotta, la Gran Bretagna era molto cambiata rispetto ai primi decenni del secolo. L'Impero era diventato un ricordo, dato l'inesorabile e rapido avanzare del processo di decolonizzazione, la leadership europea nella produzione industriale era passata assai presto alla Germania, nel ruolo di valuta internazionale di riferimento la sterlina era stata soppiantata dal dollaro, e il Paese aveva subito distruzioni pesantissime in aree urbane cruciali a causa dei massicci bombardamenti posti in atto dal Terzo Reich durante il secondo conflitto, che avevano obbligato ad un'onerosa ricostituzione di capitale fisso.
A fronte di questi recenti fattori di debolezza, la Gran Bretagna, tramite la sua potenza navale, la rivoluzione industriale, e gli immensi domini coloniali via via accaparrati (basti pensare a quanto era possibile drenare da un gigante come l'India), aveva però accumulato grandi ricchezze - opportunamente reinvestite anziché sperperate - per oltre tre secoli, e manteneva comunque una posizione di grande rilievo internazionale in ambito mercantile, finanziario ed assicurativo.
La borghesia produttiva e del denaro medio-alta ed alta, e l'aristocrazia di nobili e grandi possidenti erano quindi abbondantemente cresciute nel tempo in numero e risorse, e continuarono a farlo nel dopoguerra sebbene con un dominio non più incontrastato come in passato, il che rendeva possibile - tra l'altro - l'acquisto di vetture di fascia alta e di gran lusso che la Gran Bretagna, non a caso, continuava a produrre in numeri importanti sia per la Patria che per l'export, circuito questo fondamentale soprattutto negli anni immediatamente successivi al conflitto allo scopo di approvvigionare il Paese della valuta estera necessaria alla Ricostruzione.
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