Quella delle cabriolet a 4 posti "veri" e non troppo costose era una nicchia interessante e discretamente popolata, negli anni '80... la Ritmo, la Escort, la Golf, la Visa, la 205 e alla fine la Kadett (oltre ovviamente a 2CV e Dyane, ma era un po' un altro genere). Peccato si siano estinte.
Il mercato delle "scoperte" ormai è morto. Resistono la MX-5, poiché apprezzatissima dagli appassionati di questo modello cult, Mercedes e BMW, che si assicurano numeri di vendite sufficienti, grazie al loro status, e i Brand di lusso; questi ultimi possono permettersi di costruire pochi esemplari a prezzi stratosferici. La stessa Mazda, ha usufruito dell' alleanza di Fiat per dividersi le risorse necessarie alla realizzazione rispettivamente di MX-5 nd e 124 Spyder; la Fiat ha smesso di produrla prematuramente, la nipponica è ancora sulla cresta dell'onda sebbene presentata nel lontano 2014.
Non escludo il ritorno, citando il titolo di un brano del grande Franco Califano, per le spider e cabrio chissà, e soprattutto, quando!?
Dirò una ovvietà, ma nella fascia media o medio-bassa del mercato, si è estinto praticamente tutto: tranne sparute eccezioni restano da acquistare solo auto a 5 porte, 5 posti, costituite da un volume che alloggia un motore e un volume più grande, di dimensione variabile, a seconda se si vuole rimanere alti o molto alti da terra.
Niente più cabriolet basate su auto di segmento B o C, niente più spider, TA o TP che fossero (sempre sia lodata Mazda che continua a vendere la Mx-5), niente più coupé abbordabili, niente più monovolume compatte che a loro modo erano comunque auto "intelligenti", offerta di compatte o utilitarie ridotta all'osso (e a caro prezzo) dopo che grandi marchi come Fiat, Ford, Citroen hanno dismesso i loro modelli. Una desolazione.
Non voglio avventurarmi in analisi socio-economiche che non ho i mezzi per affrontare (altri iscritti sono più titolati di me) ma ho la sensazione che la ciclica esplosione e successiva estinzione di certe tipologie di vettura sia uno specchio dei tempi.
Le coupé e le scoperte di segmenti medio-bassi (perché di questo stiamo parlando, l'alto di gamma segue altre logiche) hanno prosperato in due periodi ben precisi negli scorsi decenni: tra la metà degli anni '50 e l'inizio degli anni '70 e, successivamente, tra la metà degli anni '80 e gli anni 2000.
Nel primo caso, eravamo in pieno boom economico (che propriamente si limita ad un periodo temporale più ristretto, a cavallo tra la fine dei '50 e l'inizio dei '60), si usciva dalla ricostruzione post-bellica e l'auto abbordabile ma sfiziosa si inseriva perfettamente in un generale clima di ottimismo e di progresso.
Il periodo buio dei '70, con le contestazioni giovanili sfociate poi negli anni di piombo e con la crisi petrolifera, hanno fatto sì che anche l'auto tornasse, per effettiva necessità e per il desiderio di non apparire, a ricoprire un ruolo più utilitaristico. Le poche coupé e cabriolet/spider alla portata di molte tasche ancora a listino erano, nella gran parte dei casi, dei cascami del decennio precedente.
Con gli anni '80, con la chiusura di questo capitolo buio, torna a farsi strada un'idea più "leggera" di automobile, con la nascita del filone delle hot hatch prima e con il ritorno delle coupé vere e proprie e delle scoperte dopo. Negli anni '90, quelli della mia giovinezza, praticamente nessuno tra i costruttori generalisti poteva permettersi di non proporre almeno un'auto sportiveggiante nella propria gamma.
Il progressivo impoverimento reale del paese in termini di potere d'acquisto ha posto poi di nuovo un freno a questo fenomeno.
A questo andamento vagamente sinusoidale con frequenza approssimativamente decennale si è sovrapposta, purtroppo, l'onda lunga della nuova percezione dell'automobile che, a differenza di quanto accadeva in passato, oggi non è più vista come strumento di libertà e di espressione di se stessi e, anzi, è spesso demonizzata e ostracizzata da un impianto normativo sempre più vincolante e punitivo.
Il progressivo impoverimento reale del paese in termini di potere d'acquisto ha posto poi di nuovo un freno a questo fenomeno.
A questo andamento vagamente sinusoidale con frequenza approssimativamente decennale si è sovrapposta, purtroppo, l'onda lunga della nuova percezione dell'automobile che, a differenza di quanto accadeva in passato, oggi non è più vista come strumento di libertà e di espressione di se stessi e, anzi, è spesso demonizzata e ostracizzata da un impianto normativo sempre più vincolante e punitivo.
Infatti prof, direi che l'ultimo paragrafo del tuo intervento è quello che meglio descrive la situazione ma va esteso a una visione e normativa più ampia, almeno a livello europeo. Anche perché l'impoverimento che registriamo in Italia non trova uguale corrispondenza in tutti gli altri paesi, eppure l'assenza di offerta di auto più "sfiziose" coinvolge praticamente la totalità dei costruttori europei.
Mah, vedo però una preferenza predominante, piatta e trasversale verso i SUV. Sportive, cabrio e spider non sono desiderate come una volta; mi ricordo quanto erano ambite ad esempio una Golf GTI, una BMW serie coupé o il classico Duetto, auto acquistate dopo aver raggiunto un certo livello guadagni sul lavoro, e giusto "premio" alle proprie ambizioni e sacrifici, e chi non poteva comprarle nuove, andava sull'usato.
Oggi, a parte una piccola platea degli appassionati, tutti gli altri che desiderano e comprano l'auto figa e che fa figo (scusate i termini), vogliono il SUV, si prestazionale, ma bello grosso e dal marchio prestigioso, Big is better oserei dire..
Da proprietario di MX-5 NA concordo su tutto e aggiungo che temo che i costi delle normative in materia di sicurezza abbiano messo il proverbiale carico da undici.
La stessa Miata, se non fosse venduta, oltre che da noi, anche in Giappone e negli USA, sarebbe morta e sepolta.
Mah, vedo però una preferenza predominante, piatta e trasversale verso i SUV. Sportive, cabrio e spider non sono desiderate come una volta
E' esattamente quello che dicevo: l'auto ha perso la sua connotazione "romantica". Oggi l'acquirente medio preferisce un'auto più spaziosa, confortevole, sicura (caratteristiche, almeno in parte, più percepite che reali ma tant'è...) ad una più emozionale ma meno pratica.
Anche chi acquistava negli anni '60 o negli anni '90 una piccola coupé o una spider sapeva che una station wagon o una monovolume sarebbero state una scelta più razionale ma l'aspetto emozionale aveva la meglio.
Mio padre, quando stava per avere il primo figlio (correva l'anno 1971), acquistò una 124 Sport Coupé, non una 124 Familiare. Oggi, quando una famiglia sta per allargarsi, sembra che non si possa fare a meno del SUV.
Purtroppo è un circolo vizioso, il proverbiale cane che si morde la coda: l'utenza richiede sempre meno auto emozionali, i costruttori, non potendo contare su volumi sufficienti, non possono investire sullo sviluppo di nuovi modelli (anche alla luce delle normative citate da quattrokki) per cui l'offerta si assottiglia sempre più e si limita alle fasce di mercato più alte, dove il fattore prezzo è meno rilevante ma dove, necessariamente, si riduce la fetta di potenziale clientela. Per cui gli appassionati (che sono sempre di meno) hanno un ventaglio di scelte sempre più ristretto e, alla fine, in molti casi (quasi la totalità) devono ripiegare su auto più "normali" e... il circolo vizioso continua.
Mi aggancio ai commenti precedenti che mi capitano a fagiolo per una piccola considerazione sulle auto cabriolet. Sono da poco tornato dalle vacanze che ho passato sulle coste abruzzesi e ho notato una clamorosa presenza di automobili cabriolet di tutti gli anni, credo di non aver mai visto così tante scoperte in un solo mese, nemmeno in altri luoghi vacanzieri che ho frequentato; Quelle più economiche erano quasi tutte più che ventenni, età dovuta alla totale assenza di cabriolet economiche più recenti se si fa eccezione per Mini cabriolet (che infatti era abbastanza presente nel circolante), questo mi ha dimostrato che non tutti sono rimbecilliti dietro ai suv e in determinati luoghi sanno ancora apprezzare "i capelli al vento", ma se non c'è offerta di auto recenti in questo settore saranno praticamente costretti a virare su altro genere di auto, e i costruttori avranno ancora più scuse per non produrre scoperte e togliere quel paio di modelli che resistono. Ovviamente tutti i torti non li hanno, i Comuni costieri sparsi in Europa non ripagano i costi di progettazione di una cabriolet, però è veramente triste dover ripiegare necessariamente sull'usato per avere una scoperta.
Detto questo, torniamo alla Ritmo in foto, i cerchi sbaglio o sono quelli della linea accessori Lancia offerti su Dedra?
Bisogna anche vedere se le case automobilistiche producono quello che la gente vuole oppure la gente compra (inevitabilmente) quello che le case producono. Tutto mi pare si stia adeguando ai tempi; solo "nostalgici" delle auto viste in una certa maniera (e non solo per gusti ma anche per portafogli) non si piegano all'acquisto di queste moderne astronavi ormai senza motori. Mio padre (80 anni) ha sempre avuto auto di un certo fascino (Giulia, Alfetta, Golf GTI, BMW 320...); se fino agli anni 80 gli avrei detto di comprarsi una Skoda mi avrebbe preso per drogato. Che auto ha oggi? Una Skoda Yeti (comprata usata)! Voglio dire che troppe cose sono cambiate in questi decenni, anche nel modo dell'auto. Non potendo tornare indietro (come nella vita), quasi tutti si adeguano. Io finché posso tengo duro con le mie auto datate in famiglia...
Oggi l'acquirente medio preferisce un'auto più spaziosa, confortevole, sicura (caratteristiche, almeno in parte, più percepite che reali ma tant'è...) ad una più emozionale ma meno pratica.
A mio parere molti scelgono i suv non perché spaziosi, confortevoli, sicuri, ma perché vanno di moda e fa figo avere il suv, se andassero di moda le spider comprerebbero quelle. Non per niente sono nati i crossover, perché vanno di moda i suv, e chi non può permetterseli, o non vuole auto grosse, così gli sembra di avere comunque un suv, ma compatto (si fa per dire, viste le dimensioni delle auto attuali) ed economico (anche qui si fa per dire, ormai economica non lo è più neanche la Panda). Al giorno d'oggi avere il suv grosso è associato ad uno status sociale elevato, come lo era una volta possedere una Flaminia o una Fiat 2300. Praticamente più hai un'auto grossa, più te la passi bene, è questo il segnale che trasmettono. Oltre al fatto poi che c'è gente che fa finanziamenti di non so quanti anni per prendere il SUVVONE anche se non potrebbe permetterselo, sempre e solo per apparire.
Praticamente più hai un'auto grossa, più te la passi bene, è questo il segnale che trasmettono
Piccolo OT. Ho letto da qualche parte che in certi ambiti lavorativi, chi possiede un orologio dal quadrante enorme vuole esibire supremazia sugli altri, in altre parole, più l'orologio è ingombrante, più vuoi trasmettere potere. Non so se fra gli iscritti c'è qualche psicologo/psicoterapeuta che può saperne di più.
Una volta si diceva che l'automobile grande servisse a compensare altre carenze, pensandoci credo fosse solo invidia,dell'auto naturalmente non del resto.
Bisogna anche vedere se le case automobilistiche producono quello che la gente vuole oppure la gente compra (inevitabilmente) quello che le case producono
questo cambiamento è avvenuto non solo per le auto ma anche per i treni: fino ad un paio di decenni fa erano le singole ferrovie a redigere i capitolati e le linee guida con cui le aziende costruttrici avrebbero dovuto produrre i rotabili; da un po’ di tempo il processo si è rovesciato e le imprese ferroviarie scelgono - su input di regioni e preferenze dei clienti - quali treni comprare tra un ristretto catalogo di mezzi disponibili sul mercato
fine OT
Bisogna anche vedere se le case automobilistiche producono quello che la gente vuole oppure la gente compra (inevitabilmente) quello che le case producono.
Alla fine della 2°guerra mondiale il mercato automobilistico americano era diventato un "mercato di venditori", cioè il coltello era in mano alle aziende che potevano vendere ciò che volevano tanto sarebbe stato acquistato visto che le persone erano uscite da un periodo di limitazioni agli acquisti e adesso volevano spendere per rimpiazzare ciò che avevano.
Dall'inizio degli anni 50 invece si trasformò in un "mercato di compratori", cioè erano gli acquirenti a dettare il passo visto che adesso la maggior parte si era sistemata e non c'era più una corsa agli acquisti. Fu ciò che mando in crisi gli "indipendenti", cioè le case non appartententi alle "Tre Grandi" General Motors/ Ford/ Chrysler, che non riuscirono a tenere il passo con i costanti cambi di stile e prezzo che avvenivano ogni anno nel tentativo di guadagnare anche un solo compratore in più.