Sempre apprezzata anch'io, piuttosto signorile e dai buoni contenuti. L'esemplare comparso in "Squadra antiscippo" (1976), erroneamente identificato come una 128 dal poliziotto Ballarin, era targato ROMA F4**** e sicuramente in condizioni nettamente peggiori di questo, pur avendo soli 6 anni di vita circa all'epoca.
Ricordo anche io quel refuso in quel film! In effetti la A111 andava a fare concorrenza anche alla Fiat 128, anticipandone i contenuti. Meno male che l'Autobianchi anche senza di lei riuscì a campare bene fino agli anni 80 con l'amata A112 (poi con la Y10 fino ai 90) ma questa valida berlina avrebbe meritato più successo. Esemplare della prima serie probabilmente restaurato e tenuto palesemente da amatore.
Straordinaria superstite di un modello di altissimo valore storico.
Unica nota stonata, gli specchietti avvitati ai parafanghi, che, forse, potrebbero indicare un passato da "roulottista".
"Altissimo" è obiettivamente esagerato; che aggettivi usare allora per le Lancia "Lambda", "Aprilia" e "Aurelia", o per la Citroen "DS", per fare qualche esempio ?
Sicuramente una buona auto, poco capita sul nostro mercato, anche se la prima trazione anteriore del Gruppo fu la "Primula", che riterrei storicamente più importante, se vogliamo cimentarci in graduatorie.
Dato anche il breve periodo di produzione, con un consuntivo di circa 58mila unità, e lo scarso interesse suscitato tra gli appassionati in qualità di "storica", pagando il consueto pegno all'essere una berlina non spiccatamente sportiva, le unità sopravvissute della "111" sono una manciata, e la 1a serie, in particolare, è estremamente rara.
Solo lodi per questo esemplare in gran spolvero, e ancora con prima targa. Il padre di un compagno delle elementari, un bancario, se non ricordo male, nella 2a metà degli anni '70 ne possedeva una gialla, non ricordo esattamente se 1a o 2a serie, quest'ultima con gruppi ottici posteriori "raddoppiati", un classico nei restyling di fine '60-primi '70.
Il mio parere, sicuramente balzano, è quello di non aver tentato o voluto osare di più visto e considerato il prezzo di listino non popolare. Avendo già sostenuto i costi per la trasversalizzazione del solito motoraccio ad aste ticchettanti, si poteva montare il brillante bialbero da 80 CV, bello e pronto, in abbinamento al cambio a 5 rapporti. Purtroppo non sapremmo mai come sarebbe andata, tuttavia un'autovettura così particolare mi piace immaginarla motoristicamente all'avanguardia.
Automobile che ho sempre gradito particolarmente, preferisco però la seconda serie coi doppi fari sul posteriore, questa mi dà l'impressione di essere incompleta, troppo spoglia, e concedetemelo, anche meno personale nel disegno.
Queste auto sono quelle che adoro di più: di valore modesto, ma di rarità assoluta, sebbene il concetto di rarità oggi venga abusato da molti un po’ per tutte le auto datate..
Io da bambino di A111 ne ho viste ben poche e prima di conoscere Targhenere ero convintissimo che fosse una "sorella Autobianchi" proprio della 128. Sono caduto dal pero quando ho scoperto che così non è.
(foto "Frabo187" )