Cerchi della 128 Sport? In ogni caso, stanno anche meglio dei suoi originali, secondo me: invece la calandra con quei fari incastonati, da lontano, ricorda il muso delle Renault 4 di fine anni Settanta o quello del fuoristrada Daihatsu Taft.
I fari supplementari in quella posizione, incastonati come se fossero parte del frontale originale, stanno davvero benissimo! Molto meglio dei fari supplementari esterni agganciati al paraurti che montano molte A112.
I fari supplementari in quella posizione, incastonati come se fossero parte del frontale originale, stanno davvero benissimo!
Non so se il proprietario ne sia consapevole, temo di no, ma quella calandra è una citazione molto dotta.
Già nel 1970, ancor prima di Carlo Abarth, il palermitano Giliberti si cimentava in elaborazioni, stradali e agonistiche, delle prime A112 903cc, con cilindrate 1000 e 1300.
Tra le mille modifiche e sviluppi, la calandra coi doppi fari a incastro era una delle proposte sulle Giliberti per utilizzo stradale.
Rimarchevoli, per la storia, i tanti successi di classe delle Giliberti nelle Targa Florio dei primi anni '70.
Una mascherina nella mascherina: quella della R4 dentro quella della A112. Per me non se po' verè.
E per quanto riguarda i cerchi, gli originali per Elegant e Abarth sono tra i cerchioni più indovinati per aggressività contenuta o spinta. Io glieli rimetterei di corsa.
Non discuto sulle modalità di realizzazione della calandra, e neppure se la citazione alle Giliberti fosse voluta (purtroppo non le conosce quasi nessuno) ma il fatto rimane.
Ho foto di un depliant della A112 Giliberti (ovviamente con quella calandra) ma non sono in grado di caricarlo, senza aiuto.
Quanto ai cerchi, possono non piacere ma sono dei Cromodora in lega di magnesio con canale ed et perfetti come alternativa ai CD57 optional dell'Abarth.
Se suggeriamo di rimettere i Fergat di serie, benissimo, ma allora rimettiamo a posto anche tutte le altre componenti alterative montate a caso.
Salvaguardando, naturalmente, la collezione di pupazzetti che vedo benissimo su strada curvosa...
Ringrazio Rosario per la pronta pubblicazione, ed approfitto per spendere due parole sulle meteore Giliberti.
Questo Concessionario / elaboratore palermitano battè sul tempo e non solo Carlo Abarth, proponendo prima di lui delle evoluzioni molto belle e performanti in versione stradale, alle quali diede spinta commerciale partecipando alla gara di casa, la Targa Florio, con diversi esemplari (ufficiali, diciamo così, e privati) soprattutto in Gr.5 (prototipi) davvero velocissimi.
Poi a fine 1971 arrivò la Abarth 58HP che contrastò il progetto commerciale di Giliberti, oggi quasi sconosciuto e dimenticato fuori dalla Sicilia.
Nota curiosa, la più vecchia A112 Abarth ancora esistente, con targa TP10, è in condizioni strepitose ora a Catania.
(foto "ARGiuliasuper" )