A vederle da lontano sembra siano venute meglio della schifezza che ho visto sull'auto di un amico, uno dei primi della mia provincia ad usufruire della legge. "il mio falegname con 30.000 le avrebbe fatte meglio..."
Per quanto ho capito, nel corso della vita di quell'auto deve poter risultare almeno una passata immatricolazione italiana perché si possa rivendicare il numero di targa corrispondente.
Se la macchina ha sempre "vissuto" all'estero, una volta importata in Italia potrà solo ottenere targhe "europee" correnti.
Per quanto ne so, in base alla legge quadro, direi di sì.
Poi non ho seguito le circolari applicative su questi casi specifici.
Già ho avuto abbastanza grane con la mia pratica, che era il caso più semplice in assoluto, e non desidero addentrarmi in rogne di livello superiore, che lascio ai diretti interessati.
Mi pare comunque che non fosse preclusa la possibilità di richiedere targhe disponibili coerenti col periodo della vettura.
Ma, ripeto, non ho approfondito.
Grazie Fabio per la precisazione.
Può essere allora che il caso dibattuto non sia stato ancora oggetto di successive norme di dettaglio per la sua applicazione concreta.
Sinora, ho già visto diverse targhe "recuperate", e si è sempre trattato del caso "canonico" di reale, precedente, targatura italiana.
Si può richiedere la targa solo con il numero presente nella visura che rilascia il Pubblico Registro Automobilistico (PRA); se dai dati d’archivio risulta che al veicolo, negli anni, sono state assegnate targhe diverse, si può indicare nella pratica il numero di targa d’epoca prescelto.
Può avere targhe italiane solo se è stata precedentemente immatricolata in Italia (poi ritargata, radiata, esportata, demolita...). Ma se nata all'estero e mai stata con targhe italiane, allora no (per il momento).
Quest'Alfa, tra l'altro, mi pare sia stata esportata in Francia solo 2 anni prima di essere reimportata nuovamente in Italia.
Ma se nata all'estero e mai stata con targhe italiane, allora no (per il momento).
Spero che sia per sempre e non per il momento, assegnare ad un'auto targhe che sono appartenute ad un'altra auto per me non ha senso, sarebbe come cancellare la storia di un'altra auto, che tra l'altro se radiata su suolo privato o esportata e in futuro dovesse essere nuovamente immatricolata in Italia, non potrebbe riavere la sua vera targa d'origine perché assegnata ad un'altra auto. Sarebbe un caos pazzesco, oltre al fatto che secondo me non avrebbe senso, non si saprebbe più quali auto montano davvero targhe d'origine e quali in realtà sono importate e montano targhe riassegnate. Come dissi già in passato, secondo me l'unica cosa che può avere senso è assegnare, alle auto che non hanno una precedente immatricolazione italiana, targhe con nuove numerazioni partendo da dove si erano fermate le targhe provinciali della rispettiva provincia. Ad esempio Parma è arrivata fino a 660000, si potrebbero assegnare nuove targhe partendo da 660001 nel formato prescelto (quadra, nera componibile o bianca componibile).
Ammetto di non aver voglia di andare a recuperare la normativa ma quando me ne occupai per l'unica (per fortuna) delle mie, mi lessi tutto.
Credo di ricordare bene dicendo che era previsto (in teoria) ogni tipo di caso. Anche, per esempio, veicoli con documentazione perduta, che è forse ancor peggio di una immatricolazione precedente solo estera.
Come già osservato, molti sollevarono dubbi operativi e non solo.
Ma poichè in Italia una legge da sola non vale nulla senza decreti attuativi, alcuni di questi furono bene o male pubblicati ed altri no. Finora o più probabilmente per sempre.
Così abbiamo una norma che in teoria prevede diverse possibilità, ma in realtà solo alcune di esse sono realizzabili.
Forse è meglio così, visto che già le opzioni previste operabili sono state costellate di errori, marce indietro, rinunce operative e via sbagliando.
Forse è meglio che l'ineffabile Ministero si fermi qui, che ogni altro passo che compie è a rischio di ulteriori pasticci...
Per poter effettuare la reimmatricolazione storica dev'essere riconosciuta e certificata l'immatricolazione originale italiana con documenti che riportano il numero di targa originale, altrimenti non è possibile fare le pratiche.
Quest'auto, come già detto da molti, è stata esportata in Francia per ragioni sconosciute nel 2022 (probabilmente trasferimento temporaneo del proprietario) per poi ritornare qui in Italia l'anno scorso. Con la nuova legge ha potuto riottenere le targhe originali di Padova.
Mi associo ai complimenti per lo splendido esemplare.
La ratio della norma che impedisce l'assegnazione di una sigla non appartenente alla storia della vettura è quella menzionata da Luka96: non si può escludere che la targa assegnata non venga rivendicata per una macchina che quella targa l'ha avuta nel passato. Non credo che questo principio potrà essere violato da norme future. Non si tratta di evitare il caos ma di innescare la possibile violazione di un diritto, anche se la probabilità che ciò avvenga è residuale.
(foto "M_Fix" )