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Alfa Romeo Dauphine

alfaromeodauphineluzzo20260124.jpg
Anno 1960 (Luzzo).

Data: 27/01/2026
Commenti: 12
Visualizzazioni: 964
Commenti
#1 | time101cv il 27/01/2026 13:15:59
www.targhenere.net/gallery2/wp-content/uploads/2026/01/ag1a.jpg
(foto "Luzzo" )
#2 | Biturbo83 il 27/01/2026 13:50:42
auto che mi e sempre piaciuta.
#3 | atae21 il 27/01/2026 14:27:42
Di questa, nonostante fosse una Renault, non si è mai parlato male? Visto il trattamento ricevuto dalla "Nissan" Arna... dubbio
#4 | GiovanniSpalla il 27/01/2026 15:21:39
Una coeva Fiat 1100 la trovo decisamente più gradevole, equilibrata e moderna di questa Renault...
#5 | prof il 27/01/2026 18:01:30
Di questa, nonostante fosse una Renault, non si è mai parlato male? Visto il trattamento ricevuto dalla "Nissan" Arna...

C'è una differnza di fondo: la Dauphine prodotta dall'Alfa Romeo era una Renault Dauphine prodotta in Italia per aggirare i dazi doganali, di fatto identica, a meno di dettagli marginali, alla versione originaria.
L'Arna, invece, non era una Nissan Cherry prodotta su licenza ma un'auto a sé stante che coniugava la scocca della Nissan con la meccanica Alfa Romeo. Probabilmente, per questo motivo, le aspettative riguardo all'identità Alfa Romeo erano più alte rispetto a quelle della Dauphine e, di conseguenza, da qui nacquero le feroci critiche.
#6 | bob91180 il 27/01/2026 20:13:49
Ottimo reperto ben conservato ed ancora dotato di fascinosa prima targa
Ho viaggiato spesso da bambinetto su quella di amici dei miei e ricordo la simpatica sonorità allo scarico
Molto ballerina per via dei pesi mal ripartiti ha cambio con leva a pavimento a sole 3 marce
#7 | mariano il 27/01/2026 21:05:42
Grande avvistamento, molto fascinosa con le targhe originali agrigentine, la immagino girare sulle tante strade sterrate dell'epoca nelle campagne di Agrigento.

Una coeva Fiat 1100 la trovo decisamente più gradevole, equilibrata e moderna di questa Renault...

Con i suoi 850 cc dubito potesse considerarsi concorrente della 1100, non ho i listini alla mano ma credo costasse anche molto meno dell'Italiana. Difficile trovare una concorrente valida per la Dauphine nel 1960, le principali arrivarono negli anni immediatamente successivi (Simca 1000 in primis), forse giusto la BMW 700.
#8 | TanteUno il 27/01/2026 22:36:21
da qui nacquero le feroci critiche

La tua analisi può essere corretta. Aggiungo anche che forse banalmente il mondo nel frattempo era cambiato...
#9 | Stezz il 28/01/2026 01:22:34
Esemplare apparentemente ottimo di un modello che mi ha sempre attirato per la sua particolarità estetica, dominata dalle linee curve. Nata come erede designata, ovvero "delfina", della fortunata 4CV, a cui venne inizialmente affiancata e da cui ereditò l' impostazione meccanica, fu essa stessa oggetto di un buon riscontro commerciale in varie parti del mondo. Auto talvolta criticata per la sua precaria tenuta di strada, inficiata dallo squilibrio dei pesi dovuto alla soluzione meccanica del "tutto dietro", nel periodo di produzione fu oggetto di vari affinamenti atti a migliorarne la guida, adottati di pari passo al miglioramento delle prestazioni, come l' adozione, nel 1960, delle sospensioni "aerostable", brevetto dell' eclettico Ing. Gregoire, che mi pare consistessero sostanzialmente in una particolare elaborazione a carico degli ammortizzatori. Si trattava di una onesta berlina, utilitaria ma a quattro porte, che in Italia andava dunque a collocarsi a metà tra la 600 e la 1100, un po' come suggeriva la sua stessa cilindrata. La produzione italiana, avviata nel 1959, fu da subito oggetto di qualche miglioria di dettaglio, come l' adozione dell' impianto elettrico a 12v e la possibilità di avere, credo da subito, il cambio a 4 velocità opzionale per poi divenire in seguito di serie. Inoltre anche gli interni, tappezzati con materiali similari a quelli della Giulietta, davano un tono di maggior prestigio all' allestimento. Veicolo ormai molto raro a vedersi, rappresenta un avvistamento estremamente interessante di una vettura assolutamente di mio gusto
#10 | time101cv il 28/01/2026 13:35:37
la immagino girare sulle tante strade sterrate dell'epoca nelle campagne di Agrigento.

Ti comunico che negli anni 60 anche in Sicilia c'erano le strade asfaltate. Fatta questa doverosa premessa, la Dauphine in quegli anni era un'auto scelta dalla media borghesia, che poteva permettersi un'auto più grande della Fiat 600. E se l'adesivo che campeggia sul parabrezza non è stato aggiunto di recente, dovrebbe confermare la mia teoria nel caso specifico di questo esemplare.
#11 | ARGiuliasuper il 28/01/2026 14:07:56
Il problema della tenuta di strada della Dauphine fu risolto (con l’introduzione delle sospensioni Aérostable) nel 1960, dopo qualche anno dall’inizio della commercializzazione ma troppo tardi per recuperare il danno di immagine che perdura anche dopo più di 60 anni. Non so quale versione avesse, ma un mio prozio (fratello di mio nonno), un benestante scapolo appartenente alla media borghesia, ne possedeva una che, in una sera buia e tempestosa, si ribaltò lungo una strada in discesa, tortuosa ma asfaltata e larga. Credo che si trattasse di una Renault (non di un’Alfa) perché, uscito illeso dall’incidente, acquistò una Renault 8 Major con motore da 1108 cc in cui ho fatto in tempo a viaggiare. Il prozio era una persona singolare e tra le sue piccole soddisfazioni c’era quella di uscire per andare al lavoro con la sua R8 con un calcolato ritardo nelle mattinate umide e piovose. Entrava nel cortile dove era ricoverata la sua vettura (peraltro vicino al mare) tra una decina di Fiat, tra 600, 850, 128 e 1100, e sotto lo sguardo dei suoi vicini, alle prese con motori che si rifiutavano di partire, lui accendeva la sua Renault al primo colpo con un perfido sorriso di soddisfazione. Personalmente, ritengo che la Dauphine sia imparagonabile alle Fiat coeve. Come dice Time100cv, questa vettura si collocava tra le 600 (rispetto alla quale aveva il vantaggio della 4 porte) e le 1100. Le sue linee morbide e rotonde compiacevano gusti diversi dalle linee tese e dalle pinne delle Fiat 1100 del tempo che, al contempo, avevano prestazioni migliori. La Dauphine mi è sempre piaciuta e trovo questo esemplare splendido per colore e condizioni. Mi piacerebbe avere una Alfa Romeo Dauphine perché la trovo bella e per poter partecipare ai raduni tematici dei miei amici alfisti, che non perdono occasione per decantare orgogliosamente le linee aggressive e le prestazioni delle Alfa Romeo, e vedere le loro reazioni. Purtroppo, non se ne vedono molte in giro e sul mercato ancora meno (almeno in condizioni decenti).
#12 | Uno Turbo D il 02/02/2026 14:03:57
Ti comunico che negli anni 60 anche in Sicilia c'erano le strade asfaltate

Mariano parla chiaramente di "campagne" agrigentine, che dubito avessero grandi quantità di asfalto, sessanta e passa anni fa: ma credo che l'utente volesse evidenziare il lato più "romantico" e suggestivo della scena da lui descritta. Sul posizionamento di mercato, invece, concordo.
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