Quasi un Dream Car, per i suoi volumi levigati, l'assenza di stilemi eccessivamente vistosi, e il motore posteriore che, per una grande berlina, fu una scelta più unica che rara per la storia automobilistica; ovviamente oggi gioca anche la carta della rarità (specie in Italia).
Lessi tanti anni fa su Quattroruote, un articolo su questo modello, in cui si sottolineavano le caratteristiche di un assetto alquanto critico in certe condizioni di marcia, a causa tra le altre cose, del posizionamento del motore unito al peso non indifferente. Io l'ho sempre vista come una grossa Prinz.
È un vero peccato che la foto sia disturbata dalla Toyota, in ogni caso visione sublime ed inaspettata colore magnifico come le condizioni, ciliegina sulla torta la fantastica targa Triestina. Poco importa oggi se la tenuta di strada risulta critica in velocità, senz'altro con questa macchina si fanno delle belle passeggiate a bassa velocità
Ralph Nader (avvocato), nel 1965, pubblicò un libro che in Italia uscì col titolo 'L'auto che uccide' dove evidenziava quanto la Corvair fosse una delle auto più pericolose mai prodotte. Testo interessantissimo anche per i verbali dei processi a riguardo.
La Chevrolet è l'indiscussa protagonista del testo; in realtà, si parla anche di gran parte della produzione USA di quegli anni e di quanto poco fosse stato fatto in tema di sicurezza attiva e passiva fino ad allora.
Della Corvair va sicuramente salvata l'innovazione della linea che influenzò alcuni modelli anche europei (Fiat 1300/1500 o Prinz, as es).
Fu dopo l'uscita clamorosa del libro che dal 65 le Case americane cominciarono a prendere maggiormente in considerazione il tema della sicurezza, appunto.
Molto bello l'intervento scritto in calce all'edizione italiana di Mazzocchi, fondatore di Quattroruote.
Dinky Toys e Corgi Toys produssero due bei modelli di questa compatta popolare a motore posteriore.
È un vero peccato che la foto sia disturbata dalla Toyota
Me ne rendo conto, ma è già un mezzo miracolo essere riuscito a scattare una foto pubblicabile: ero al telefono quando l’ho vista venirmi incontro e ho dovuto chiudere immediatamente (per fortuna si trattava di mia sorella ), motivo per cui non ho fatto in tempo a riprendere anche il frontale.
Al di là dell'apprezzamento per l'auto in sé, mi incuriosisce molto la targatura italiana dall'origine. Scelta allora senza dubbio originale.
Nel 1962 quanto costava? E quali erano le sue concorrenti presenti a listino?
Bellissima, non sono un amante delle giga auto americane, per tale motivo le dimensioni "compatte" della Corvair me la fanno gradire particolarmente. Sarei curioso anche io di conoscere la storia di questo esemplare, soprattutto sarei curioso di sapere il nome del rivenditore che le portava, non sono certo fosse regolarmente a listino infatti.
Pur non essendo anch'io particolarmente appassionato delle auto americane, trovo la Corvair veramente stupenda, qua valorizzata ulteriormente dal bellissimo colore e dalla targatura eccezionale. Vettura dalla storia controversa, forse poteva risultare meno sicura rispetto alle auto americane del periodo, ma non credo che lo fosse rispetto alla produzione media europea; per intendersi, non credo proprio che risultasse meno sicura, ad esempio, rispetto ad una Fiat 600 e nemmeno ad una relativamente più massiccia Volkswagen... La sua linea, a mio giudizio bellissima per la sua pulizia ed eleganza, non a caso fece epoca e fu di ispirazione, come già detto, per lo stile di parecchi altri modelli europei. La commercializzazione delle vetture Chevrolet penso che fosse gestita, su richiesta, attraverso la rete di vendita e assistenza della General Motors, ossia dai concessionari Opel (ma non ne sono del tutto sicuro). Appena potrò accedere al mio archivio di Quattroruote dell'epoca controllerò meglio ed eventualmente vi aggiornerò, anche sulla questione del prezzo
Fotografata in fiera a Padova nel 2021; ho delle foto un po’ brutte, ma che allegherò appena avrò modo di mettermi al pc.
Inutile dire che sono felicissimo che sia rimasta in Italia. La targa originale di una città che mi piace molto completa il quadro. Il fatto che sia stata immatricolata in una zona di confine potrebbe spiegare la scelta fuori dal coro rispetto ad altri automobilisti.
Per quanto riguarda la disponibilità in Italia, ecco cosa riporta il "Catalogo Mondiale dell'Automobile 1962"*:
- Corvair 700 Berlina 2.874.000 Lire
- Corvair Monza Berlina 3.010.000 Lire
- Corvair 500 Club Coupé 3.010.000 Lire
- Corvair 700 Club Coupé 2 Porte 2.655.000 Lire
- Corvair 700 Giardiniera 2.966.000 Lire
Non è riportato l'importatore, ma anch'io ricordo fosse la stessa General Motors. *Consultato presso la Bibilioteca Digitale ACI.
Avvistamento eccezionale da ogni punto di vista.
L'esemplare sfoggia tra l'altro una bellissima tinta Twilight Turquoise e una coppia supplementare di fari posteriori, probabilmente una modifica dell'epoca realizzata dall'importatore italiano.
A tale proposito, guardate che ho trovato in rete...
https://www.ebay....2461713330
Il titolo originale era "Unsafe at any speed: the designed-in dangers of the American automobile". Forse meno tragico, ma molto riassuntivo dei contenuti effettivi del testo.
Forse ancora più pericolosa era la Ford Pinto che uscì qualche anno dopo.
E della quale Nader parlò anni dopo la Corvair: l'American Museum of Tort Law da lui fondato, tra l'altro, ha come "logo" il disegno di una Pinto in fiamme.
La superba tinta di questa Corvair triestina fa risaltare ancora di più le linee arrotondate e piuttosto equilibrate.
Avete già scritto tutto voi del libro di Ralph Nader sulla pericolosità della Corvair.
Non oso immaginare che tipo di personaggio potesse acquistare un transatlantico del genere negli anni sessanta in una tranquilla città di provincia.
Non oso immaginare che tipo di personaggio potesse acquistare un transatlantico del genere...
Era tutt'altro che un transatlantico.
Per i parametri europei, era un'auto grande ma niente di esagerato.
Le dimensioni erano simili a quelle della Fiat 1800 e della Lancia Flavia.
Per i parametri europei, era un'auto grande ma niente di esagerato.
Si vede anche dalla foto confrontandola col (raro) Rav4 a tre porte, la Corvair non sembra troppo più grande anche considerando che il fuoristrada non è dei più grandi (anzi, era proprio piccolo per il genere).
Corvair 700 Giardiniera 2.966.000 Lire
Quindi importavano anche la SW. Chissà se ne hanno venduta almeno una.
Gli ulteriori scatti confermano lo splendore di questo eccezionale esemplare... Verificando velocemente in alcuni Quattroruote del 1962 e del 1963 ho notato che le auto americane non erano presenti nei normali listini. Ho trovato qualcosa solamente nel numero "speciale 1965", supplemento al fascicolo di dicembre del 1964. In questa pubblicazione, similare ai successivi TAM e, suppongo, anche al catalogo che ha trovato Strabuzov, venivano indicati i prezzi solamente di alcune versioni, che presumo fossero perciò le uniche ad essere importate nel 1964, che erano le seguenti: Chevrolet Corvair 500 con motore 110 cv: 2.710.000 - Corvair Monza con motore 110 cv berlina: 2.910.000 e cabriolet 3.030.000 - Corvair Corsa con motore da 180 cv coupè: 3.125.000 e cabriolet 3.305.000. Anche in questa rivista non viene citato l'importatore. I prezzi indicati, relativi al 1964, come si vede sono grosso modo allineati a quelli indicati per il 1962. Senz'altro non si trattava di auto per tutte le tasche; per esempio, una Fiat 2300 lusso costava 1.790.000... I prezzi sono indicati come "di listino", senza specificare se fossero "chiavi in mano" anche se ne dubito; presumo fossero facilmente "franco concessionario"
Immagino che ci fossero anche pesanti dazi sulle importazioni.
Sicuramente; nei listini mensili c'era una annotazione che parlava appunto dei dazi, però non ricordo bene la sua entità... Certamente però si trattava di percentuali importanti
Inoltre, ciò che incideva moltissimo sulle vetture di cilindrata elevata era la tassa di circolazione... Per fare un esempio, il "bollo" per una fiat 850 ammontava a 15.315 lire, mentre per una Fiat 2300 la spesa saliva a ben 98.995 lire... Si trattava di esborsi che, già di per se stessi, rendevano le auto di grossa cilindrata inaccessibili a molti, facendo conseguentemente deprimere fortemente anche le quotazioni dell'usato di tali veicoli che, dopo qualche anno, non avevano più mercato...
A tal proposito, ricordo un vecchio articolo di Quattroruote del periodo che affrontava questo problema; veniva descritto come, in seguito a tale regime fiscale, delle ottime berline usate, seppur offerte a prezzi simili a quelli di piccole utilitarie, restavano comunque invendute riempiendo i piazzali delle allora "autogestioni"... Ciò ne decretò anche la loro veloce quasi estinzione
Esemplare strepitoso, sia per l'importanza del modello in sè (dal punto di vista stilistico, tecnico e se vogliamo anche "evolutivo" per l'industria USA dell'auto) sia per la storia italiana di questa Corvair nello specifico. Storia che, ovviamente, tutti saremmo curiosi di conoscere (compreso il particolare delle sei luci posteriori con le due supplementari integrate alla perfezione). Ho peraltro avuto la possibilità di vederla dal vivo in più occasioni in ambito fieristico
Senza voler considerare la produzione di inizio secolo, che poteva contemplare, per ovvie ragioni di conformazione del corpo vettura, la presenza di un propulsore nella parte centrale/posteriore del veicolo (un esempio è la Oldsmobile Curved Dash), si possono citare la famigerata Tucker 48 ( meglio nota come "Torpedo" ) e - prima ancora - la Stout Scarab, monovolume ante litteram. Parliamo - appunto - di produzioni di nicchia dagli esiti commerciali infausti.
In realtà le Tucker erano tutt'altro che famigerate. Auto all'avanguardia per i sistemi di sicurezza e innovazioni tecnologiche.
Il sogno di Tucker di produrre in larga scala un'auto rivoluzionaria fu affossato dalle Tre Sorelle... e ci riuscirono completamente...
Da prof.di Lettere e cultore della Storia della Lingua Italiana... lo recupero come 'ironicamente noto e conosciuto'! Le Tucker avrebbero meritato un destino migliore... comunque! Anche in questo caso esiste un bel modello della Dinky Matchbox