E' il badge del concessionario: F.lli Tosarini, Varedo.
L'amico conterraneo "Blowup" mi ha inviato foto in anteprima.
Ottima 2 litri "carburatori" di fine serie in elegante tonalità luce di bosco metallizzato; lo stato dei grossi e delicati cantonali ai paraurti, e la persistenza dei tergifari, sono indice della cura con cui è giunta sino a noi.
Mezzo veramente prelibato anche se molti snobbano l'uso delle sovrastrutture in materiale plastico; l'incorniciatura dei gruppi ottici posteriori era in linea con i tempi, e riguardando con gli occhi di oggi direi che il risultato ancora regge, soprattutto con questa tinta strepitosa, se proprio devo trovare un difetto lo vedo nei gruppi ottici anteriori, nel dubbio scelgo la Quadrifoglio.
Avendo già in più occasioni espresso la mia predilezione per questa versione non vorrei essere ridondante, ma la preferisco anche alla tanto celebrata Quadrifoglio Oro. A parte l'alimentazione a carburatori che la rende più "romantica" e anche più adatta ad un utilizzo da auto da weekend, la 2.0 normale aveva rivestimenti meno "barocchi" e rinunciava ad un po' di elettronica semifunzionante.
Fra i sunnominati accessori semifunzionanti, la presenza dei tergifari per quanto mi riguarda è un grosso punto a favore.
Il colore luci di bosco è un must, e non a caso fu scelto da buona parte dei fortunati clienti.
Nel 1983, il padre di un caro compagno della scuola media, ingegnere libero professionista, ne acquistò una nuova, argento, in sostituzione di una "2 litri" avorio del 1979/'80 circa.
Come Total anch'io sono un fan di questa versione "normale", i fari rettangolari li preferisco nettamente a quelli circolari adottati dalle Q.Oro, magari di percezione più sportiva ma un po' superati stilisticamente nel periodo di vendita della terza serie. Stupenda questa in foto!
Insomma, le BMW non mi sembravano così superate, anzi, si riconoscevano a distanza; sarà che ho sempre disapprovato il gruppo ottico rettangolare su berline sportive, soprattutto con la misera lampadina H4 a doppio filamento.
Quello che stupisce nelle Alfetta edizione 83 è la quantità di particolari modificati rispetto alla serie precedente, considerando che era un modello destinato a restare in produzione circa 18 mesi. Dubito che i costi siano stati ammortizzati in un periodo così breve: sarebbe stato molto più logico anticipare questo profondo restyling all'edizione 82.
Molto bella, il proprietario ha resistito alla tentazione di mettere i millerighe e ha scelto bene. Anche per me la terza è la mia serie preferita, specie in questi bei colori. Le lampade H4 non le riterrei così misere... fanno un'ottima luce.
(foto "Blowup" )