Mai piaciuti i fari 'rinnovati' su questa serie: si nota troppo che per non toccare le lamiere sono andati a risparmio. Almeno, avrei cercato una combinazione delle lenti in verticale per mitigare l'effetto 'sciolto' del gruppo ottico.
Pezzo sopraffino, ancorché un po' troppo opulento per i miei orientamenti, mantenuto in splendide condizioni.
Notevole anche l'accostamento cromatico esterno/interno, e la persistenza della prima targatura capitolina, tra le più probabili per una vettura di tal sorta.
Raramente mi è capitato di vedere assegnare una stella dalla pagella di Quattroruote e quest'auto è uno di questi rari casi, ovviamente ad una delle voci di consumo (prova su strada del 1984). Effettivamente, anche alle andature turistiche è sempre abbondantemente sotto i 10 km con un litro...
Veicolo notevolissimo per classe ed eleganza, rifinito con ricercata opulenza di gusto tipicamente inglese. Credo che, sebbene i consumi siano tutt'altro che parchi, non siano l'unica voce preoccupante nella gestione globale di un mezzo così complesso e raffinato. Ottimo anche per me l'accostamento cromatico tra il Bordeaux dell'esterno ed il beige dei sontuosi interni in pelle di questo stupendo esemplare
Ricordo la prova in questione e in effetti alla voce consumo la Sovereign H.E. beccava una sola stella, curiosamente nel consumo autostradale: si vede che il peso rilevante e il coefficiente aerodinamico agghiacciante avevano in ciò un ruolo fondamentale. Un'altra berlina dalle alte prestazioni il cui consumo fu definito "preoccupante" fu la Maserati 430, ovviamente una sola stella pure lei: le prestazioni superiori si pagavano.
Non che la V12 inglese fosse parca di cavalli, circa 300 se non ricordo male, e le prestazioni erano al top del periodo. Poteva semmai deludere il fatto che i 245 all'ora di velocità massima dichiarati con ottimismo tutto inglese si traducessero in poco più di 225 effettivi, ma trattandosi di una cassapanca art deco priva financo di ABS lanciata comunque oltre i 200, personalmente non avrei preteso di più.
La particolarità di questa berlina decisamente old style è che, non potendo il V12 essere installato nella nuova XJ40 senza importanti e costose modifiche strutturali (che arrivarono con estrema calma), è che la sua esistenza sul mercato superò allegramente la boa degli anni '90 continuando ad accontentare quella clientela conservatrice che mai aveva digerito iconoclastie quali fari rettangolari o indicatori optoelettronici.
La versione Daimler differiva da quella a marchio Jaguar esclusivamente per pochi particolari di finitura interna, fra cui un sedile posteriore sagomato espressamente per due sole persone e una console centrale rivestita in pelle con modanatura in radica più estesa. All'esterno invece, a parte le scritte e la mascherina leggermente diversa, le due versioni si distinguevano solamente per una modanatura inox laterale decisamente superflua.
Per quanto possa sembrare incredibile, la XJ40 fu concepita appositamente in modo da non potere montare motori con architettura a V, per scongiurare l'imposizione da parte della direzione del gruppo British Leyland del V8 Rover!
Mi sono sempre chiesto se sia vero o se si tratti solo di una leggenda.
Comunque sia, l'immagine dei designer che si sentono ancora orgogliosamente Jaguar e che boicottano i diktat della capogruppo è decisamente romantica: mi piace crederci.
Ben conoscendo il modo di fare degli inglesi, non la vedo una cosa così improbabile. Non dimentichiamo che quelli della Triumph, un po' per orgoglio e un po' perché sì, preferirono progettare ex novo un V8 interamente in casa per la loro "Stag", quando delle persone dotate di normali connessioni neuronali avrebbero pensato ad utilizzare il V8 Rover, peraltro l'unica cosa affidabile di quel disastro cosmico che era la prima SD1, salvando costi e sinergie di gruppo. Invece unirono due quattro cilindri "Dolomite" dando origine ad uno dei motori più inaffidabili di sempre, che per ironia della sorte all'ennesima panne veniva rimpiazzato dagli esausti proprietari proprio col V8 Rover.
Da qui una domanda: cosa avevano tutti contro quel motore? Forse il fatto che derivasse da un progetto Buick?
Tornando alla Jaguar, quale che fosse stato il motivo, fa quasi tenerezza pensare a questo modello, già old fashioned nel 1985, arrivare al 1993 quando le V12 tedesche concorrenti erano, al confronto, praticamente dei computer su ruote. Per giunta, quando la XJ40 adottò il V12 aveva ormai a sua volta un'età da pensione....
La notizia la ricordo pubblicata da Quattroruote all'epoca. Forse, soprattutto in casa Jaguar, influi' la "proletaria" architettura ad aste e bilancieri del V8 Rover e/o la sua origine "coloniale"...
....forse anche perché non era e non è poi così un gran motore per palesi debolezze congenite,d'altronde un giornalista molto esperto e poco ipocrita lo definì,come in effetti era,uno scarto degli Usa.
(foto "Fantonx14" )