Credo anch'io: si tratta di una DS 21 a carburatore, piuttosto difficile da trovare in allestimento non Pallas. La "Super5", uscita quando la DS 21 fu sostituita dalla DS 23, aveva lo stesso motore da 2175 cm3 e 115 CV ma con finiture semplificate, pedaliera tradizionale (la DS ovviamente aveva il celeberrimo fungo al posto del pedale freno) e cambio unicamente meccanico.
Molto strano l'abbinamento fra il Brun Scarabee della carrozzeria e il verde degli interni, non mi pare di averne mai viste prima.
Io invece dal colore penso proprio di tratti di una Dsuper5, anno modello 73, immatricolata a fine 72.
Cappelliera, logo, pannelli di custodia, pneumatici e colore interni non andrebbero tanto d'accordo con la targa oro ASI...
Si in effetti, il colore, purché non sia "ufo", è un indizio inequivocabile.
Resto una volta di più basito davanti alla mancanza di cultura automobilistica degli esaminatori ASI, incapaci di distinguere fra DS e ID.
Resto una volta di più basito davanti alla mancanza di cultura automobilistica degli esaminatori ASI, incapaci di distinguere fra DS e ID.
La loro incapacità di distinguere si estende a moltissimi modelli e versioni di molte marche.
Per me quelle patacche hanno valore vicino allo zero, e a chi mi chiede un parere in merito consiglio di buttar via i soldi in altro modo, magari per sistemare davvero la vettura "medagliata".
La loro incapacità di distinguere si estende a moltissimi modelli e versioni di molte marche.
Per me quelle patacche hanno valore vicino allo zero, e a chi mi chiede un parere in merito consiglio di buttar via i soldi in altro modo, magari per sistemare davvero la vettura "medagliata".
Finalmente leggo qualcosa di sensato in merito!
La penso allo stesso modo, è già stato detto tutto.
Deve aver cambiato proprio di tutto per farla passare come DS 21, anche se non so se il telaio o altre fonti dicano tutto…
Altrimenti non mi spiego come all’ASI possano rompere così tanto per piccoli particolari ma allo stesso tempo non accorgersi di una cosa del genere…
Si potrebbe immaginare che il proprietario l'abbia acquistata già così e che né lui né l'esaminatore si siano accorti che è un' altro modello, ma sembra uscita da una barzelletta come ipotesi.
Strano che il proprietario abbia esposto una targa con la nomenclatura sbagliata...
Perchè? dubito gli importi. Se la patacca è sbagliata (e la macchina pure) è irrilevante. L'importante è esporre il "trofeo" pagato caro. Se poi non certifica niente, amen. Basta mostrarlo.
Chi chiede le certificazioni lo fa per motivi economici e burocratici (anche se di vantaggi non ce ne sono così tanti come si possa pensare, un'entrata in meno nelle ZTL non fa male a nessuno).
Per i vantaggi amministrativi (ZTL, assicurazioni, tasse) è sufficiente il CRS. La targa oro mi risulta non serva a nulla.
Unica eccezione che io conosca sono le gare di regolarità ASI ad esse riservate, ma sono quattro gatti.
Per il resto è solo fuffa.
Leggendo alcuni commenti non riesco a rimanere indifferente, capisco che qualcuno possa avere avuto spiacevoli esperienze con l'Asi capisco meno interventi che rivelano scarsa conoscenza dell'argomento e capisco ancora meno chi trincia giudizi in maniera superficiale ed anche con cattivo gusto.Asi è un ente con nobili natali che da 60 anni si identifica col mondo italiano delle auto d'epoca che ha vissuto periodi alti ed altri molto meno però è innegabile che tante ottime cose siano state da esso ottenute, dagli sgravi fiscali alle ultime normative sul recupero delle vecchie targhe.Non faccio io parte di Asi non ho interessi con esso ma spendo queste parole unicamente in difesa di parecchi degli uomini Asi che ho conosciuto in questi decenni, persone con una passione ed una cultura automobilistica smisurata, persone disinteressate che tramandano con estremo rigore la storia automobilistica con,tra l'altro grande stile .Che ci siano cose parecchio migliorabili è vero, che ci sia pure qualche testa di coccodrillo pure ma non è giusto sparare a zero ed a caxo.
La Targa Oro ASI è un antidoto contro gli invidiosi, quelli che girano intorno alla tua vettura per cercarle un difetto; li fai parlare e poi gli dici che è Targa Oro. Nel 90% dei casi vanno via senza obiettare.
La Targa Oro ASI è un supporto in caso di sinistro per ottenere il giusto indennizzo.
La Targa Oro ASI è un piacevole riconoscimento per il lungo lavoro fatto da un appassionato per rendere la propria auto perfetta.
La Targa Oro ASI è una garanzia per chi compra; se ce l’ha vuol dire che non è poi così lontana dalla integrità e dalla originalità.
La Targa Oro ASI è una garanzia per chi vende o lascia ai propri eredi un bene per cui vuole che gli venga riconosciuto un prezzo dignitoso.
La Targa Oro ASI è il riscatto per tanta gente che non ha mai vinto nulla, non ha sugli scaffali nessun trofeo, ma si è impegnata nel lavoro di restauro di una umile utilitaria trentennale, e almeno in qualcosa nella vita, ha ottenuto un riconoscimento. E ne è felice. Queste persone possono dire che sì, non hanno ottenuto dalla vita quello che speravano ma hanno … una macchina Targa Oro.
La Targa Oro ASI è un tentativo di sistematizzare quella giungla che è l’auto d’epoca, dove qualcuno vede la mia macchina e dice che è una Giulietta del 1985 e se gli spieghi che è una Giulia del 1971 ti dice che ti sbagli.
Gli esaminatori ASI sbagliano? E vorrei anche vedere il contrario. Gli errori fanno parte della umanità, dell’essere vivente e vengono commessi in ogni ambito della società. Li commettono gli arbitri di calcio e, purtroppo, le cronache riportano casi di gravi errori giudiziari. Che facciamo? Eliminiamo lo sport e il sistema giudiziario?
Io ho due auto d’epoca entrambe acquistate qualche anno fa. Per una ho ottenuto la Targa Oro senza grandi sforzi e con grande emozione. L’altra non l’avrà mai e non ho rimpianti. Il suo colore non è originale ma a me piace così e non lo cambierò mai.
Per me l’originalità è un valore ma in certi contesti è sopravvalutato. Le auto d’epoca sono oggettivamente inferiori in ogni aspetto alle auto moderne e quindi, quello che conta, è l’emozione del proprietario quando guarda, guida o pensa alla propria auto storica.
Se questa DS/ID/DSuper (quello che è!) la vendessero ad un prezzo ragionevole potrei anche comprarla perché per me è bellissima così.
Mi scuso se coi miei commenti sintetici ho urtato la suscettibilità di alcuni.
Un paio di necessari chiarimenti.
Non ho mai criticato ASI come ente, anche se in passato ha attraversato periodi di gestione quanto meno opinabili, ma ciò nulla toglie al valore dell'ente.
Sono stato socio ASI e tutte le mie storiche sono dotate di CRS.
I miei appunti erano riferiti unicamente alle Targhe Oro, che per le mie auto non ho mai richiesto anche se le otterrebbero a occhi chiusi.
Le esperienze negative vissute su questo tema, anche in ambito professionale, sono tali e tante che potrei scriverci a lungo ma non mi pare il caso.
Quanto alle motivazioni interiori che spingono a richiedere e ottenere la Targa Oro, mi rimetto agli psicologi, che non è il mio mestiere.
La mia passione per le auto storiche non è tale da arrivare ad averne una mia in garage, ma ringrazio ARGiuliasuper per la pacata spiegazione di come può essere vista e vissuta una targa oro da parte di un appassionato.
Per esperienza personale, mi trovo al 100% d'accordo con Fabio200. E non ho mai sentito l'esigenza di spendere fior di quattrini per avere una certificazione da terze persone per avere conferma che la mia auto valga qualcosa; è un fattore di mio totale disinteresse, mi importa la loro storia. Disgrazie permettendo, non verranno vendute sino alla mia dipartita, per cui di quanto valgano non mi importa nulla, ne tantomeno mi importa delle critiche altrui. Le auto le compro per usarle, non per metterle su un piedistallo e farle giudicare da commissari e gente comune. E non mi interessa nemmeno se sono vissute, mi piacciono più genuine.
E concludo dicendo che ogni auto storica merita di essere preservata, dalla più comune alla più rara, sia essa certificata o meno. Poi ognuno ovviamente può pensarla come vuole, io vivo bene lo stesso.
Le auto d’epoca sono oggettivamente inferiori in ogni aspetto alle auto moderne
Trovo questa affermazione alquanto arrogante e tutt'altro che oggettiva; ma si inizierebbe una discussione infinita, per cui mi accontento di avere un pensiero in merito completamente (e fortunatamente) ben diverso dal tuo.
Secondo me dipende dal tipo di utilizzo che si vuol dare alla vettura. La targa oro è un merito ma anche una "condanna" ad un utilizzo per quei 2 o 3 raduni annuali. Ma ben venga che ci sia gente disposta a vivere cosi, per la preservazione del parco automobilistico. Io ho capito che questo tipo di utilizzo non fa per me. Poi, di contro, hanno sicuramente una limitata esperienza di guida rispetto la mia che, per esempio, guidando tutti i giorni una storica, posso dire qualcosa in piu. Personalmente mi ci trovo benissimo, non denoto neanche questo grande divario con le moderne la quale, eccetto poche eccezioni, trovo di una noia imbarazzante.
Stai bene? Come ti senti? Questo arrogante è ancora lì, nella tua stanza? Io non ci credo, ma mi hanno detto che hai un problema con i meridionali. Uno del sud ti ha perseguitato da bambino? Succede. Parliamone, da queste cose se ne esce….
Le auto d’epoca sono oggettivamente inferiori in ogni aspetto alle auto moderne
Dipende dai parametri su cui si sta ragionando.
Se si parla di gusti personali, di piacere di guida, di emozioni... ognuno può legittimamente dire quello che vuole.
La vera differenza per me (e qui sono d'accordo che si tratta di un dati oggettivo) è il livello di sicurezza che hanno raggiunto le auto attuali. Ognuno può decidere cosa guidare in base ai suoi mille criteri, ma dovessi mai avere un incidente e/o trovarmi in situazioni critiche preferisco farlo su un'auto moderna, ben più robusta e dotata di dispositivi di sicurezza attiva e passiva.
Negli anni '80 ho rischiato di perdere dei famigliari per un capottone fortunatamente finito in nulla (ma grazie all'uso delle cinture di sicurezza, all'epoca non ancora obbligatorie) e negli anni '90 mi sono salvato da un possibile devastante incidente grazie all'ABS, all'epoca optional a pagamento (salato) che avevo insistito ad avere.
Come ho scritto, non possiedo auto storiche, ma non è questo il motivo. Non mi farei problemi ad averne e ad usarle, ma consapevole di quanto ho scritto sopra.
Se si parla di gusti personali, di piacere di guida, di emozioni...
Tu chiamale se vuoi emozioni... (cit.)
Penso dipenda dal contesto in cui viene utilizzata la storica: nelle grandi città metropolitane il caos regna sovrano e il sinistro è sempre in agguato, quando rientro nel box con la mia Fulvia il mio pensiero è "anche questa volta l'ho riportata intera". Diversamente nei piccoli centri è tutta un'altra vita e l'uso delle suddette è godibile in ogni stagione e non durante qualche avvenimento calcistico dove il traffico si riduce drasticamente. Inoltre girano sulle strade panzer che sfiorano le due tonnellate, mostri che fino a qualche lustro fa nessuno avrebbe immaginato.
Stai bene? Come ti senti? Questo arrogante è ancora lì, nella tua stanza? Io non ci credo, ma mi hanno detto che hai un problema con i meridionali. Uno del sud ti ha perseguitato da bambino? Succede. Parliamone, da queste cose se ne esce….
Percepisco tutto il tuo disagio, mi spiace. Sono sicuro che uno strizzacervelli potrà aiutarti. Chiedigli anche di insegnarti a rispondere in maniera pertinente ad un argomento ed a smettere di mettere in giro fandonie, che di scemenze e fake news in giro ce ne sono già abbastanza.
Molto corretto anche il ragionamento di S4. In effetti io la uso perché ci sono delle buone condizioni per usarle. Sinceramente, se vivevo in una grande città, con notevoli condizioni di traffico, ne avrei drasticamente ridotto l'utilizzo. Per quanto riguarda la targa oro, intendevo più, come dire, un fattore psicologico. Con una macchina che rasenta la perfezione, immagino sia davvero difficile concepire di uscirci sempre, non so parcheggiarla per fare la spesa.
Possiedo due vetture ultraquarantennali, entrambe tranquillamente meritevoli della targa oro dell’ASI, ma francamente non c’ho mai nemmeno lontanamente pensato a far tutte le pratiche per l’ottenimento: non mi interessa e non mi interesserà mai, pur di certo non stigmatizzando chi decide di affrontare questo iter. Viviamo in democrazia, grazie al cielo, ed ognuno è libero (nei confini “fisiologici” tracciati da uno stato di diritto) di scegliere quello che meglio crede.
Condivido la visione per cui un’auto d’epoca dovrebbe venir acquistata per essere usata, ma parallelamente ritengo anche che ognuno di noi, coi suoi soldi, fa quello che più ritiene giusto, anche comprare una vettura d’epoca e mettersela in salotto come un soprammobile, se è quello che vuole.
Onestamente, fatico a comprendere affermazioni come “le auto d’epoca sono oggettivamente inferiori in ogni aspetto alle auto moderne”. Condivido in pieno il ragionamento di TanteUno. Possiedo quattro youngtimer (termine che odio visceralmente come tutti gli inutili anglicismi, ma tant’è…) acquistate in periodi recenti e mi sembra che i divari tecnologici si siano sensibilmente ridimensionati negli ultimi vent’anni. Ho da pochissimo acquistato una Lexus dei primi anni duemila (piccola, una IS, al tempo una vettura media), quindi un’auto di 24 anni fa. Francamente, l’unica differenza che vedo con le vetture di oggi è “in meglio”: meno elettronica invasiva che può rompersi con nulla mandando in tilt la vettura, più tasti e maggiore meccanica “vera”, qualità ed attenzione al dettaglio che oggi, nel 2026, è più difficile riscontrare. Personalmente, ceteris paribus, ho provato ad utilizzare per spostamenti quotidiani le due vetture più anziane (una del 1980 e una del 1965) ma francamente non ci sono riuscito: la mancanza del climatizzatore ma soprattutto di dispositivi di sicurezza oggi elementari (ABS, airbag, controllo elettronico della stabilità) mi fanno sentire troppo in pericolo nel traffico odierno. Per il resto, ben venga la presunta “inferiorità” delle auto datate: meccanica più semplice e facile da sistemare, meno software tanto complessi quanto inutili e, quindi, maggiore felicità dei nostri portafogli.
(foto "Christianland" )