Grande avvistamento.
Si trova inserzionata e un sincero pensiero lo ho fatto anchio da amante di auto rare e basiche.
Si presenta molto bene, averla vista immortalata rinnova in me l'interesse.
In teoria il nome ufficiale sarebbe solo "Innocenti 90 N II", infatti nel 1982 era scaduto l'accordo fra De Tomaso e British Leyland che consentiva al primo di utilizzare il nome "Mini" limitatamente al mercato italiano, mentre per i mercati esteri questi modelli erano conosciuti come Innocenti 90 o 120 fin dal 1974. Fu l'occasione per un piccolo restyling alla gamma, in cui la 90 base adottava gli scudi paraurti in plastica della Mille, mentre la 90 SL oltre ai paraurti prese dalla Mille i cerchi, i fanalini, i paracolpi laterali e la mascherina. Fu una serie di transizione costruita con le meccaniche inglesi in stoccaggio, in attesa dei propulsori tricilindrici Daihatsu che arrivarono l'anno successivo: di conseguenza si tratta di un modello molto raro oggi. Questa è in condizioni di estrema originalità, compresi gli accessori mancanti (poggiatesta e tergilunotto, che avrebbero continuato a mancare anche nelle successive 3 Cilindri S e Minitre base).
Esemplare molto bello ed originale di una versione rara che, però, trovo che non risultasse esteticamente molto riuscita. Infatti, l'innesto dei soli paraurti in plastica della mille mantenendo tutti gli altri particolari della precedente mini 90, ritengo che desse all' insieme un aria un po' raffazzonata, forse voluta, nell' intento di spingere le vendite della 90 SL II, esteticamente a mio giudizio molto più accattivante ed equilibrata, forse migliore rispetto alla stessa mille, dove maniglie e prese d'aria erano state inutilmente ingrossate. Io ebbi appunto una 90 SL II, auto di cui serbo un ottimo ricordo sotto tutti i punti di vista
Si trova inserzionata e un sincero pensiero lo ho fatto anchio da amante di auto rare e basiche.
Si presenta molto bene, averla vista immortalata rinnova in me l'interesse.