Bella Giulia dal colore bellissimo; cerchi, secondo me, non all'altezza della situazione. In merito allo specchietto, non saprei dire se sia originale o meno; comunque, mi piace piuttosto poco anche quello
Lo specchio è quello della Giulietta e dell'Alfetta 2000 L. Non si può escludere del tutto che sia stato montato in origine, dato che è stata immatricolata nel 1978, ma è strana la posizione: le Nuova Super nate con lo specchio presenti nel sito lo montano in posizione più arretrata, in prossimità del montante del deflettore. E in genere si tratta di quello tondo oppure di quello ovale cromato.
Si tratta di una delle ultime Giulia immatricolate in assoluto: la targa è di fine estate o inizio autunno del 78.
Condivido le riserve sui cerchi, meglio quelli originali in lamiera.
Auto per me appetibilissima per colore, serie e motorizzazione! Manca solo la targa Roma ed è perfetta per i miei gusti! Chissà se il primo proprietario l'ha acquistata scontata, dato che di lì a poco sarebbe sparita di listino...
Nel corso del 1978 la Giulia è rimasta a listino per parecchi mesi (non ricordo esattamente quando è stata tolta) per smaltire le scorte, mentre la produzione era già cessata.
Il prezzo era già di suo parecchio inferiore a quello della nuovissima Giulietta e plausibilmente è stato supportato da sconti sempre più sostanziosi con il passare del tempo, soprattutto per le (poche) 1600, più difficili da vendere.
Magari si tratta di un esemplare in origine destinato all'estero, dove finivano la maggior parte delle 1600, rimasto invenduto e dirottato in Italia.
Nel corso del 1978 la Giulia è rimasta a listino per parecchi mesi (non ricordo esattamente quando è stata tolta) per smaltire le scorte
Fino a dicembre 1978 compreso; nientemeno la Giulia Diesel ha resistito fino a maggio 1979.
Esemplare fantastico fra tinta e cilindrata, quattro millerighe li vedrei bene, probabilmente una delle NS più recenti, ne avevo censita una a luglio ma questa di fine settembre alza la media.
Al notevole pregio di questa precisa configurazione, nutrita dalla motorizzazione superiore e dalla tinta azzurro Le Mans, per la quale ho da sempre un dedole, si unisce l'intrigante circostanza dell'immatricolazione assai tardiva, parecchio distante rispetto alla fine della produzione, segno, ritengo, di grande affezione per il modello, ancorché certamente favorita da un robusto sconto sul prezzo di listino.
La tesi del possibile "dirottamento" sul mercato interno di un esemplare originariamente destinato all'esportazione è suggestiva, e tutt'altro che improbabile, e la prelibata targatura nella provincia sede della Casa rende a mio giudizio l'ipotesi più verosimile, per l'accesso preferenziale a determinati "canali" commerciali e/o direzionali che può sottendere.
Per tutte le ragioni qui elencate, non esito a definire questo esemplare come il più desiderabile tra tutte le "Nuova Super" sinora avvistate, sebbene per essere perfetto necessiti secondo me dei cerchi di fabbrica.
Una leggenda racconta che nel 1979 c'era ancora gente che andava a chiedere una Giulia nuova nei concessionari Alfa Romeo. Guardando questo esemplare, francamente, non mi stupirebbe sapere che è vera.
Beh, bisogna dire che nel 1979 l'immagine della Giulia era quella di un'auto ormai invecchiata, con i suoi 17 anni trascorsi dalla presentazione. Penso che chi la cercava era attratto più dalla sua ben nota affidabilità, dalle prestazioni ancora attuali e dal prezzo conveniente, più che dall'estetica.
Credo che potrebbe essere anche un effetto della fidelizzazione del cliente. All'epoca molte persone cambiavano la propria auto solo con un nuovo modello della stessa marca (penso, ad esempio, alla clientela Lancia) o a volte per una versione aggiornata del modello. In famiglia di Giulia ne abbiamo avute tre, quattro se consideriamo uno zio acquisito che poi l'ha affidata alla famiglia.
(foto "neim4" )