Esemplare in ottime condizioni di un modello assolutamente di mio gusto. Apprezzabile, almeno per me, la configurazione strettamente di serie; qualcuno troverà forse un po' tristi le ruote con copriruota in plastica, ma a me piace molto anche così. L'ottimo stato delle targhe riflettenti, specialmente di quella anteriore, fanno pensare ad un eccellente conservato. Un gran bel gioiello
Confermo pienamente lo stato di preservazione di questo magnifico esemplare. Adesso pero' dorme fuori, un vero peccato, dopo tanti anni di cautele di utilizzo e amorevoli cure.
Eh sì, se adesso dorme fuori è veramente un peccato... Dunque, con ogni probabilità, andrà incontro ad un progressivo declino, che assolutamente non avrebbe meritato...
Speriamo bene... anche la vetrofania pare nuova. Sebbene preferisca la prima serie rigorosamente a targhe nere, metalizzata e con cerchi in lega questo esemplare è veramente ottimo.
qualcuno troverà forse un po' tristi le ruote con copriruota in plastica...
... i quali fanno coppia con i tappi dei fari di profondità.
Queste strategie barbon-marketing viste con gli occhi di oggi fanno quasi tenerezza. Questo ottimo esemplare mi ricorda - ahimé - quelli impilati dai rutamatt negli anni sciagurati che tutti sappiamo, auguriamoci che trovi una casa.
Uno dei "migliori" esempi di strategia barbon-marketing è il cruscotto della Bmw 316 e 318 antecedenti al settembre 1979. Negli esemplari senza contagiri (optional), l'orologio è collocato nella strumentazione principale anziché nella parte centrale della plancia; in questo caso la sua sede è chiusa con un orrendo tappo di plastica che sembra posticcio.
Erano meno peggio perché il tappo occupava l'intera sezione della strumentazione. Nel caso della Bmw, invece, il tappo era proprio al centro del cruscotto occupandone solo una piccola porzione. L'effetto "povertà" era ai massimi livelli.
Spesso queste eliminazioni di accessori comportavano la realizzazione di parti specifiche, per cui il risparmio di costi effettivo ammontava presumibilmente a pochi spiccioli.
(foto "Spinterogeno Ghisolfa" )