Stratosferica 2a serie in tonalità tipica, caratterizzata dalle nervose "codine" posteriori, ancora con propulsore 2 litri ma con potenza incrementata da 75 a 80 CV; fu prodotta in 731 unità per circa un anno, tra la prima metà del 1952 e la prima metà del 1953.
Rare le superstiti, a causa dell'intenso impiego agonistico a cui furono sottoposti parecchi esemplari.
Sebbene meno prestante rispetto alle successive versioni con propulsore 2,5 lt., è forse la "B20" che prediligo. Si tratta comunque di un modello di eccezionale spessore, difficilmente riconducibile ad un genere "tradizionale" per il suo mix di sopraffina eleganza e, all'occorrenza, sportività, estremamente desiderabile in qualsiasi delle serie prodotte.
Ottimo reportage per questo mito indiscusso appannaggio di pochi fortunati facoltosi ora come allora
Negli anni '50 sfrecciare sulle ns precarie strade con un 2litri 6cil doveva essere come cavalcare un ippogrifo
Il cofano con feritoia potrebbe celare qualche modifica all'apparato di alimentazione
Chiedo agli esperti : con guida dx non è obbligatorio lo specchietto esterno , lato guida ?
"Probabilmente" dubito.
Queste vetture, perlomeno già nella 2a metà degli anni '80, erano molto ambite, e parecchie furono recuperate e/o restaurate proprio allora, ad esempio da KCA, forse l'operatore più celebre di quei tempi.
Tutto può essere, ma ritengo più probabile un mero passaggio di proprietà con cambio provincia.
#6 anche con la guida a destra il più utile è comunque lo specchio sinistro soprattutto al giorno d'oggi dove non si usa più tenere la destra e tutti girano in mezzo alla strada.
Vettura che conosco fin troppo bene. Il proprietario è socio del Registro Avrelia Italiano dal 1988 ed è nella stessa famiglia dal 1959 con prima targa TORINO. La presa d'aria anteriore è stata realizzata in quanto il carburatore originale (che è in una scatola a parte) è stato sostituito con un WEBER doppio corpo 40 DCL per renderla più prestazionale in quanto il proprietario faceva spesso la spola tra Torino e Parigi. Da notare i rari cerchi Borrani in acciaio molto più rari di quelli in alluminio. La si può vedere ogni anno alla Gita di Primavera che il Registro Avrelia Italiano organizza in Italia e in Europa. Lo specchietto esterno non è obbligatorio lato destro con guida a destra.
Macchina assolutamente meravigliosa e interessantissimi ed istruttivi i commenti che ne hanno ricostruito così bene la storia... Grazie a tutti, è sempre un piacere leggervi
Circa l’odierna Aurelia, ho una curiosità che mi piacerebbe soddisfare. Gli indicatori di direzione. Per soddisfare il Nuovo Codice della Strada, quelli laterali e quelli posteriori sono stati – con ogni evidenza – aggiunti. Ma prima di allora, nel 1953, esistevano le frecce posteriori? Lampeggiava tutto il minuscolo fanalino – come nelle americane – o cosa? Visto lo schema della plancia e dei comandi della B20 seconda serie, il “comando indicatori di direzione”, quali lampade faceva lampeggiare? Probabilmente vi starete facendo grasse risate, ma se non posso colmare qui le mie lacune, in questa sorta di camera caritatis, non so proprio dove potrei farlo. Dènghiu.
L'unico fanalino posteriore rosso di tutte le Lancia Avrelia fungeva da stop, fanalino di posizione e da freccia che era chiaramente rossa per il posteriore e bianca all'anteriore che fungeva anche da luce di posizione.
(foto "Luka96" )