Eccola la mia "targa nera dell'anno 2009"!!! Erano anni che mi domandavo se una Tagora a targa nera ancora esistesse in Italia....finalmente Neim mi ha fatto vedere l'incredibile! Fosse stata una SX V6 sarei già partito per Treviso alla ricerca del proprietario! Comunque anche questa 2.2 GLS è già un miracolo che qualcuno la usi tutt'oggi e sia resistita alle rottamazioni passate. D'altronde quando un modello come la Tagora non ha avuto un minimo successo commerciale, non ha avuto un minimo valore sul mercato dell'usato, non ha avuto un minimo rimpianto da parte di qualcuno quando è uscita dai listini dopo circa due anni e mezzo di anonimato, non ha minimo valore nè ricerca sul mercato delle auto storiche....non ci sono poi tante alternative alla pressa! Quindi il mio GRAZIE va al proprietario di questa vettura per averla utilizzata per tutti questi anni (tra l'altro la può pure aver comprata usata nel 1984, visto la ritargatura. A meno che sia un'invenduto da nuova). Merita un faro nuovo e poco altro....vedo che ha montato già un impianto GPL (ci credo....il 2.2 a carburatore non era il massimo della sobrietà come consumi ).
W LA TAGORA!!!!
Complimentissimi a Neim per questo avvistamento...comunque non è detto che sia usata o una rimanenza, visto che Quattroruote annuncia la scomparsa della Tagora dai listini italiani sul numero di Aprile 1984
@Minitre: scrivere la parola "bellissima" riferita ad una Tagora penso che possa succedere solo in questo nostro sito! Purtroppo è denigrata dappertutto (per chi se la ricorda): a dire la verità ciò succede in alcuni siti dove di auto storiche o delle auto del passato in genere si capisce ben poco e si scrive solo per sputtanare questo o quel modello...
Sono contento che lo spirito di questo sito non è tanto di giudicare la vettura come estetica o validità del progetto, bensì mi sembra che ci sia una sorta di ammirazione verso quelle auto che vanno ormai scomparendo e si guardano con un occhio di comprensiva compassione.
Altri giudizi positivi infatti li ho notati sotto foto di auto che hanno avuto zero fortune commerciali, come la A111, l'Alfasud Giardinetta, la Audi 50, la Renault 15...tutti modelli che vengono massacrate in un altro sito di cui non faccio nemmeno pubblicità ma che molti di voi avranno capito di quale si tratta.
Aspettavo da mesi questo momento e sospettavo che Ata avesse in mente qualcosa di simile!
Unica nota: non ho scattato io la foto ma un amico (uno dei miei "scugnizzi" )
che ho ben istruito!
Il tuo amico merita la "Laurea ad honorem" anche solo per questo stratosferico avvistamento!!! Unica cosa: se avesse fatto anche una foto anteriore....
@ata: hai proprio ragione, ancora insistono su vari siti a pubblicare le auto più brutte della storia, vuoi per la linea, vuoi per il poco successo che hanno avuto o per i vari problemi di ruggine o meccanici... e non fanno altro che criticarle e offenderle in modo anche pesante...ma a me non importa niente di quello che pensano queste persone, anzi.. io la passione, quella vera l'ho dentro di me sin dall'età di quattro anni, e già ad un anno facevo i primi incidenti tipo cobra11 con le macchinine, e non ho mai considerato ''brutta'' una vettura solo perchè aveva avuto pochissimo successo o perchè a molti no piaceva la linea. Purtroppo molti si basano anche sul valore economico della vettura, che se ha quotazioni basse pensano che non vale niente e che magari è meglio rottamarla... a me questo non è mai importato, anzi il valore economico di una macchina l'ho sempre considerato poco o per niente.. per me una macchina è ''bella'' perchè a ME piace, vuoi per la sua linea vuoi per la sua rarità o perchè ho tantissimi ricordi d'infazia di quella macchina. Purtroppo se non esistevano delle persone appassionate come noi che salvano e tengono con amore queste auto (come fai te), sarebbero già scomparse dalla circolazione anni fà.. il nostro è tutto un mondo magico!
Quoto tutti i discorsi fatti sinora a riguardo (e come non potrei visto le auto che ho posseduto, possiedo tuttora e probabilmente possiederò) aggiungendo una mia considerazione: solitamente il ruolo dell'auto incompresa spetta a quei modelli di transizione che "tappano un buco" per i motivi più disparati; un periodo finanziario non propizio per nuovi investimenti, un tentativo di sperimentare nuove vie tecniche (è il caso delle Autobianchi), un'avventura in un nuovo segmento di mercato fatta in maniera approssimativa. Può capitare con modelli di tutte le fasce di utenza (dalla Koral alla Fiat Dino), questo non toglie che, come giustamente dice Marco, questi modelli non siano stati affatto disprezzabili da nuovi e non lo siano tuttora per molte persone.
Ho già avuto modo di esternare anche su altri Forum ciò che penso delle attuali riviste di auto d'epoca e degli scribacchini "ad incarico" a cui si affidano per i loro discutibili servizi: spesso queste persone conoscono pochissimo l'auto che stanno trattando e si affidano a commenti sommariamente letti su altre riviste ed a conclusioni strettamente personali legate al presente e non al contesto storico di quando tale vettura uscì sul mercato.
Con queste premesse è difficile che un'auto poco conosciuta ne esca indenne, nella maggior parte dei casi viene definita "brutto anatroccolo" o "sfortunata", facendo passare per degli snob assoluti i rispettivi proprietari che, al contrario, sono dei semplici appassionati che hanno preso a cuore questo o quel modello. Tutto questo tenendo presente che abbastanza spesso la cultura generale del redattore di turno non va oltre i soliti 10 modelli di auto che tutti conoscono (Maggiolino, Giulia, 600, Mini, ecc...): oltre a questi per il soggetto in questione esiste un baratro.....
Continuiamo quindi a giocare con quel che più ci piace, consci anche di salvare un pezzo di storia, conservando vetture come questa che rischiano di sparire per sempre dalle nostre strade.
@BUE: volere è potere Basta tenere d'occhio i siti internet ed i mercatini specializzati in terra d'origine, con la pazienza si trova tutto!!
@sile650: no no, il fanale è scolorito (un classico per le talbot), e a quello sinistro hanno aggiunto una freccia presa da un'altra auto e l'hanno adattata.
Una curiosità: la cura che mostra il suo proprietario si vede anche dal panno bianco che copre il volante...forse la foto è stata scattata d'estate?...complimenti, comunque, al proprietario che gira con un esemplare credo quasi unico
Anch'io devo quotare Ata, Minitre e massimo. Io, da giovanissimo appassionato di auto (ma anche di moto), vedo, in ogni singolo modello, dei pregi, importanti o meno: esempio, nelle più sfottute dagli ignoranti, come la Fiat Duna e l'Alfa Romeo Arna, vedo dei pregi: la Duna era poco costosa, parecchio spaziosa e con un baule immenso, mentre l'Arna, nonostante la derivazione Nissan Cherry, era una vera Alfa come prestazioni ( lo posso dire perchè le ho viste, sennò non dicevo nulla)...quello che dicono sulle auto di insuccesso le persone spesso è infondato, perchè o sono luoghi comuni detti per moda, o perchè non sono capaci di vedere aldilà dell'estetica...purtroppo è così!
P.S. Quella Tagora è molto bella, fanalino a parte è perfetta! Complimenti al proprietario per averla conservata in tutti questi anni!
danguard76:
Ragazzi facciamo una colletta e regaliamogli il fanalino posteriore!
Ti ho preso in parola ed ho provato a cercarlo.
Sulla versione .fr di un noto sito di aste online, al momento sono disponibili entrambi i gruppi ottici anteriori, lo spinterogeno e persino i cerchi in lega.
Ma gruppi ottici posteriori no.
Non è da escludere che anche il proprietario non riesca a trovarlo....
In Francia sul sito di aste non c'è nulla...meglio l'omologo del nostro "Subito.it"...guardate cosa ho trovato?
http://www.lebonc...tm?ca=21_s
http://www.lebonc...tm?ca=21_s
Per non parlare poi di ben 2 Tagora in vendita per pezzi e complete!
Aaargh!!! Massimo non mi tentare!!!! Tra l'altro quella nell'annuncio è gemella di questa del sito: 2.2 GLS, stesso colore e gancio traino! Pafer sei un cercatore incredibile: in due secondi hai già trovato quello che magari il proprietario di questa Tagora non trova da dieci anni!
Per i vostri commenti che dire....quoto in pieno tutti quanti e stavo pensando che un "covo" di appassionati come noi (dalla A alla Z) non lo si trova da nessun'altra parte!
@fabio200: preferirei responsabilizzare il proprietario e fargli avere per posta gli indirizzi di ciò che si è trovato, non vorrei che si abituasse troppo bene
Salve a tutti
faccio davvero a tutti voi i complimenti per la VERA passione che dimostrate. Facile essere appassionati di fulviette e scalini vari.....
L'auto in questione è semplicemente bellissima per me e condividere questo con qualcuno non l'avrei mai immaginato ! Ringrazierò per sempre quel mio amico che nel 1996 mi installo il mio primo modem
un caro saluto
Alessandro Tarantino
[url]www.ciakmotori.it[/url]
Non posso che concordare con tutto ciò che voi, amici di questa armoniosa comunità virtuale, avete detto. E' raro trovare persone che, come tutti noi, condividono una simile passione, non per, o meglio, non solo per modelli già assurti al rango di "auto d'epoca" a tutti gli effetti, ai quali il jet-set del nascente "culto" dell'automobilismo d'antan da tempo ha iniziato a tributare grandi onori. Noi teniamo a che vengano conservati e valorizzati non soltanto utilitarie di grande successo quali Fiat 500 o Innocenti Mini, né solamente sportive del Biscione o di note case automobilistiche emiliane (che io definirei, tra l'altro, "case artigiane" più che imprese industriali, visto l'elevatissimo livello qualitativo delle vetture da queste prodotte), bensì le auto alle quali abbiamo legato i nostri più cari ricordi.
Ognuno di noi ha un suo "jolly": personalmente, sono affezionato alla mia Ford Fiesta prima serie e ad una "ordinaria" Peugeot 205 XE. Gran parte dei club dei "nuovi ricchi" dell'automobilismo d'epoca mi guarderebbero dall'alto in basso: ma qui, con voi, mi sento come se fossi a casa! Grazie di esserci!
Tornando alla Tagora, ad essa va senza dubbio assegnato il titolo di "Targa Nera anno 2009" senza bisogno di "competizione" alcuna, ad honorem!
fantastica, la adoro, brutta come poche ma affascinante a non finire. l'interno è davvero bello (ricorda le vecchie citroen).
gran bel pezzo.
peccato che ce ne siano cosi poche!
Beh che dire... concordo con tutti voi, anche perchè anchio possiedo un auto che non è molto comune!!! Complimentoni al propietario che, fanale e botta esclusi, pare proprio curarla a dovere!! La vernice è bella lucida!!
Comunque si, anchio sono dell'idea che queste auto "strane", chiamatele brutte, chiamatele come volete, (ma io le trovo tutte in qualche modo affascinanti) meritino di essere salvate proprio per quello che sono... sono comunque anche loro testimonianze di qualcosa che non c'è piu... e scaturiscono in molti curiosità e ricordi!!
Giorni fa ho partecipato a una mostra di auto d'epoca e la mia Volvo 66 era sfoggiata con coraggio a fianco a mercedes da svariate decine di migliaia di euro, a maserati, a 500 cabrio anni 50, ecc ecc...!!! Eppure la guardavano comunque e molti si incuriosivano!!!
Questo si che e' un vero miracolo....... Che bella la Tagora, io forse ne ho trovata una tutta per me, che spero potro' farvi vedere.... In ogni caso questa e' stupenda, ma sempre si caz.... di stop che s'impallidiscono, mal che vada in attesa di trovare lo stop nuovo ci si puo' sempre attaccare una pellicola rossa trasparente, proprio quella che si usa per foderare i libri e che si compera in cartolibereria.... e dajeeeee.....!!!
Seba a questo punto dimmi qualcosa: ti fai avanti tu o procedo io???
Siamo da decenni alla ricerca di una Tagora "italiana", purtroppo questa è da verniciare ed è la versione 2.3 TD. Però non è il caso di fare i difficili: trovare una SX in Italia è impossibile, una GLS improbabile (a parte questa del nostro sito), una GL (versione assurda) forse peggio della SX. E allora a me va bene anche questa dieselona....
Seba fammi sapere subito altrimenti io ho un aggancio a L'Aquila ed eventualmente lo mando a visionarla e dare un acconto!
Grazie a MarcoGTI per la preziosa segnalazione!!!
Mamma mia quant'è brutta la Tagora in vendita, e pure con l'asfittico 2.3 Turbodiesel, chissà che fumo e che rumore...
Ma Ata ne è proprio innamorato perso...
Sì lo so che ai più fa c.....e ma ognuno ha i suoi scheletri nell'armadio: io ho la Tagora. E poi dai, con tutte le belle BMW che possiedo, posso dare un posto di gloria nel mio capannone anche ad una povera e incompresa Talbot...
Ho già inviato una mail al proprietario!!!
Speriamo che tutto vada per il meglio..... ne avevo vista una nel 2007 in un paesino dell'Ossola, poi stop.
Complimenti Ata!
La Tagora non è da tutti...... anzi quasi nessuno sa cos'è.
Ho parlato anche al telefono e in linea di massima siamo d'accordo su tutto. Il signore è molto gentile e mi ha inviato già le foto degli interni: conservati, originali ed in buonissimo stato! Il colore è uno dei miei preferiti sulla Tagora perchè è quello che aveva una delle poche viste in vita mia da neopatentato a Como; una GLS targata Milano e sicuramente demolita da anni. Tra le quattro versioni disponibili avrei scartato solo la 2.2 GL perchè è scandalosamente povera (niente fasce paracolpi sulle fiancate, niente contagiri, niente servosterzo, niente vetri elettrici e centralizzata, cambio a 4 marce...). La mia preferita sarebbe stata una SX V6 col PRV a tre carburatori da 165CV ma mi sarei volentieri accontentato anche di una tranquilla 2.2 GLS col vecchio motore di derivazione Chrysler 2 litres. La 2.3 Turbo Diesel, con l'altrettanto vetusto "indenor" Peugeot da 80CV sarà forse un vecchio trattore ma in quanto ad affidabilità ed esperienza era ai massimi livelli per l'epoca. In più aveva l'allestimento della GLS quindi almeno i vetri elettrici anteriori, chiusura centralizzata, interni in vellutone tipico Talbot (tipo ciniglia, come quello della Solara SX) e soprattutto il comodo servosterzo. Vabbè dai....non facciamo i conti prima di averla a casa, perlomeno per scaramanzia!
Ata, io la "pazzia" che stai facendo acquistando la Tagora la farei per la cugina donatrice di organi, la Peugeot 604...Meno rara , più tradizionale ma molto Peugeot.
danguard76 il 30 dicembre 2011 19:49
Ata, io la "pazzia" che stai facendo acquistando la Tagora la farei per la cugina donatrice di organi, la Peugeot 604...Meno rara , più tradizionale ma molto Peugeot.
Sì, senza dubbio la 604 è meno rara della Tagora. Sia in Francia (dove ce ne sono molte in vendita) che in Italia (poche ma qualcuna ogni tanto sbuca fuori). Del resto anche come produzione stessa e durata della carriera non c'è paragone a favore della Peugeot. Della Tagora ricordiamoci che ne sono stati prodotti solo 20.133 esemplari (di tutta la gamma) in 3 anni scarsi di carriera!
Danip, stavolta non potrei proprio mettere cerchi in lega (neanche opzionali se non i TRX della versione SX, introvabili e da calzare poi a gomme costosissime) e assetto ad una barcona diesel come la Tagora DT! L'originalità totale sarà il mio punto fermo per un restauro perfetto. Sarà un problema se questa non avrà più la piccola scritta posteriore "diesel turbo" tra la targa e il paraurti: sarebbe irreperibile!
Edsel è vero che la DT aveva la chiusura centralizzata opzionale per quasi tutta la sua (breve) carriera. Divenne però di serie a partire dal Luglio 1982. Penso comunque che questa dell'annuncio sia dei primi mesi del 1982.
Tempo fa avevo scritto, con non poca fatica, una serie di cronistorie relative ad auto del passato: posto qui quella della Talbot Tagora, un'auto che ai più non dirà assolutamente niente, ma la cui storia, che in questa sede trovate delineata fin nei minimi particolari, sono certo possa interessare a Davide e a chi voglia conoscere questa controversa e ormai rarissima berlina d'oltralpe, se non altro perchè non esiste alcun testo simile, specialmente scritto in lingua italiana e sviluppato dal punto di vista del mercato italiano.
Nel marzo del 1976 la Chrysler - Simca avvia lo studio di una grossa berlina a trazione anteriore, destinata a sostituire i modelli 160/180 e 2 litres, sul mercato da ormai sei anni.
Lo sviluppo del progetto, conosciuto con il nome in codice di C9, procede a ritmo sostenuto, tanto che nella primavera del 1977 è pronta la maquette della carrozzeria in scala 1:1.
Nel luglio del 1979 la Chrysler - Simca entra nell'orbita PSA, mutando il marchio in Talbot - Simca.
Il gruppo PSA non ha bisogno di una vettura come la C9, in quanto in casa esistono già due valide berline del segmento medio - superiore, la Citroen CX e la Peugeot 505, alle quali si aggiunge l'ammiraglia Peugeot 604.
Ma la C9 è giunta ad uno stadio di progettazione troppo avanzato perchè la si possa cancellare senza incorrere in pesanti perdite economiche, così, tra la riluttanza generale, la vettura viene completata, non senza subire una determinante serie di modifiche.
La carrozzeria non viene toccata, conservando quasi integralmente l'impostazione disegnata dalla Chrysler, mentre la meccanica vede l'introduzione di numerose componenti già montate sulle berline Peugeot, quali la trazione posteriore, le sospensioni a quattro ruote indipendenti, l'impianto frenante, il cambio e parte dei propulsori.
Ciò comporta un rallentamento dei tempi di realizzazione: la C9 viene presentata alla stampa internazionale a Ouarzazate, in Marocco, soltanto nel settembre del 1980.
Il nome scelto per la nuova nata è Tagora, che identifica un'antica dea Inca, ma può essere riferito anche ad un isola delle Tenerife (La tagora) o ad un asteroide della fascia principale (Tagore).
Il debutto ufficiale presso il grande pubblico avviene al Salone dell'automobile di Parigi, nell'ottobre dello stesso anno: la vettura è esposta in forma statica, ma è comunque possibile delinearne le caratteristiche fondamentali.
Dal punto di vista delle dimensioni, la Tagora si inserisce tra le ammiraglie: è lunga 463 cm, più di una Lancia Gamma, ed è larga ben 181 cm, praticamente quanto una Mercedes Serie S.
La carrozzeria, a tre volumi, presenta una linea estremamente razionale, intelligentemente priva di inutili orpelli, ma obiettivamente anonima e spersonalizzata: il frontale è basso e spiovente, le fiancate sono mosse da una profonda scalanatura trasversale, gli archi passaruota hanno un profilo squadrato, la coda è alta e imponente.
Caratteristico il frontale, occupato dai quattro proiettori (due ovali e due circolari) coperti da vetri rettangolari e dalla calandra piuttosto stretta, con disegno a fitte righe verticali e logo Talbot al centro.
Lo specchio di coda è quasi integralmente occupato dai grandi gruppi ottici a sviluppo orizzontale, di tipo semi - avvolgente.
Le superfici vetrate sono molto ampie: la linea di cintura piuttosto bassa e le tre luci laterali determinano un'abitacolo luminoso e favoriscono la visibilità del pilota.
I paraurti sono del tipo a scudo, avvolgenti sui fianchi e realizzati in resina elastica in colore grigio antracite, che restiste senza deformarsi agli urti fino a 8 km/h.
Altri particolari interessanti della carrozzeria sono lo specchietto retrovisore esterno carenato, le maniglie delle portiere incassate con finitura cromata, i cristalli con cornici in acciaio inox lucido.
L'abitacolo accoglie senza problemi anche cinque passeggeri, che possono accomodarsi su sedili generosamente imbottiti e ben profilati: l'accessibilità è agevole grazie all'ampio angolo di apertura delle quattro portiere.
La plancia ha un'impostazione moderna e lineare, con tutti i comandi disposti in modo da poter essere azionati dal pilota con minimi spostamenti delle braccia: caratteristici il volante monorazza di grande diametro e l'ampia console centrale prolungata fino al pavimento e raccordata al tunnel di trasmissione tra i due sedili anteriori.
La finitura è conforme allo standard Talbot, ma è poco appagante in relazione alla classe di appartenenza della Tagora: a stupire negativamente è in particolare la qualità delle plastiche impiegate, di tipo corrente, e l'aspetto povero della componentistica, praticamente identica a quella dei modelli di categoria inferiore (Horizon e Solara).
Dal punto di vista meccanico, la Tagora è equipaggiata con un quattro cilindri Chrysler di 2155 cc alimentato da un carburatore doppio corpo, derivato dal 1981 cc della vecchia 2 Litres: la potenza erogata è di 115 cv, non molti in rapporto alla cilindrata e al peso del corpo vettura, che sfiora i 1300 kg.
Il cambio, secondo le versioni, è manuale a quattro o cinque marce oppure, a richiesta, automatico a tre rapporti; lo sterzo, secondo le versioni, è a cremagliera o servoassistito; i freni sono a disco sulle ruote anteriori e a tamburo su quelle posteriori; l'impianto frenante è servoassistito; l'accensione è elettronica transistorizzata e lo starter è automatico.
Le prestazioni della Tagora 2.2 sono mediocri, al livello di molte 1.6 di classe inferiore: per accelerare da 0 a 100 km/h occorrono 12,1 s , mentre la velocità massima è di 171 km/h.
Il consumo dichiarato è pari a 7.1 l di carburante a 90 km/h: si tratta di un valore apprezzabile in rapporto alla cilindrata, paragonabile a quello della Fiat 131 1600 Supermirafiori.
Dal punto di vista commerciale, la gamma della Tagora si articola su due livelli di allestimento, GL e GLS, che si differenziano tra loro per le dotazioni.
La presentazione della Tagora nelle concessionarie Talbot francesi avviene nel febbraio del 1981.
In Italia, le vendite iniziano ai primi di luglio dello stesso anno, ma la partenza non è delle migliori: il mercato automobilistico italiano è soggetto all'applicazione dell'IVA "pesante" al 35 % sulle vetture a benzina con cilindrata superiore ai 2000 cc, ragion per cui i concessionari si attendono una versione specifica della Tagora, equipaggiata con il 1600 da 90 cv della Solara o, meglio ancora, con il 2000 a iniezione da 110 cv della Peugeot 505.
Invece la Talbot non predispone niente di tutto questo, e la gamma importata ripete fedelmente quella francese: ciò mette in seria difficoltà la Tagora, che appare fin da subito destinata ad una scarsissima diffusione sulle strade del Belpaese.
Delle due versioni disponibili, la GL è quella più razionale: a un'estetica pulita abbina un abitacolo sobrio e una dotazione di accessori votata all'essenzialità.
Esternamente adotta cerchi in acciaio da 14 pollici con dodici fori di areazione di forma trapezoidale, piccole coppette coprimozzi e bulloni in colore nero; in prossimità dei parafanghi anteriori sono applicate due targhette adesive con la scritta 2.2.
Internamente la plancia e i pannelli delle portiere sono realizzati in plastica in colore beige o blu; i sedili sono rivestiti in tessuto con motivo "pied de poule" in colore pergamena o azzurro, con fianchetti laterali e retroschienali in fintapelle beige o blu; il pavimento e la cappelliera posteriore sono ricoperti da un tappeto di moquette di agugliato misto in colore nocciola o grigio; il cielo dell'abitacolo è foderato in tessuto sintetico in colore grigio cenere; il bagagliaio è completamente rivestito in feltro nero.
La dotazione di serie è più ricca rispetto a quella della GL francese e comprende: cambio a cinque rapporti, servosterzo, pneumatici 175 SR14, parabrezza stratificato, quattro proiettori anteriori con lampade allo iodio e fascio di luce regolabile in altezza dal posto di guida, lampeggiatori di emergenza, doppi proiettori di retromarcia, doppi proiettori retronebbia, tergicristalli a due velocità con temporizzatore, lunotto termico, specchietto retrovisore esterno regolabile manualmente dall'interno, tappo del serbatoio con serratura a chiave, bloccaggio di sicurezza per i bambini alle porte posteriori, cinture di sicurezza anteriori con avvolgitori automatici, sedili anteriori con schienali regolabili in modo continuo, appoggiatesta anteriori monostaffa regolabili in altezza ed estraibili, predisposizione per l'impianto radio con antenna al tetto e due altoparlanti, vano portaradio con cablaggi, comandi secondari con ideogrammi illuminati, accendisigari, elettroventilatore a tre velocità, cassetto portaguanti con sportello di chiusura, plafoniera posteriore, alette parasole orientabili con specchietti di cortesia e tasche portadocumenti, tasche portaoggetti applicate ai pannelli delle portiere anteriori, contachilometri giornaliero, termometro del liquido di raffreddamento, orologio analogico al quarzo, spia della riserva del carburante, spia dell'usura delle pastiglie dei freni, spia dell'insufficiente livello dell'olio motore.
A richiesta si può ottenere solo la vernice metallizzata oppure laccata Kristal: non è disponibile il cambio automatico, poco gradito dagli automobilisti italiani.
Ad un livello superiore si pone la GLS, che non apporta sostanziali modifiche di carattere estetico, ma punta tutto sulla completezza dell'equipaggiamento.
Esternamente si distingue dalla GL per i cerchi con coppe centrali di maggiori dimensioni, sempre in colore nero, e per la sigla di identificazione specifica applicata sul cofano del bagagliaio; le fiancate sono protette dagli urti di parcheggio da due spesse bande paracolpi in resina elastica in colore grigio antracite, impreziosite da un profilo cromato.
L'interno comunica una sensazione di miglior cura costruttiva, essenzialmente grazie ai rivestimenti dei sedili e del cielo dell'abitacolo in velluto in colore pergamena, mandorla o azzurro; la plancia e la pannelleria propongono due combinazioni bicolore, beige/nocciola o beige/azzurro; la parte inferiore dei pannelli delle portiere, il pavimento e la cappelliera posteriore sono ricoperti in velour in colore nocciola o grigio.
La dotazione di serie si arricchisce di: presa diagnostica nel vano motore, cristalli atermici azzurrati, alzacristalli elettrici anteriori, chiusura elettromagnetica centralizzata delle quattro portiere, divano posteriore con appoggiagomiti estraibile e predisposizione per gli appoggiatesta, cassetto portaoggetti illuminato, bagagliaio illuminato, plafoniera anteriore con lampada leggicarte orientabile, due plafoniere posteriori, reostato per la regolazione della luminosità del quadro strumenti, contagiri elettronico, orologio digitale, centralina di controllo a quattro funzioni (corretto funzionamento delle luci di posizione anteriori e posteriori, livello del liquido di raffreddamento, livello del liquido lavaparabrezza).
A richiesta soltanto la vernice metallizzata oppure laccata Kristal.
La gamma colori per la carrozzeria, molto ampia, prevede la possibilità di scegliere tra sedici tinte, cinque pastello (bianco Ibiza, beige Panama, rosso Vallelunga, rosso Cina, blu Baltico), nove metallizzate (grigio Spaziale, grigio Onagre, beige Cachemire, bronzo Transvaal, rosso Siria, marrone Maracas, verde Prateria, verde Tasmania, azzurro Polare, blu Erevan) e una laccata Kristal (nero Onice).
Già nell'estate del 1981 ciò che era stato predetto fin dall'esordio nelle concessionarie si è puntualmente avverato: la Tagora in Italia è praticamente invendibile, e ciò non solo a causa della cilindrata spropositatamente alta.
La colpa è anche di una strategia commerciale poco azzeccata, che non ha saputo bilanciare l'effetto dell'IVA "pesante", rendendo la vettura, di fatto, fuori mercato.
La GL, che ha un allestimento piuttosto povero, costa 13.400.000 £, più della maggior parte delle dirette concorrenti (tutte con cilindrata sotto i due litri), che spesso sono più potenti, meglio dotate e forti di marchi con maggore appeal: Fiat Argenta 2000 i.e, Lancia Beta Trevi 2000, Audi 100 1900 CD, BMW 518i, Ford Granada 2.0 Ghia, Opel Rekord 2.0 E Berlina, Peugeot 505 TI, Renault 20 TS, Volkswagen Passat 1900 GL5 e Volvo 244 GL costano tutte meno.
La GLS è oggettivamente ben dotata, ma il suo prezzo è fissato a 14.700.000 £, superiore a quelli di Alfa Romeo Alfetta 2000 L, BMW 520i, Citroen CX 2000 Pallas, Ford Granada 2.8 GL, Mercedes 200, Peugeot 505 STI, Rover 2300 S... Restando nell'area dei 2000 cc, soltanto l'Audi 100 2200 CD, la Lancia Gamma 2000 e la Saab GLI Sedan costano di più.
Nel novembre del 1981 la gamma della Tagora si amplia con l'ingresso di due nuove versioni, la 2.3 DT Turbo e la 2.6 SX.
La 2.3 DT Turbo è la prima Talbot a gasolio: nel vano motore è alloggiato il quattro cilindri Idenor di 2304 cc sovralimentato con turbocompressore Garrett già adottato sulle Peugeot 505 e 604: la potenza erogata è di 80 cv, a fronte di un peso, in ordine di marcia, pari a 1365 kg.
Le prestazioni della Tagora DT Turbo non entusiasmano, ma sono nella media delle concorrenti a gasolio sovralimentate: l'accelerazione da 0 a 100 km/h richiede 17.4 s, la velocità massima è di 154 km/h.
Il consumo dichiarato è piacevolmente contenuto: a 90 km/h bastano 6.5 l di gasolio, un valore di poco superiore a quelli della Peugeot 505 SRD Turbo (6.0 l) e dell'Alfa Romeo Alfetta 2.0 Turbo Diesel (6,2 l).
L'allestimento è basato su quello della 2.2 GLS, dalla quale la DT Turbo si differenzia per pochi dettagli.
All'esterno si segnalano le scritte adesive 2.3 D applicate in prossimità dei parafanghi anteriori e la targhetta adesiva 2.3 DT Turbo collocata sul cofano del bagagliaio; i cerchi hanno le coppette coprimozzi e i bulloni in colore nero come sulla GL.
Internamente, la strumentazione subisce qualche modifica: il contagiri elettronico viene sostituito dall'orologio analogico al quarzo della GL, si aggiunge la spia del preriscaldamento delle candelette mentre non è disponibile la spia dell'insufficiente livello dell'olio motore.
La dotazione di serie è leggermente meno ricca rispetto alla 2.2 GLS: mancano la chiusura elettromagnetica centralizzata delle quattro portiere e la plafoniera anteriore con lampada leggicarte orientabile.
A richiesta soltanto la vernice metallizzata o laccata Kristal.
I concessionari Talbot ripongono molte speranze sulla Tagora DT Turbo, poichè è l'unica versione della gamma che può ambire ad ottenere una certa diffusione sul mercato italiano: grazie alla cilindrata inferiore ai 2500 cc, non è soggetta all'applicazione dell'IVA "pesante" al 35%.
Ciononostante, il prezzo di listino si colloca nella parte alta del segmento di appartenenza: la DT Turbo costa 16.370.000 £, quanto la Peugeot 505 SRD Turbo e più di alcune dirette concorrenti quali la Opel Rekord 2.3 Diesel "Berlina" (13.019.000 £), la Renault 20 GTD (13.521.000 £), la Fiat Argenta 2500 Diesel (13.871.000 £), l'Audi 100 2000 Diesel CD (14.661.000 £), la Citroen CX 2500 Pallas Diesel (15.560.000 £), l'Alfa Romeo Alfetta 2000 Turbo Diesel (16.154.000 £).
Tra le berline a gasolio, soltanto la Mercedes 200 D e 240 D (17.169.000 e 18.172.000 £), la Peugeot 604 SRD Turbo (18.515.000 £) e la Volvo 245 GLE D6 (19.399.000 £) costano più della Tagora, ma appartengono a marchi la cui immagine non è nemmeno lontanamente paragonabile a quella della Talbot.
La 2.6 SX si pone al top della gamma ed entra in diretta concorrenza con le prestigiose ammiraglie europee.
E' equipaggiata con il sei cilindri a V (conosciuto con il nome di progetto PRV) di 2664 cc della Peugeot 604 STI, al quale i tecnici Talbot hanno apportato numerose modifiche allo scopo di conferirgli una personalità più sportiva: in luogo dell'alimentazione a iniezione elettronica Bosh K-Jetronic viene adottato un sistema a due carburatori triplo corpo Weber, che consente di aumentare la potenza da 144 a 165 cv.
La Tagora 2.6 SX è la più potente auto francese, e una delle berline più prestanti a livello europeo: tra le sei cilindri con cilindrata da 2500 a 3000 cc, la Opel Senator 2.5 E sviluppa 136 cv, la Rover 2600 S 138 cv, la Mercedes 250 140 cv, la Renault 30 TX 142 cv, la Volvo 264 GLE 148 cv, la BMW 525i e la Ford Granada 2.8i Ghia 150 cv, l'Alfa Romeo 6 160 cv, la Opel Senator 3.0 E CD 180 cv, la BMW 528i e la Mercedes 280 E 185 cv.
Le prestazioni sono elevate, accoppiate ad un comportamento su strada sicuro e ad un confort eccezionale: la Tagora 2.6 SX passa da 0 a 100 km/h in 9 secondi netti e supera i 195 km/h dopo un lancio molto contenuto.
I consumi sono piuttosto alti, ma proporzionati alla potenza disponibile: a 90 km/h sono richiesti 8.5 l di carburante, che salgono fino a 17 - 20 litri sfruttando a fondo la meccanica o marciando nel traffico urbano.
Dal punto di vista estetico, la 2.6 SX si distingue dalle versioni più economiche della gamma per una piccola serie di accorgimenti che donano eleganza alla carrozzeria senza sconfinare nel cattivo gusto: gli scudi paraurti sono dotati di fasce superiori in acciaio inox lucido; i cerchi, con anelli in acciaio inox lucido, sono in lega leggera con disegno a quattro razze solcate ciascuna da quattro zigrinature verticali e coppe coprimozzi di forma quadrata in colore grigio antracite, montati sugli speciali pneumatici ribassati TRX AS 210/65 HR 365; in prossimità dei parafanghi anteriori compaiono le scritte adesive 2.6, mentre sul cofano del bagagliaio è applicata una targhetta riportante la sigla SX.
L'abitacolo ripete l'arredamento della 2.2 GLS, arricchito con l'aggiunta di alcuni sfiziosi accessori: i sedili anteriori sono dotati di tasche portacarte elasticizzate applicate sui retroschienali; il tunnel centrale tra i due sedili anteriori ospita un accendisigari supplementare per i passeggeri posteriori; sullo schienale del divano posteriore sono montati due appoggiatesta monostaffa regolabili in altezza ed estraibili; la strumentazione comprende il manometro dell'olio e il voltmetro; al centro della plancia, al posto dell'orologio digitale, è alloggiato il computer di bordo a otto funzioni (orologio digitale, cronometro, tempo trascorso dalla partenza, chilometri percorsi dalla partenza, consumo totale, consumo medio, consumo istantaneo, velocità media).
La dotazione di serie è decisamente completa e comprende, oltre a quanto già citato, gli alzacristalli elettrici posteriori, il programmatore di velocità, le plafoniere interne a spegnimento temporizzato, le cinture di sicurezza posteriori con avvolgitori automatici.
A richiesta è disponibile soltanto la vernice metallizzata o laccata Kristal; i concessionari Talbot, su richiesta del cliente, montano in sede l'impianto di aria condizionata prodotto dalla Veglia Borletti.
La 2.6 SX è la Tagora meno adatta ad un paese come l'Italia, dove, per le ragioni di penalizzazione fiscale già esposte, nel 1980 il segmento delle vetture a benzina sopra ai due litri di cilindrata ha rappresentato soltanto il 2 % dell'intero mercato dell'auto, contro, ad esempio, il 16 % della Germania, il 12 % dell'Austria e il 7 % della Francia.
Ciononostante, la SX è la versione più interessante della gamma, poichè contrappone all'assenza di particolari qualità delle altre Tagora una meccanica obietivamente raffinata, prestazioni elevate, notevole confort dinamico e una dotazione di gadgets all'altezza delle aspettative di chi si accinge ad acquistare un'ammiraglia.
Anche il prezzo, fissato in 19.200.000 £, riserva una piacevole sorpresa: a differenza delle versioni inferiori, la 2.6 SX è la berlina più economica della categoria.
Tra le concorrenti, la forbice dei prezzi oscilla tra i 19.804.000 £ della Ford Granada 2800i GL e i 26.445.000 della Opel Senator 3.0 E CD; la Rover 2600 S apparentemente costa meno della Tagora, ma ai 16.598.000 £ del prezzo di listino bisogna aggiungere un pacchetto di accessori obbligatorio, che comporta un ulteriore esborso di 2.800.000 £.
Nel febbraio del 1982 si conclude il primo anno di produzione della Tagora, ma le cifre sono poco confortanti, anche tenendo conto del fatto che il segmento delle berline di classe medio - superiore non consente grandi numeri.
Complessivamente, dallo stabilimento francese di Poissy sono uscite 15.500 unità, circa la metà di quanto previsto nel piano annuo iniziale.
In Italia le Tagora immatricolate sono state poco più di 500, così ripartite: 402 2.3 DT Turbo, 93 2.2 (GL e GLS) e solo 5 2.6 SX (queste ultime probabilmente tutte ad uso dimostrativo presso le concessionarie).
Nella primavera del 1982 debutta sul mercato italiano la Tagora M.Y. '82, che si distingue dalla precedente soltanto per l'ampliamento della gamma degli optional.
Sulla 2.2 GL e GLS sono disponibili i cerchi in lega leggera con disegno a quattro razze zigrinate della SX, abbinati agli speciali pneumatici ribassati TRX AS 180/65 HR 340.
La 2.2 GLS può essere equipaggiata con il cambio automatico ZF di origine BMW a tre rapporti, previsto fin dall'esordio sugli altri mercati europei; questo tipo di trasmissione comporta un aumento del peso del corpo vettura, in ordine di marcia, pari a 20 kg (1285 contro 1265 kg) e determina un generale peggioramento delle prestazioni: per accelerare da 0 a 100 km/h occorrono 13,5 s, mentre la velocità massima scende a 166 km/h; il consumo di carburante, al contrario, subisce un notevole incremento: a 90 km/h sono richiesti 8,5 l di benzina, quanto la potente 2.6 a sei cilindri.
Per la 2.3 DT Turbo è finalmente prevista la possibilità di montare la chiusura elettromagnetica centralizzata delle quattro portiere, un accessorio di cui la clientela sentiva particolarmente la mancanza.
La 2.6 SX può essere impreziosita con l'interno in cuoio nero, che riveste i sedili, gli appoggiatesta, la corona del volante, l'impugnatura e la cuffia della leva del cambio.
Nel luglio del 1982 si assiste alla creazione del binomio Peugeot - Talbot, che comporta l'unificazione della rete commerciale e di assistenza dei due marchi.
Per la Tagora condividere i propri spazi espositivi con le berline Peugeot diventa imbarazzante: se la 604, ormai sul viale del tramonto, non costituisce una minaccia per la grossa Talbot, altrettanto non si può dire della 505, che le viene regolarmente preferita in virtù della carrozzeria di linea più gradevole, degli allestimenti interni meglio curati, della fama di robustezza meccanica, il tutto offerto a prezzi identici o addirittura inferiori.
Con queste premesse, il 1982 si chiude in modo disastroso: le cifre parlano di 2556 Tagora prodotte, un tonfo se si considera la già non esaltante performance dell'anno precedente.
In Italia gli esemplari immatricolati sono poco più di 100, tutti 2.3 DT Turbo.
Nel marzo del 1983 inizia l'importazione in Italia della Tagora M.Y. '83, che prevede soltanto variazioni di dettaglio.
Dalla gamma scompare ufficialmente la 2.2 GL, la cui produzione si è arrestata già nel luglio dell'anno precedente.
La 2.3 DT Turbo adotta di serie la chiusura elettromagnetica centralizzata delle quattro porte ed è disponibile, su richiesta, anche in versione automatica, per la quale, anche a causa del peso del corpo vettura che sfiora i 1400 kg, si evidenzia un considerevole decadimento delle prestazioni (accelerazione da 0 a 100 in 19,6 s, velocità massima di 149 km/h) e un consumo di carburante (7,3 l di gasolio a 90 km/h) superiore a quello della 2.2 a benzina.
Su tutte le versioni si segnalano variazioni cromatiche riferite all'arredamento interno, che non prevede più la combinazione in colore azzurro, e alla gamma dei colori per la carrozzeria, che si uniformizza a quella della Horizon e della Solara, risultando così composta da undici tinte, cinque pastello (bianco Ibiza, beige Panama, rosso Vallelunga, rosso Cina, blu Baltico) e cinque metallizzate (grigio Futura, rosso Siracusa, marrone Tibetano, verde Chevreuse, blu Erevan), a cui si aggiunge il nero Onice trattato con lacca Kristal.
Nei primi mesi del 1983 le vendite della Tagora in Europa subiscono un ulteriore ribasso: la domanda del mercato è talmente esigua da rendere del tutto inopportuno proseguire la produzione della vettura.
In primavera il gruppo PSA riceve la richiesta, da parte del governo francese, di produrre 5000 Tagora in allestimento taxi da destinare alle strade di Parigi, di modo che la presenza massiccia della vettura nella capitale possa costituire uno strtagemma commerciale per promuoverne presso il pubblico le doti di confort e di affidabilità: tuttavia l'accordo non viene mai siglato, forse per paura che la Tagora non si dimostri abbastanza robusta per un uso così gravoso, con conseguenze nefaste sull'immagine del gruppo.
Nel giugno del 1983 le linee di montaggio della Tagora presso lo stabilimento di Poissy vengono fermate e sottoposte ad una rapida riconversione per accogliere la produzione della Peugeot 104 Coupè.
Le Tagora costruite dall'inizio dell'anno sono 1320, ma di queste un gran numero deve essere ancora venduto, ragion per cui la vettura continua ad essere presente nei listini europei fino ad esaurimento delle scorte.
Dal settembre del 1983 la gamma italiana della Tagora si compone della sola 2.3 DT Turbo, disponibile esclusivamente nella variante con cambio manuale: il prezzo, di 22.409.000, è molto alto (superiore di 200.000 £ a quello della Mercedes 240 D!), ma suscettibile di forti sconti presso i concessionari Peugeot - Talbot, che fanno di tutto per disfarsi al più presto degli esemplari in giacenza.
La Tagora presenzia per l'ultima volta le pagine del nuovo di Quattroruote nell'aprile del 1984: in 14 mesi gli esemplari immatricolati sono stati appena 28.
Edsel ho letto tutto un pò in fretta, poi me la rileggo con calma. Qualche particolare non coincide con le informazioni che ho io relative alle versioni: ad esempio la GL anche in Italia non era dotata di servosterzo e cambio a 5 marce!, Sul cofano bagagli della DT non vi è la scritta "2.3 DT turbo" ma "Talbot" a sinistra e "Tagora DT" a destra. La piccola scritta adesiva "diesel turbo" è invece collocata in centro, nel piccolo spazio di carrozzeria tra la targa e il paraurti. La misura degli pneumatici TRX della versione "SX" non è 180 ma 210. Ma quello che volevo chiederti è un'altra cosa: dove sei andato a prendere i dati relativi alle vendite anno per anno in Italia? In generale da che fonte hai raccolto informazioni? Non per altro, giusto per sapere cosa andare a comprare in libreria/mercatini/ebay. Io possiedo a tal proposito tutti i vecchi Quattroruote (sui quali della Tagora si è scritto molto poco e non si è mai eseguita nemmeno una vera prova su strada! ), tutta la gamma di depliant dal 1980 al 1983 (in italiano) e molte prove su strada tratte da riviste francesi e tedesche (in arrivo anche qualcosa di inglese) grazie ad Ebay. L'unica rivista italiana dell'epoca ad aver pubblicato una prova su strada della Tagora (versione 2.3 DT) è stata "Automondo". Una prova con dati effettivi ma con scarse foto se non un tre quarti anteriore e posteriore di una Tagora DT targata Milano ma con foto degli interni (tutto in bianco nero) relativi alla plancia di una SX. Inoltre ho una fiche tecnica francese e un supplemento in spagnolo. Poi ho il manuale di riparazione tecnica in italiano, originale Talbot dell'epoca, per officine. Mi manca giusto la macchina vera...
Fammi sapere se posso acquistare ancora qualcosa di cartaceo dove trarre informazioni.
@Davide: della Tagora ho recuperato proprio la scorsa settimana 3 fiches tecniche in italiano relative ad altrettante motorizzazioni: 2.2 e 2.6 a benzina + 2.3 a gasolio......te la cavi con un biglietto A/R per Gravellona Toce...
Ata le fonti sono moltissime, soprattutto provengono dal web, ho incrociato e messo assieme una miriade di informazioni essenzialmente in lingua francese.
Ora come ora non sono in grado di citarle, perchè non ne ho più memoria.
Comunque sono sempre aperto ad integrazioni e smentite circa le imprecisioni che potrebbe eventualmente contenere il mio pezzo, la perfezione non esiste....
Però sul fatto che la GL italiana non avesse il servosterzo e il cambio a 5 marce ho qualche dubbio, perchè se ho sottolineato la differenza tra la versione francese (che ne era sprovvista) e quella italiana, sicuramente ho raccolto questa informazione da qualche parte... A memoria mi sembra che anche Quattroruote segnalasse la presenza di queste due dotazioni, bisognerebbe consultare i listini di quegli anni...
OK Edsel: se hai da darmi qualche dritta relativa al reperimento di informazioni varie (che non siano le solite fonti) mandami un PM. Mi incuriosiva il fatto delle 5 Tagora SX vendute nel 1982: dove cavolo sei andato a prendere questo dato?
Per quanto riguarda la GL io faccio fede al depliant originale datato 1982, in italiano e per mercato italiano, timbrato da una concessionaria Talbot di Porto Mantovano, dove c'è scritto chiaramente che il servosterzo e il cambio a 5 marce erano di serie sulle GLS e DT ma non sulla GL. Anzi, su quest'ultima dice che il cambio a 5 marce era opzionale ma il servosterzo (così come i vetri elettrici) neanche a richiesta. Mentre vedo i poggiatesta sui sedili anteriori di serie, dove in Francia, in alcune foto, era invece incredibilmente sprovvista!
Ciao!
La cosa non mi sorprenderebbe, di molte ammiraglie francesi in erano disponibili delle versioni ultra-basiche fino all'autolesionismo (Renault 25 TS, Citroen XM Sensation, ecc.) mai importate in Italia, perchè per un popolo di conclamati esteti ed esibizionisti come il nostro le ammiraglie dovevano essere "ricche".
I Francesi badavano più alla "sostanza" e giravano tranquillamente coi loro barconi senza quinta marcia, poggiatesta o contagiri. Queste versioni venivano preferite in genere da un pubblico anziano.
Pensa te che ho un'amica che gira con una peugeot 206 1.9 HDI clamorosamente SENZA CLIMA... le ho detto che se avessero provato a venderla in Italia non l'avrebbero fatta passare alla frontiera...
frindel il 01 gennaio 2012 17:13
Pensa te che ho un'amica che gira con una peugeot 206 1.9 HDI clamorosamente SENZA CLIMA... le ho detto che se avessero provato a venderla in Italia non l'avrebbero fatta passare alla frontiera...
Ancora nell'estate 2008 quando andammo a comprare una Pluriel era disponibile una versione d'accesso senza il clima di serie.
"Virtualmente" disponibile, in quanto gli ordinativi erano nulli ed era di fatto impossibile averne una se non sottoponendosi a tempi d'attesa biblici.
C'è da dire che in ampie zone della Francia, notoriamente, fà parecchio freddo. Ecco perchè ad andare a comprare lassù, per fare un esempio, una potente e costosa CX Turbo 2, è facile trovarla senza il clima (che quì da noi era montato di serie).
Spesso invece sono dotate del tetto apribile: quando hai poco sole, tendi a volerti godere quel poco.
Questi aneddoti mi hanno fatto tornare in mente quando, nel 1996, mio padre acquistò per mia madre una Renault Clio 16v bianca: era di mio zio, che l'aveva comprata nuova l'anno prima, ma se n'era presto stancato, passando ad una Opel Vectra 1.6 CD (!).
La cosa curiosa non era tanto l'essere passati da una Panda 750 S ad una Clio 16v, ma il fatto che questa avesse il climatizzatore, allora ancora poco diffuso, specialmente sulle utilitarie: ricordo distintamente quanto fosse chic girare d'estate con i finestrini tutti chiusi, quando gli altri pativano inevitabilmente il caldo...
@Davide: della Tagora ho recuperato proprio la scorsa settimana 3 fiches tecniche in italiano relative ad altrettante motorizzazioni: 2.2 e 2.6 a benzina + 2.3 a gasolio......te la cavi con un biglietto A/R per Gravellona Toce...
Allora quella che ho visto nel 2007 avrà fatto una brutta fine....
Total III il 01 gennaio 2012 16:54
La cosa non mi sorprenderebbe, di molte ammiraglie francesi in erano disponibili delle versioni ultra-basiche fino all'autolesionismo
E' vero. Però non mettere i poggiatesta anteriori a una 2.2 benzina nata negli anni 80 (quando li aveva di serie già qualche utilitaria e nessun'altra "ammiraglia" aveva questa mancanza) era davvero patetico. Se poi aggiungiamo la mancanza della quinta marcia (e ci può stare, viste anche le tedesche del periodo), del servosterzo, dei vetri elettrici e chiusura centralizzata, della luce nel bagagliaio, della regolazione luce della strumentazione, del contagiri, dell'intermittenza del tergicristallo (!)....mi chiedo chi mai abbia potuto comprare una macchinona all'apparenza così "importante" con la dotazione di una Samba. Oltretutto con la GLS nei listini, già dotata di tutto questo!
Eh grazie Francesco ma proprio due giorni fa ho sentito il signore con cui avevo parlato e mi ero accordato per l'acquisto. Si è scusato ma dice che al momento c'è di mezzo la sorella che avrebbe deciso di non venderla più! Gli ho detto che se fosse un problema di sfiducia o di soldi gli avrei mandato al volo 500 euro di caparra. Ma mi è stato detto che è una decisione che devono prendere in comune (altrimenti, visto che entrambi sono gli eredi, non si potrebbe nemmeno fare il passaggio) e che si farà risentire lui quando avranno deciso il da farsi. Io spero che non ci sia di mezzo una terza persona che, pur di averla, ha offerto qualcosa in più della cifra richiesta. Diciamo che ho fiducia nelle sue parole (è anche vero che mi era già capitato, quando ci sono di mezzo LE EREDI DONNE...). A questo punto aspetto, non ho altro da fare...
Sì Massimo ho capito. Ma a chi mando l'acconto se il signore non mi ha comunicato dati bancari o quant'altro nemmeno su mia richiesta? Nota che io gli ho già fatto la proposta dell'acconto alla prima telefonata ma lui ha detto che non ce n'era bisogno. Altro particolare non da poco: c'è il doppio passaggio da effettuare quindi eravamo d'accordi di aspettare il 2012 (così ha 30 anni e li paga ridotti). Però mi conforta il fatto che un giorno dopo di me l'ha chiamato Federico (Fedeesse) al quale ha detto che l'auto era già stata venduta a un ragazzo di Como (io ). Quindi spero in bene...
Premesso che la mia esperienza da compratore corrisponde al 5% della tua, posso dirti che quando poco più di un anno fa mi presentai di persona con in mano 750 euro di acconto (il 50% del prezzo dell'auto), e il proprietario mi disse che non ce ne era bisogno, andò a finire che il giorno in cui tornai da lui con tutti i soldi il prezzo aumentò di 1000 euro. Ti auguro che l'affare vada in porto!
Questo succede perché notano che c'è interesse per la vettura e allora improvvisamente credono di avere tra le mani un gioiello inestimabile, indi fanno i preziosi, alzano il prezzo o fingono di non voler più vendere, colpiti da poco credibili attacchi di affetto...
Non bisognerebbe mai lanciarsi a chiamare a poche ore dalla pubblicazione dell'annuncio, o perlomeno farlo ma senza dimostrarsi troppo ansiosi di concludere, a maggior ragione quando si ha a che fare con auto dal valore pari a zero, magari di proprietà di gente che non ha nulla a che fare con il mondo delle storiche: io non credo che quella signora voglia tenersi l'auto, e nemmeno che ci sia una fila di astanti fuori dalla porta, perché, che dir si voglia, la sua Tagora è davvero brutta e messa non troppo bene.
Semplicemente ha capito che la vecchia auto del padre non è così "spazzatura" come probabilmente credeva, quindi sta cercando di trarne il maggior guadagno possibile: ho visto gente che nell'attesa dell'offerta "del secolo" si è tenuta la vecchia auto per anni, facendola marcire nell'orto...]
Boh...che devo dire? Spero che non sia così... Pensavo che in tutta Italia solo a tre persone potesse interessare una Tagora e questi siamo IO, Federico FEDEESSE, Sebastiano TALBOT NORSEMAN. Appurato che i due amici non mi hanno "tradito", non penso che ci sia stata un'offerta di molto superiore ai 1000 euro richiesti. Per me è solo questione di divergenze ereditarie: a volte, anche se quello che si eredita pare inutile per una persona, puà essere di valore affettivo per un'altra. E anche nella stessa famiglia si fa poi fatica a mettersi d'accordo. Non penso che la titubanza sia dovuta ad un fattore economico perchè ogni fonte che potrebbero interpellare darebbe esiti assai deludenti a tal proposito!
Ciao a tutti i pazzi per la Tagora......... Allora caro atae21 l'hai presa tu questa Tagora???? l'ho visionata, però mi ha frenato molto in fatto che rispetto alla versione GLS non avesse determinati opt che per me sono essenzialissimi su una bestiaccia come quella...... a differenza della GLS non ha: il contagiri (sostituito dal classico orologione a lancette), quindi al centro del cruscotto tra le 2 bocchette di aereazione non solo manca il tanto ambito Trip Computer,(solo per la stupenda SX) ma neanche l'orologio digitale, il tutto sostituito da un tappo in plastica nera opaca con la scritta Talbot ..... la luce dell' abitacolo non e' quella con la doppia lampada leggimappa, ma quella classica montata sulle versioni base Solara ed Horizon.... la chiusure elettromagnetiche a seconda dell' anno possono non esser persenti..... Uffa......Però devo proprio dire che se non si da peso a questo quella Tagoruccia sembra veramente ben messa e facile da restaurare.... Io continuo nella mia inesorabile ricerca di una SX anche fuori Italia o di una GLS . Appena il nostro trio atae21 + FEDEESSE + Talbot Norseman sara' correlato delle tanto desiderate Tagora ci si dovra' necessariamente incontrare......
Direi che non ci sia troppo da stupirsi se una diesel (pur se turbo) dei primi anni '80 non ha il contagiri: ne erano sprovviste, tra le altre, anche la Peugeot 604, l'Audi 80, la Fiat Argenta, la Vw Passat...
Nemmeno la plafoniera standard sembra essere così determinante per scartare una vettura così rara: probabilmente quella Tagora non ti piace in generale, o sbaglio?
Ciao Edsel io adoro la Tagora e' sempre stato un mio desiderio, ma possedendo gia' una Solara SX (oltre che una Samba) ben corredata di quasi tutti gli optional che Talbot poteva fornire ell'epoca, mi piacerebbe possedere una Tagora che possa almeno avere buona parte degli accessori della Solara SX, quindi potendomi orientere verso un determinato allestimento prediligerei una GLS o una (quasi impossibile) SX fermo restando che per me la Tagora rimane sempre una gran bella macchina in tutti i suoi allestimenti, dalla GL alla Presidentiel...... Non trovando le versioni che sto cercando sarei comunque contento di possedere anche una GL.
E perchè è ridicolo? Era così pregiato avere un "computer di bordo" che indicasse il consumo istantaneo, il consumo totale, i litri diponibili, la velocità media, ecc. ecc. Oggi forse non lo propongono su tutte le auto (evoluto e a caro prezzo)?
A me sinceramente non frega niente degli optionals presenti o assenti sull'unica Tagora che in 20 anni ho trovato in vendita in Italia. Avrei preferito anche io una SX o una GLS ma non voglio aspettare altri 20 anni (forse)! Avrei dubitato solo se fosse stata una GL perchè la mancanza del servosterzo è davvero una pecca e la linea senza i paracolpi neri alle fiancate è davvero spoglia. Poi il "rouge syracuse" è per me uno dei migliori su questa auto. Insomma, non so se si è capito che non vorrei farmela scappare! Peccato che al momento non dipende più da me...
Credo che danguard si riferisca alla particolarità dei transalpini di riportare/tradurre in francese anche termini universalmente usati in inglese, come appunto "computer" che loro chiamano anche oggi "ordinateur".
danguard76 il 08 gennaio 2012 19:14
Guardatevi la brochure del 1983
http://www.lov2xlr8.no/brochures/others/talbot/talbot.html
questo sito è fenomenale!
Ancora una volta brochure transalpina con passeggeri "cinturati"
Non so se ne ho viste nemmeno quando ero bambino, che già allora conoscevo i modelli delle auto..... beccarne una sarebbe un colpo da maestro, con le targhe nere un'impresa incredibile.
5 Tagora SX vendute nel 1982:
Ho fatto mente locale con quella che ho visto nell'Ossola nel 2008 (e non nel 2007 come ho scritto): era una SX, allora non sapevo della sua rarità, ma ho pensato "la Fiat ha copiato il nome degli allestimenti dalla Talbot", non l'ho fotografata perchè l'avevo confusa per una versione meglio rifinita della Solara, che allora qualcuna se ne vedeva, invece mi sono lasciato scappare una rarità assoluta!
W LA TAGORA!!!!