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Jaguar MK2

jaguarmk2time20130421.jpg
Anno n.c., targhe nere del 1971 (time101cv).

Data: 22/04/2013
Commenti: 5
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Commenti
#1 | Markino il 22/04/2013 10:29:00
Non poche Mark II recano ancora la targa quadrata, originale o di poco successiva; all'epoca ebbe da noi una certa diffusione, specie nella ricca borghesia delle grandi città. L'esemplare caduto nella pesca di Time appare in perfetto stato, come spesso accade per questa splendida berlina, a mio giudizio la più bella, elegante e aggressiva mai costruita dalla casa di Coventry, che, tuttavia, richiede notoriamente costose cure per la debole resistenza alla corrosione e una certa delicatezza meccanica. Molto diffuse le 3,8 lt., seguite dalla 3,4 lt. La cilindrata inferiore - 2,4 lt. - si vede più raramente. Classica e frequente la splendida livrea "Gunmetal Grey".
Si riesce a sapere la cubatura di questo esemplare ?
#2 | time101cv il 22/04/2013 10:55:34
Purtroppo dal sito dell'Agenzia delle Entrate e da quello dell'Aci non si ricava nulla... Sad
#3 | Spinterogeno Ghisolfa il 22/04/2013 14:43:17
Che bellezza, certo che la targa quadrata e poi con la capitale conferisce un valore aggiunto. Qui a Milano ne vedevo parcheggiata una simile per condizioni e targa originale, lasciata parcheggiata in centro, con un biglietto auto guasta per cortesia non multate. Il portinaio mi diceva che era di una signora che abitava nel palazzo. Poi è sparita, ma sarà rimasta un mesetto.
#4 | etilico il 22/04/2013 20:03:02
Contemporaneamente alla MK2 di Jaguar, Daimler commercializzava la 250 V8 (in questa foto), differente per il motore - appunto un Daimler V8 da 2.500 cc - ed altri minimi dettagli caratterizzanti. Come ne “’A livella” del mai abbastanza compianto Totò, nella seguente immagine giacciono fianco a fianco, accomunate nel medesimo ineluttabile destino rugginoso privo di futuro e con ostentata nonchalance, l’auto simbolo di chi ha goduto di onori, lodi e privilegi e quella che ha rappresentato la condizione sociale proletaria fatta di stenti e difficoltà: la Daimler 250 V8 e la 600 Multipla. Anche tra i rottami arrugginiti si può talvolta rinvenire l’allegoria della caducità della gloria dei mortali. Riflettiamo….
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#5 | Markino il 22/04/2013 20:19:59
Conosco da altra prospettiva la macabra ambientazione reperita da Etilico, nella quale sono purtroppo raccolte almeno altre due carcasse di auto rappresentative di destini umani piuttosto distanti: una Austin Healey 3000, e una piccola berlina metallica a 2 porte della metà degli anni '30, forse una FIAT 508 Balilla, il cui acquisto da nuova era comunque già segno di una condizione sociale borghese.
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